Battaglia di Tape (101)

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Battaglia di Tapae
Nelle scene 18 (qui rappresentata), 19 e 20 della colonna di Traiano, è rappresentata la battaglia di Tapae, combattuta da Traiano contro Decebalo nel 101.
Nelle scene 18 (qui rappresentata), 19 e 20 della colonna di Traiano, è rappresentata la battaglia di Tapae, combattuta da Traiano contro Decebalo nel 101.
Data dal 101 d.C.
Luogo Tapae in Dacia (presso l'attuale Otelu Rost)
Esito Vittoria romana
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
70/80.000 tra legionari ed ausiliari romani,
difficilmente gli Iazigi
Meno di 200.000 armati daci
Perdite
Ingenti Ingenti
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Dopo la precedente battaglia dell'88, a Tape fu combattuta una nuova battaglia tra le truppe romane e i Daci di Decebalo nel 101. Siamo nel contesto delle guerre daciche dell'imperatore Traiano (101-106). Stanco del comportamento di Decebalo che stava utilizzando il denaro ottenuto dalla pace stipulata con Domiziano nell'88 per rafforzarsi militarmente, invase la Dacia. Lo scontro avvenne ancora a Tape e i Daci furono sconfitti.

Contesto storico[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Conquista della Dacia.

Tra la fine del I e l'inizio del II secolo, Roma era ormai padrona dell'intero bacino del Mediterraneo, mentre in Europa centrale i confini delle sue conquiste si erano ormai stabilizzati intorno ai due grandi bacini fluviali di Reno e Danubio. L'unico stato organizzato ancora al di fuori delle conquiste romane era la Dacia, con le sue ricche miniere d'oro ed argento. Solo un imperatore con un curriculum militare di tutto rispetto avrebbe potuto portare a termine un'impresa così difficile. Questo imperatore fu Traiano, originario della Spagna, e primo Princeps nato al di fuori dei confini italici.

L'occupazione delle montagne della Dacia, come dimostrarono gli eventi al termine della difficile conquista, avrebbe tenuto a bada le popolazioni di tutto il bacino carpatico, consentendo un tranquillo sviluppo del retroterra della Tracia e della Mesia, anche se non sembra fosse questo il reale obbiettivo di Traiano all'inizio della prima expeditio dacica. Egli, inizialmente, riteneva doveroso punire con una guerra il re dei Daci, Decebalo, responsabile dei disastrosi risultati riportati dalle campagne daciche di Domiziano, nell'85 e nell'86.[1]

Forze in campo[modifica | modifica sorgente]

La campagna in Dacia di Traiano del 101 (con il luogo della battaglia di Tapae, presso il passo delle cosiddette Porte di ferro) e del 102.

Romani[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Esercito romano e Limes romano.

Traiano riuscì a schierare un esercito composto da numerose legioni danubiane, oltre ad unità ausiliarie e a vexillationes legionarie:

Il totale delle forze messe in campo dall'impero romano potrebbe essersi aggirato attorno ai 150.000 armati, di cui 75/80.000 legionari e 70/75.000 ausiliari.[4] È evidente che l'esercito di penetrazione romano in Dacia, raccolse un numero di armati effettivi inferiore alla cifra complessiva di 150.000 (distribuiti lungo l'intero tratto danubiano) e stimabile attorno alla metà (non più di 70/80.000 armati), che quindi presero parte alla grande battaglia di Tapae.

Daci[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Esercito dacico.

In base ai dati forniti da Strabone, Decebalo potrebbe essere stato in grado di mettere insieme un esercito di circa 200.000 armati[5] oltre agli alleati Roxolani e Bastarni, certamente non tutti schierati nella grande battaglia. Sembra invece che gli Iazigi di ceppo sarmatico, rimasero neutrali durante la prima campagna.[6]

La battaglia[modifica | modifica sorgente]

Antica riproduzione della piana dove si svolse la battaglia di Tapae

.

Conosciamo anche il piano strategico generale della prima campagna dalle parole di Traiano stesso: Inde Berzobim, deinde Aizi processimus.[7] Queste due località si trovavano lungo la più occidentale fra le strade che si dirigevano in Dacia; essa, partendo da Lederata sul Danubio in prossimità di Viminacium, portava a Tibiscum e da lì, con un breve percorso, a Tapae ed al passo delle cosiddette Porte di ferro (presso l'attuale località di Otelu Rost[8]), per entrare poi nella Dacia vera e propria. Questa strada era già stata utilizzata da Tettio Giuliano nella campagna dell'88.

