Assedio di Sebastopoli (1941-1942)

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Assedio di Sebastopoli
Il fronte orientale a dicembre 1941
Il fronte orientale a dicembre 1941
Data 30 ottobre 1941; 4 luglio 1942
Luogo Sebastopoli, Crimea
Esito Vittoria dell'Asse
Modifiche territoriali Espansione dell'Asse verso est
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
350.000 106.000
Perdite
36.000[1] 95.000 catturati
11.000 uccisi
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L'assedio di Sebastopoli fu un lungo e furioso combattimento verificatosi durante la seconda guerra mondiale sulla penisola di Crimea, nel fronte orientale, conflitto durante il quale le truppe tedesche accerchiarono per lungo tempo quelle sovietiche.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nei piani dell'Oberkommando der Wehrmacht (il comando supremo dell'esercito tedesco), l'offensiva d'estate si sarebbe dovuta concludere con la conquista del Caucaso, c'era però una possibile minaccia al fianco destro della Wehrmacht: il porto-fortezza di Sebastopoli, in Crimea, base della flotta del Mar Nero. Dopo una serie di falliti contrattacchi russi, alla fine di maggio del 1942 la città era completamente circondata dell'11ª Armata tedesca (gruppo d'armate sud). La città era difesa da tre linee di fortificazioni: la prima formata da campi minati e fossati anti-carro, la seconda, che si estendeva dal golfo di Severnaja alla valle del Belbek, formata da una serie di enormi forti (ribattezzati dai tedeschi con nomi come: Stalin, Siberia, Maksim Gorkij I e Maksim Gorkij II) con cannoni fino ai 305 mm e infine la terza linea con trincee e nidi di mitragliatrici.

La difesa della città era affidata a sette divisioni di fucilieri, una di cavalleria appiedata, due brigate di fanteria, tre brigate di fucilieri di marina, dieci reggimenti d'artiglieria, un reggimento di artiglieria controcarri, 45 gruppi d'artiglieria di marina e varie formazioni minori per un totale complessivo di 106.000 uomini. Sul versante opposto l'Asse schierava sette divisioni tedesche (XI Armata), e due rumene, comandate dal generale Erich von Manstein, per un totale di circa 203.000 uomini appoggiati da ingenti forze aeree, corazzate e d'artiglieria, che comprendeva alcuni fra i più grandi pezzi della storia militare. A partire dal 20 maggio 1942 l'artiglieria tedesca intensificò i bombardamenti sulla città, negli ultimi 25 giorni dell'assedio vennero riversate sulla città trentamila tonnellate di proiettili, mentre la Luftwaffe effettuò 25.000 sortite, sganciando 125.000 bombe, una quantità che quasi eguagliava quella sganciata dall'intera RAF britannica sulla Germania dall'inizio del conflitto.[senza fonte]

Cannoni navali del forte Maxim Gorky distrutti

Il 2 giugno iniziò il bombardamento preliminare, con l'ausilio di 208 batterie. Il 7 giugno la fanteria andò all'attacco, massicciamente sostenuta dall'aviazione, che in alcuni settori del fronte, compì incursione di 200-250 aerei alla volta. I russi opposero una coraggiosa resistenza, e l'11 giugno contrattaccarono ricacciando indietro i tedeschi dalle posizioni precedentemente occupate. Il 12 giugno la marina russa fece sbarcare 3000 fucilieri che vennero subito impegnati nei combattimenti. Tuttavia la disparità di forze era tale da rendere vani questi successi, e gradualmente le piazzeforti russe vennero espugnate. Il primo forte a cadere fu, il 13 giugno, il forte Stalin, con pesanti perdite da parte tedesca e con l'annientamento della sua guarnigione. Il 17 cadde il Siberia e il giorno dopo anche i forti Ghepeù, Molotov, Ceka, Volga e Urali. Sempre il 18, dopo uno scontro titanico, anche il Maksim Gorkij I fu espugnato. Era il forte più grande. Il 19 i tedesco-rumeni conquistarono il Monte dell'aquila. Il 20, conquistando il Lenin, la fanteria dell'Asse riuscì ad arrivare al mare, presso il porto.

I difensori si trovarono così divisi in due sacche. Da quel momento Sebastopoli cessò di essere una minaccia, tanto che il 25 i tedeschi poterono far iniziare la campagna d'estate nel Caucaso. Nella terza decade di giugno l'assedio di Sebastopoli entrò nella sua fase finale, i tedeschi occuparono il porto della città, impedendo l'afflusso di qualsiasi rifornimento alla guarnigione. Il 27 quasi ogni resistenza era cessata, l'ultimo forte, Malakoff, cadde il 29. Alcune sacche di resistenza però resistettero fino al 3 luglio. La conquista della città, che all'epoca rappresentava la più grande fortezza del mondo, venne celebrata sia in Germania che dalla stampa italiana. Le perdite dell'Asse furono pesanti, sebbene inferiori ai 300.000 uomini, che secondo la propaganda russa sarebbero stati uccisi e feriti, ma l'Armata Rossa pagò il coraggio dei suoi uomini con il totale annientamento della guarnigione e la cattura di 90.000 prigionieri.

