Battaglia di Sebastopoli

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Assedio di Sebastopoli
Parte Seconda Guerra Mondiale

Il fronte orientale a dicembre 1941
Data: 30 ottobre 1941; 4 luglio 1942
Luogo: Sebastopoli, Crimea
Esito: Vittoria dell'Asse
Modifiche territoriali: Espansione dell'Asse verso est
Schieramenti
Germania
Romania
Unione Sovietica
Comandanti
Erich von Manstein Ivan Petrov
Filipp Oktyabrskiy
Effettivi
350.000 106.000
Perdite
100.000 95.000 catturati
11.000 uccisi

Con il nome di Assedio di Sebastopoli si indica un furioso e lungo combattimento verificatosi sul fronte orientale durante la Seconda guerra mondiale tra truppe tedesche e russe. Nei piani dell'Oberkommando der Wehrmacht (il comando supremo dell'esercito tedesco), l'offensiva d'estate si sarebbe dovuta concludere con la conquista del Caucaso. C'era però una possibile minaccia al fianco destro della Wermacht: il porto-fortezza di Sebastopoli, in Crimea, base della flotta del Mar Nero. Dopo una serie di falliti contrattacchi russi, alla fine di maggio del 1942 la città era completamente circondata dell'undicesima armata germanica (gruppo d'armate sud). La città era difesa da tre linee di fortificazioni: la prima formata da campi minati e fossati anti-carro, la seconda, che si estendeva dal golfo di Severnaja alla valle del Belbek, formata da una serie di enormi forti (ribattezzati dai tedeschi con nomi come: Stalin, Siberia, Maksim Gorkij I e Maksim Gorkij II e altro) con cannoni fino ai 305 mm e infine la terza linea con trincee e nidi di mitragliatrici.
La difesa della città era affidata a 7 divisioni di fucilieri, 1 di cavalleria appiedata, 2 brigate di fanteria, 3 brigate di fucilieri di marina, 10 reggimenti d'artiglieria, 1 reggimento contro-carro, 45 gruppi d'artiglieria di marina e varie formazioni minori per un totale complessivo di 101.000 uomini. Sul versante opposto, l'Asse schieraro 7 divisioni tedesche (11^ armata) e 2 romene (che non si dimostrarono inferiori a nessuno per valore), comandate del generale Erich von Manstein, per un totale di circa 130.000 uomini, appoggiati da ingenti forze aeree, corazzate e d'artiglieria, che comprendeva alcuni fra i più grandi pezzi della storia militare.
Il 2 giugno iniziò il bombardamento preliminare. Il 7 giugno la fanteria andò all'attacco. Il primo forte a cadere fu, il 13 giugno, il forte Stalin, con pesanti perdite da parte tedesca e con l'annientamento della sua guarnigione. Il 17 cadde il Siberia e il giorno dopo anche i forti Ghepeù, Molotov, Ceka, Volga e Urali. Sempre il 18, dopo uno scontro titanico, anche il Maksim Gorkij I fu espugnato. Era il forte più grande. Il 19 i tedesco-romeni conquistarono il Monte dell'aquila. Il 20, conquistando il Lenin, la fanteria dell'Asse riuscì ad arrivare al mare, presso il porto.
I difensori si trovarono cosi divisi in due sacche. Da quel momento Sebastopoli cessò di essere una minaccia, tanto che il 25 i tedeschi poterono far iniziare la campagna d'estate nel Caucaso. Il 27, quasi ogni resistenza era cessata (tutti i forti erano caduti). Alcune sacche di resistenza però resistettero fino al 3 luglio. Le perdite dell'Asse furono pesanti, ma l'Armata Rossa pagò il coraggio dei suoi uomini col totale annientamento della guarnigione.

[modifica] Le artiglierie

A Sebastopoli la Wermacht usò i più grandi pezzi d'artiglieria della storia moderna, tre in particolare:

  • Il mortaio Gamma, da 427 mm, con una gittata di 14 km e proiettili del peso di 923 kg.
  • Il Karl (il demolitore di Brest-Litovsk), con un calibro di 615 mm, una canna lunga 5 metri, in grado di sparare colpi del peso di 2200 kg.
  • Il Dora , detto anche il Gustavone, un mortaio montato su due pianali ferroviari, che necessitava di 4120 serventi e addetti. Il Dora aveva un calibro di 800 mm, con una canna lunga 32,5 metri ed era in grado di lanciare 3 proiettili all'ora da 4500 kg a 45 km, oppure di lanciare proiettili a carica cava (perforanti) da 7200 kg a 38 km. Gli effetti del Dora erano devastanti. Al Golfo di Severnaja, un solo proiettile del Dora distrusse un deposito di munizioni protetto da 30 mt di terra e cemento.

[modifica] Bibliografia

  • Basil Henry Liddell Hart – Storia militare della seconda guerra mondiale.
  • Martin Gilbert – La grande storia della seconda guerra mondiale
  • Cesare Salmaggi, Alfredo Pallavisini – La seconda guerra mondiale, cronologia di 2194 giorni di guerra.
Strumenti personali