Dopo aver raggiunto Tibiscum (moderna Timişoara), in apparenza senza aver sostenuto scontri importanti, vi si accampò in attesa di attaccare le fortezze daciche presso l'imboccatura delle Porte di ferro. Qui ingaggiò una feroce battaglia presso Tapae con il grosso dell'esercito dei Daci. Lo scontro, come anche illustrato sulla Colonna,[9] fu favorevole ai Romani ma a costo di un grande spargimento di sangue,[10] pur non risultando decisivo ai fini della guerra giacché Decebalo poté attestarsi all'interno delle sue fortezze della zona di Orăştie, pronto a sbarrare l'accesso alla capitale Sarmizegetusa Regia. Qui i Romani svernarono, poiché la stagione ormai avanzata rendeva sconsigliabile attaccare questa linea fortificata durante l'inverno.

Conclusioni[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dacia (provincia romana).

Essendo però sopraggiunto l'inverno, Traiano decise di attendere la primavera per sferrare l'attacco mortale ai nemici. Solo nel 102 i romani ottennero una'importante vittoria, anche se la definitiva sottomissione della Dacia si ebbe solo con la seconda campagna del 105-106. La Dacia fu occupata e divenne provincia romana.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Julian Bennet, Trajan, Optimus Princeps, Bloomington 2001, p. 87.
  2. ^ a b Smallwood, E.M., Documents illustrating the principates of Nerva, Trajan and Hadrianus, Cambridge 1966, n.214
  3. ^ Julio Rodriquez Gonzalez, Historia de las legiones romanas, Madrid 2003, p.726.
  4. ^ Yann Le Bohec, L'esercito romano, Roma 1992, p.34 e 45; Julian Bennet (Trajan, Optimus Princeps, Bloomington 2001, p. 89) stima vi fossero non meno di 55.000 ausiliari lungo il tratto danubiano interessato dalle guerre (di cui 21 Alae di cavalleria, 33 coorti equitate miste, 25 coorti peditate e 10 coorti sagittarie di arcieri), oltre a quelli fatti giungere dalle province orientali ed occidentali.
  5. ^ Strabone, Geografia, VII, 3, 13.
  6. ^ András Mócsy, Pannonia and Upper Moesia, Londra 1974, pp. 91-95.
  7. ^ Prisciano di Cesarea, Institutio de arte grammatica, vi, 13.
  8. ^ Bennet, p.91 e seg.
  9. ^ Filippo Coarelli, La colonna Traiana, Roma, 1999, tav. 22-25 (XVIII-XX/XXIV-XXV) pp. 66-69.
  10. ^ Cassio Dione, (Storia romana, LVIII, 8, 2) racconta che la battaglia contro i Daci fu talmente aspra e sanguinosa da costringere lo stesso imperatore romano a fare del suo mantello bende per medicare i legionari feriti.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Fonti primarie
Fonti moderne
  • Ioana A. Oltean, Dacia, landscape, colonisation, romanisation, New York, 2007. ISBN 978-0-415-41252-0.
  • Autori Vari, Storia del mondo antico, in L'impero romano da Augusto agli Antonini, Milano, 1975, Cambridge University Press, vol. VIII.
  • Grigore Arbore Popescu, Traiano ai confini dell'impero, Milano, 1998. ISBN 88-435-6676-8.
  • Julian Bennet, Trajan, Optimus Princeps, Bloomington, 2001. ISBN 0-253-21435-1.
  • Filippo Coarelli, La colonna Traiana, Roma, 1999. ISBN 88-86359-34-9.
  • Guido Migliorati, Cassio Dione e l'impero romano da Nerva ad Antonino Pio – alla luce dei nuovi documenti, Milano, 2003. ISBN 88-343-1065-9.
  • Davide Nardoni, La colonna Ulpia Traiana, Roma, 1986.
  • Smallwood, E.M., Documents illustrating the principates of Nerva, Trajan and Hadrianus, Cambridge 1966.
  • András Mócsy, Pannonia and Upper Moesia, Londra 1974.
  • Julio Rodriquez Gonzalez, Historia de las legiones romanas, Madrid 2003.
  • Yann Le Bohec, L'esercito romano, Roma 1992.
Romanzi storici

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Battaglie e guerre
Daci
Romani

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]