Battaglia di Horaniu

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Battaglia di Horaniu
I cacciatorpediniere statunitensi Chevalier, O'Bannon e Taylor in navigazione il 15 agosto 1943, visti dal Nicholas
I cacciatorpediniere statunitensi Chevalier, O'Bannon e Taylor in navigazione il 15 agosto 1943, visti dal Nicholas
Data 18 agosto 1943
Luogo a nord dell'isola di Vella Lavella
Esito vittoria strategica giapponese
Schieramenti
Comandanti
sconosciuto Matsuji Ijuin
Effettivi
4 cacciatorpediniere 4 cacciatorpediniere
20 chiatte motorizzate
Perdite
nessuna 2 chiatte[1]
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La battaglia di Horaniu avvenne la notte del 18 agosto 1943 nelle acque intorno l'isola di Vella Lavella, tra una formazione di cacciatorpediniere giapponesi e una statunitense. La battaglia si risolse con un inconcludente combattimento e la riuscita dell'operazione nipponica di soccorso alla guarnigione insulare attaccata.

Situazione strategica[modifica | modifica sorgente]

Conquistata dopo mesi di feroci battaglie terrestri e navali l'isola di Guadalcanal, gli Stati Uniti avevano trascorso i mesi da febbraio in avanti riorganizzando le forze nello scacchiere del Pacifico sud-occidentale e tartassando con incursioni aeree e navali gli aeroporti giapponesi in Nuova Georgia, nell'isola di Kolombangara e in quella di Vella Lavella.[2] Il 30 giugno 1943 l'ammiraglio Halsey dette avvio alla campagna di riconquista delle Salomone, impiegando la nuova tecnica del "salto della rana", volta a isolare posizioni nipponiche troppo forti o di irrilevante valore strategico. A causa di tale forma d'avanzata, l'isola di Vella Lavella, la più settentrionale delle Salomone centrali, venne attaccata già il 15 agosto, gettando nella confusione i comandi giapponesi: si rendeva necessaria una missione di supporto per le truppe lì stanziate nonostante i grandi pericoli di intercettazione da parte degli statunitensi, forti del radar.[3]

Lo scontro[modifica | modifica sorgente]

L'ammiraglio Jinichi Kusaka, comandante in capo delle forze navali giapponesi nelle Salomone, dette dunque disposizioni per soccorrere Vella Lavella; fu formata un'unità di scorta agli ordini del contrammiraglio Matsuji Ijuin, comprendente i 4 cacciatorpediniere Shigure, Hamakaze, Isokaze e Sazanami, nave ammiraglia. Questa squadra salpò da Rabaul alle 05:00 del 17 agosto e diresse verso Bougainville, da dove sarebbe partito un piccolo convoglio di 20 chiatte a motore con a bordo 400 uomini. Durante la navigazione le 4 navi giapponesi furono però individuate da un ricognitore statunitense, e alle 13:30 Ijuin ricevette un messaggio che lo avvisava di 3 cacciatorpediniere americani nello stretto di Gizo, a sud di Vella Lavella: fece aumentare la velocità per raggiungere le chiatte, partite da Buin alle 12:27.[4][5]

Al tramonto le forze giapponesi erano riunite e stavano scivolando nelle tenebre, sperando di sfuggire all'avversario; dalle 23:00 due Avenger ristabilirono il contatto, seguiti da 8 bombardieri bimotori che attaccarono senza risultato. Il viaggio proseguì indisturbato e dinanzi al golfo di Vella Ijuin accostò a 180° verso ovest, ma alle 00:30 ordinò di assumere una rotta nord-ovest, allontanandosi dalle chiatte: erano infatti state rilevate navi statunitensi a 15.000 metri. All'improvviso, alle 00:40, un aereo nipponico sganciò un razzo illuminante che rivelò la presenza dei 4 cacciatorpediniere Chevalier, Taylor, Nicholas e O'Bannon in accostata verso ovest, avvicinandosi pericolosamente all'indifeso convoglio.[6] Ijuin ordinò alle 00:52 un lancio di siluri, ma dei 23 ordigni nessuno colpì le navi statunitensi, che comunque misero la prua a nordovest per sfuggire loro. Alle 00:57 l'Hamakaze e il Sazanami iniziarono a sparare contro le unità avversarie, che dopo un'accostata a ovest in linea di fila avevano ripreso la rotta precedente: due minuti dopo lo Shigure fu inquadrato dagli americani, che alle 01:00 diressero a nord. In quella, l'Hamakaze individuò sul suo antiquato radar la presenza di una seconda squadra nemica, segnalando la scoperta a Ijuin che ordinò la ritirata verso nord-ovest; giapponesi e americani si scambiarono ancora alcune bordate ma nessun colpo giunse a segno e i danni registrati dalle due formazioni furono esigui.[7]

Conclusioni e conseguenze[modifica | modifica sorgente]

Durante la battaglia il convoglio di chiatte aveva mantenuto una rotta sud-est per raggiungere al più presto la costa; fu cannoneggiato e perse 2 imbarcazioni,[1] ma il grosso dei battelli approdò il crepuscolo del 19 agosto nella baia di Kokolope vicino a Horaniu, sulla costa settentrionale di Vella Lavella.[8][5] La battaglia può essere considerata una vittoria strategica nipponica, perché lo scopo della missione fu raggiunto con perdite molto contenute; vero è che entrambe le flotte dettero prova di scarso mordente, e i giapponesi soprattutto non seppero approfittare della sorpresa, addirittura fuggendo al solo annuncio di una seconda formazione statunitense.[8][1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Battaglia di Horaniu su combinedfleet.com. URL consultato il 29 luglio 2012.
  2. ^ Millot, op. cit., pp. 485, 488-489
  3. ^ Millot, op. cit., pp. 500-502.
  4. ^ Millot, op. cit., p. 502.
  5. ^ a b Battaglia di Horaniu su digilander.libero.it. URL consultato il 27 luglio 2012.
  6. ^ Millot, op. cit., pp. 502-503.
  7. ^ Millot, op. cit., pp. 503, 505.
  8. ^ a b Millot, op. cit., p. 505.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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