Battaglia di Marchfeld

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Battaglia di Marchfeld
Battaglia di Rodolfo del Sacro Romano Impero contro Ottocaro di Boemia. Disegno di Julius Schnorr von Carolsfeld, 1835
Battaglia di Rodolfo del Sacro Romano Impero contro Ottocaro di Boemia. Disegno di Julius Schnorr von Carolsfeld, 1835
Data 26 agosto 1278
Luogo Dürnkrut e Jedenspeigen nello stato austriaco odierno della Bassa Austria
Esito Vittoria di Asburgo e Ungheria
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
30 000 25 000
Perdite
Sconosciute 12.000 (?) morti
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La Battaglia di Marchfeld, (sul fiume Morava) fra Dürnkrut e Jedenspeigen, venne disputata il 26 agosto 1278 e fu decisiva nella storia dell'Europa Centrale per i secoli seguenti. Si affrontarono l'esercito boemo guidato dal re Ottocaro II di Boemia e l'esercito imperiale guidato da Rodolfo I d'Asburgo alleato con re Ladislao IV d'Ungheria. Nell'esercito ungherese era compresa un'unità di cavalleria leggera e gli arcieri a cavallo Cumani.

Antefatto[modifica | modifica wikitesto]

La deposizione dell'imperatore Federico II di Svevia, da parte di papa Innocenzo IV nel 1245, creò una grave crisi nel Sacro Romano Impero, poiché nei seguenti decenni diversi nobili vennero eletti Rex Romanorum ed imperatori, nessuno dei quali riuscì ad ottenere il potere necessario a governare. A seguito di questo interregno Ottocaro II, figlio del re Venceslao I di Boemia, nel 1250 invase i ducati senza un valido governo, Austria e Stiria, e si proclamò duca. Nel 1253 Ottocaro II divenne re di Boemia dopo la morte del padre; la sua aumentata importanza divenne un campanello d'allarme per il re Béla IV d'Ungheria, che intraprese un'azione in Stiria e Austria ma venne definitivamente sconfitto nel 1260 nella Battaglia di Kressenbrunn. Nel 1268 Ottocaro firmò un trattato di non ereditarietà con l'ultimo duca di Carinzia del Casato degli Sponheim, Ulrico III, e quindi acquisì la Carinzia, comprese la Marca di Carniola e la Marca vindica, un anno dopo. Dall'alto del suo potere decise di aspirare alla corona imperiale, ciò nonostante i principi, diffidenti per il suo aumentato potere, elessero il piccolo conte Rodolfo d'Asburgo, Rex Romanorum il 29 settembre 1273.

Preparazione[modifica | modifica wikitesto]

Poiché l'elezione era avvenuta in sua assenza, Ottocaro non diede credito a Rodolfo come re. Rodolfo stesso aveva promesso di riconquistare i territori "alienati" che avrebbero dovuto essere conferiti al potere imperiale con il beneplacito dei principi-elettori. Egli reclamò l'Austria e la Carinzia all'impero e chiamò in causa Ottocaro convocando un Reichstag nel 1275 a Würzburg. Poiché il re di Boemia non si presentò alla Dieta, venne messo in una situazione di prossima destituzione. Venne messo sotto bando imperiale e tutte le sue terre vennero confiscate, comprese quelle della corona boema.

Nello stesso tempo Rodolfo accoglieva alleati e si preparava alla battaglia. Realizzò due di queste alleanze attraverso i classici matrimoni degli Asburgo. Prima, fece sposare suo figlio Alberto I d'Asburgo con Elisabetta di Tirolo-Gorizia ed in contropartita il padre di Elisabetta ricevette il ducato di Carinzia come feudo. Poi, stabilì un'instabile alleanza con Enrico XIII di Baviera offrendogli in sposa sua figlia Caterina come moglie per suo figlio Ottone III di Baviera oltre alla regione attuale dell'Austria Superiore come pegno per la sua dote. Realizzò anche un'alleanza con il re Ladislao IV d'Ungheria che intese stabilire i vecchi accordi con Ottocaro.