Le forze in campo[modifica | modifica sorgente]

Asse[modifica | modifica sorgente]

L'11. Armata dello Heer era comandata da Erich von Manstein. All'epoca dell'assalto finale nel giugno 1942 l'armata comprendeva nove divisioni tedesche, in due corpi, ed un corpo d'armata rumeno. L'Oberkommando der Luftwaffe distaccò l'VIII. Fliegerkorps della Luftflotte 4, su nove stormi ("Geschwader") e 600 aerei, al comando del Generaloberst Wolfram Freiherr von Richthofen[2]. Il supporto navale era fornito dalla 101ª Flottiglia MAS della Regia Marina italiana, al comando dell'ammiraglio Francesco Mimbelli, composta da quattro torpediniere, MTM, sei sommergibili tascabili Classe CB e diversi MAS; questo reparto fu la sola forza navale schierata dall'Asse durante l'assedio[3]. Anche se la Bulgaria non era ufficialmente in guerra contro l'Unione sovietica, le sue forze navali collaboravano strettamente con i tedeschi e, pur non partecipando direttamente ai combattimenti, fornirono le basi per il comando navale alleato nel Mar Nero[4].

Unione Sovietica[modifica | modifica sorgente]

La difesa di Sebastopoli era affidata principalmente alla Flotta del Mar Nero ed all'Armata costiera indipendente, al comando del generale Ivan Yefimovich Petrov. Come misura d'emergenza la Flotta del Mar Nero inviò 49372 marinai, non addestrati al combattimento di fanteria, a combattere a terra. Furono formate brigate navali da 4-8 battaglioni, ognuno su 4000 uomini. Questo personale navale, ben armato ed equipaggiato con vari tipi di artiglierie e mortai, costituivano il 20% dell'Armata costiera indipendente. In quest'ultima, le divisioni più potenti erano la 95ª, 109ª, 172ª e 388ª Divisione fucilieri, ognuna forte di circa 7000 uomini. Il resto delle forze dell'Armata rossa comprendeva 5000 uomini, oltre ad altri 5000 uomini arruolati dentro la città di Sebastopoli. L'armata di Petrov scarseggiava però di carri armati e armi contraerei, oltre che di viveri e munizioni per i mortai, e le inefficienti comunicazioni tra i comandi ed i reparti al fronte impedivano a Petrov di rispondere rapidamente alle iniziative avversarie[5].

Ordini di battaglia[modifica | modifica sorgente]

Ordine di battaglia dell'Asse


Ordine di battaglia dell'Unione sovietica

Armata rossa:[9]

  • Difesa costiera
  • I Settore di difesa
    • 109ª Divisione fucilieri
    • 388ª Divisione fucilieri
  • II Settore di difesa
  • III Settore di difesa
    • 25ª Divisione fucilieri
    • 345ª Divisione fucilieri
    • 8ª Brigata fanteria di marina
    • 79ª Brigata fanteria di marina
  • Defence Sector IV
    • 95ª Divisione fucilieri
    • 172ª Divisione fucilieri

Aeronautica e Aviazione navale:[10]

  • 3º Gruppo speciale
  • 6º Reggimento caccia navale della Guardia Guards Naval Fighter Regiment
  • 9º Reggimento caccia navale
  • 247º Reggimento caccia
  • 18º Reggimento d'attacco
  • 23º Reggimento aviazione
  • 32º Reggimento caccia della Guardia
  • 116º Reggimento ricognizione marittima

Flotta del Mar Nero:[10]

L'impiego delle artiglierie[modifica | modifica sorgente]

A Sebastopoli la Wehrmacht usò i più grandi pezzi d'artiglieria della storia moderna, tre in particolare:

  • Il mortaio Gamma, da 427 mm, con una gittata di 14 km e proiettili del peso di 923 kg.
  • Tre veicoli della serie Karl-Gerät Thor, Odino ed un altro (i demolitori di Brest-Litovsk), con un calibro di 600 mm, una canna lunga 4,2 metri, in grado di sparare colpi del peso di 2 t.
  • Lo Schwerer Gustav, un cannone montato su due pianali ferroviari, che necessitava di 4120 fra serventi e addetti. Lo Schwerer Gustav aveva un calibro di 800 mm, con una canna lunga 32,5 metri ed era in grado di lanciare in un'ora tre proiettili da 4,5 t a 45 km, oppure di lanciare proiettili perforanti da 7,2 t a 38 km. Durante il suo impiego a Sebastopoli sparò solo 48 colpi, ma gli effetti dello Schwerer Gustav erano devastanti. Al Golfo di Severnaja, un solo proiettile dello Schwerer Gustav distrusse un deposito di munizioni protetto da 30 metri di terra e cemento, provocando centinaia di vittime tra le truppe sovietiche.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Forczyk 2008, p. 90.
  2. ^ a b Bergstrom 2007, p. 42.
  3. ^ Forczyk 2008, p. 48.
  4. ^ Hayward 1998, pp. 50–51.
  5. ^ Forzcyk 2008, pp. 30–31.
  6. ^ Gerhard Taube, Festung Sewastopol, Mittler E.S. + Sohn GmbH, 1995, p. 38, ISBN 978-3-8132-0485-8.
  7. ^ a b Forzcyk 2008, p. 32.
  8. ^ a b Forzcyk 2008, p. 29.
  9. ^ Forzcyk 2008, pp. 33–34.
  10. ^ a b Forzcyk 2008, p. 34.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Basil Henry Liddell Hart – Storia militare della seconda guerra mondiale.
  • Martin Gilbert – La grande storia della seconda guerra mondiale
  • Cesare Salmaggi, Alfredo Pallavisini – La seconda guerra mondiale, cronologia di 2194 giorni di guerra.
  • (EN) Robert Forcyzk, Sevastopol 1942: Von Manstein's Triumph, Osprey, Oxford, 2008. ISBN 978-1-84603-221-9
  • Joel S.A. Hayward, Stopped at Stalingrad: The Luftwaffe and Hitler's Defeat in the East, 1942–1943, University Press of Kansas, 1998. ISBN 978-0-7006-1146-1

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