Battaglia di Hochkirch

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Battaglia di Hochkirch
Data 14 ottobre 1758
Luogo Hochkirch, Sassonia
Esito Vittoria austriaca
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
31 000 80 000
Perdite
Più di 9 000 8 300
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La battaglia di Hochkirch è un evento bellico della guerra dei sette anni.

Antefatto[modifica | modifica sorgente]

Nell'autunno del 1758 nel corso della Guerra dei sette anni gli austriaci studiano un complesso piano di battaglia contro l'aggressione espansionistica della Prussia: fermare le forze di re Federico il Grande in Sassonia con un'armata guidata dal feldmaresciallo Leopold Joseph Daun, mentre altri due corpi austriaci riconquistano gran parte della Slesia occupata e espugnano i quartieri invernali prussiani della regione. Per impedire tale piano Federico avanza rapidamente verso la Slesia con un piccolo esercito di 30.000 uomini e, partito da Bautzen il 10 ottobre 1758, raggiunge e occupa il villaggio di Hochkirch, situato sotto una collina.

Nello stesso periodo anche Daun, grande stratega della difesa, con oltre 78 000 uomini giunge sul posto, e per assicurarsi buone posizioni difensive, occupa le alture boscose intorno al villaggio; la Prussia schiera in campo un esercito tre volte inferiore a Daun, inoltre Federico, contro il volere dei suoi generali, decide di montare il campo nello stesso villaggio di Hochkirch, praticamente sotto il tiro dei cannoni austriaci (tanto erano contrari i collaboratori di Federico che il capo del quartier generale si rifiutò di montare le tende quando gli venne ordinato, subendo così l'arresto).

Terminato di fortificare l'accampamento e poste le pesanti batterie di cannoni su i lati dello stesso in direzione delle alture, l'ala destra dell'esercito prussiano si dispone sotto l'alto muro del cimitero del villaggio, in una posizione rischiosissima essendo un facilissimo bersaglio per gli austriaci trincerati poco sopra; inoltre mentre i prussiani non potevano sapere le mosse degli austriaci questi ultimi avrebbero potuto dall'alto vedere tutto ciò che succedeva nel campo. Malgrado tutto ciò però Federico, convinto che Daun, uomo esitante e irresoluto, non avrebbe mai attaccato (il feldmaresciallo Keith, quando si sentirà dire da Federico di lasciar riposare le truppe nelle tende dato che gli austriaci non avrebbero attaccato risponde: "Se non attaccano ora gli austriaci meritano di andare sulla forca!!"; al che Federico rispose:"Speriamo allora che abbiano più paura di noi che della forca!") non si preoccupa per l'eventualità di uno scontro imminente.

Federico rimase estremamente tranquillo in quanto basò la propria tattica su delle informazioni ricevute da una spia, che però, scoperta dagli austriaci, venne risparmiata e poi pagata dallo stesso Daun per continuare a informare Federico con "soffiate" sbagliate a beneficio dell'Austria; così Daun inizia le manovre per l'attacco sostanzialmente riassumibili nella creazione tra il bosco di ampi corridoi per lo spostamento delle truppe finalizzati ad un assalto da più punti; tutto ciò costruito sotto gli occhi dei prussiani convinti che gli austriaci abbattessero molti alberi per costruire altre opere di fortificazione.

La battaglia[modifica | modifica sorgente]

Federico II alla battaglia di Hochkirch

Daun il 13 ottobre 1758 in piena notte, aiutato anche dal novilunio e da una quasi totale mancanza di stelle, crea quattro colonne formate da 35 battaglioni e sei reggimenti di cavalleria e li muove in assoluto silenzio verso l'accampamento prussiano; gli austriaci copersero le ruote dei carri con paglia e lasciarono accesi i fuochi degli accampamenti per simulare la massima normalità.

Se in guerra di solito è il debole a ricorrere a stratagemmi in questo caso a ricorrere al sotterfugio è il potente Daun che possiede un'armata quasi tre volte più grande di quella del nemico, e nel caso il sotterfugio non è altro che un trucco vecchio di millenni: quello del cavallo di Troia.

Il piano è semplice e geniale: fingere la diserzione di 200 soldati, farli entrare come prigionieri nell'accampamento prussiano e poi scatenare un attacco dall'interno. Così in piena notte quasi 200 croati si presentano alle porte dell'accampamento chiedendo di entrare: pur restando meravigliati dal gran numero di disertori, i prussiani non si insospettirono più di tanto, vista l'estrema diffusione della diserzione in quel periodo, e lì lasciano entrare senza controlli o perquisizioni, certi della loro superiorità.

Appena l'orologio di Hochkirch batte le 5:00 i duecento austriaci, impugnate le armi nascoste nelle vesti, si scagliano contro i soldati prussiani addormentati e dopo aver ucciso le guardie di ronda aprono le porte dell'accampamento, permettendo l'ingresso dei loro granatieri. Inizia così un furibondo combattimento al buio tra i prussiani, velocemente svegliati e equipaggiati col minimo indispensabile e gli austriaci, riconoscibili soltanto dal cappello; gli uomini di Daun superiori per numero e prontezza riescono velocemente ad impossessarsi dei cannoni di difesa e dopo averli ruotati aprono il fuoco sul villaggio prussiano.

Il fragore dei cannoni sveglia anche il re prussiano accampato a Rodewitz che però non crede inizialmente ad un attacco totale austriaco; ci vogliono pochi minuti per comprendere la realtà, e quando ormai è chiara la situazione il re non può far altro che montare a cavallo per arrivare ad Hochkirk ordinando ad alcune brigate di correre all'accampamento per rafforzare l'ala destra in pericolo. A Hochkirk nel frattempo il feldmaresciallo Keith riesce, avanzando lateralmente con alcune truppe, a riconquistare le postazioni da tiro prussiane, ma nell'azione viene colpito da una pallottola alla testa e muore. Anche i principi Franz Von Braunschweig e Maurizio di Anhalt-Dessau ( quest'ultimo comandante dei reggimenti di fanteria di entrambe le ali) poco dopo vengono feriti a morte e in seguito ad uno sfortunato attacco di cavalleria di Zieten contro il fianco sinistro nemico, trova la morte anche Von Krockow comandante di corazzieri e carabinieri.

L'unico a resistere è il diciannovesimo fanteria guidato dal maggiore Von Lange che tiene il camposanto del villaggio combattendo fino all'ultimo uomo. Alle 8:30 di mattina però i prussiani, che nulla avrebbero potuto contro lo spropositato numero di nemici, lasciano il villaggio agli austriaci. Federico appena arrivato non può far altro che ritirarsi con i soldati rimasti nell'esercito.

Conseguenze[modifica | modifica sorgente]

A Hochkirk Federico lascia 9 000 uomini, centouno pezzi di artiglieria, ventuno bandiere, tutte le tende con relativi equipaggiamenti e 5 dei migliori generali mai avuti a disposizione. Anche Daun per quanto vittorioso riporta perdite molto ingenti che lo costringono a fermare la rincorsa all'esercito reduce di Federico, che infatti continuerà la campagna contro l'Austria in maniera vittoriosa. Questa battaglia, decisa da una serie di errori di superbia e malinformazione sarà una delle più disastrose sconfitte di Federico il Grande.