Nel 1276 Rodolfo, rafforzato dalle alleanze assediò Ottocaro a Vienna e lo costrinse a cedere tutte le terre che aveva conquistato rimando soltanto con la Boemia e la Moravia come vassallo di Rodolfo. Privato completamente dei suoi poteri, Ottocaro tentò di riconquistare i suoi territori, e contrasse un'alleanza con il margravio di Brandeburgo e nel 1278 partecipò ad una campagna in Austria. Ottocaro pose l'assedio alle città di Drosendorf e Laa an der Thaya, mentre Rodolfo lasciava Vienna per affrontarlo in una battaglia aperta dove la cavalleria dei Cumani di ee Ladislao potesse congiungersi facilmente alle sue forze.

Battaglia[modifica | modifica wikitesto]

Ottocaro abbandonò l'assedio il 26 agosto ed incontrò le truppe di Rodolfo e Ladislao vicino a Dürnkrut. Quando egli giunse sul campo di battaglia, i suoi nemici avevano già avuto l'opportunità di esplorare la topografia dei luoghi. In mattinata, le truppe boeme vennero coinvolte in pesanti attacchi da parte di quelle dei Cumani, ciononostante all'inizio della battaglia la cavalleria di Ottocaro sembrò avere il sopravvento quando il cavallo di Rodolfo venne ucciso ed il re riuscì a stento a salvarsi.

Dopo tre ore di continui combattimenti, i cavalieri di Ottocaro con le loro pesanti armature erano esausti. A mezzogiorno Rodolfo ordinò l'entrata in scena della cavalleria pesante di austriaca ed ungherese nascosta dietro le colline e nel bosco ai margine del campo di battaglia per attaccare Ottocaro sul fianco del suo schieramento. Sebbene un'imboscata simile era considerata comunemente guerra disonorevole, l'attacco dal retro ebbe la meglio sulle truppe boeme accordando una vittoria decisiva a Rodolfo ed ai suoi alleati. Il campo di Ottocaro venne depredato, ed egli fu trovato ucciso sul campo di battaglia.

Conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

Monumento eretto nel 1978 sul campo di battaglia fra i villaggi di Dürnkrut e Jedenspeigen

Rodolfo si assicurò il possesso dei ducati di Austria e Stiria, il nucleo fondante dell'sascesa della Casa d'Asburgo. Nel 1282 egli nominò i suoi figli Alberto e Rodolfo come duchi d'Austria. Comunque in Boemia Rodolfo agì cautamente e giunse ad un accordo con la nobiltà e con la vedova di Ottocaro, Cunegonda di Slavonia, sulla successione di suo figlio Venceslao II sul trono di Boemia. Nella stessa occasione si riconciliò col margravio del Brandeburgo. Re Ladislao IV si lanciò nell'opera di cristianizzazione dei guerrieri Cumani e venne assassinato nel 1290.

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

La tragedia König Ottokars Glück und Ende scritta da Franz Grillparzer nel 1823, è imperniata sull'ascesa e la caduta di Ottocaro II. Questo dramma era stato originariamente ispirato alla vita di Napoleone, ma Grillparzer, poiché temeva la censura del principe Metternich, scelse di scrivere il dramma su Ottocaro nella cui storia egli trovò molte similitudini. Nonostante ciò la pubblicazione non gli fu consentita fino al 1825.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Richard Schmidt, Rot-weiss-rote Schicksalstage Entscheidungen um Oesterreich, Vienna 2004. ISBN 3-85326-354-2
  • Andreas Kusternig, 700 Jahre Schlacht bei Durnkruet und Jedenspeigen, Vienna 1978.
  • (CS) Václava Kofránková, 26. 8. 1278 – Moravské pole: poslední boj Zlatého krále (Marchfeld: The Last Fight of the Golden King), Praga, Havran, 2006, ISBN 80-86515-71-0.
  • Josef Žemlička, Století posledních Přemyslovců, Praga, 1986

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Coordinate: 48°28′53.45″N 16°52′38.34″E / 48.481514°N 16.877317°E48.481514; 16.877317

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