Battaglia di Hamburger Hill

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Battaglia di Hamburger Hill
parte della Guerra del Vietnam
Alcuni soldati della 101ª Divisione aviotrasportata in azione nel 1969 in Vietnam
Alcuni soldati della 101ª Divisione aviotrasportata in azione nel 1969 in Vietnam
Data 10 - 20 maggio 1969
Luogo Dong Ap Bia, Vietnam del Sud
Esito Vittoria tattica americana, fallimento strategico
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
1.000 soldati (stima) 1.600 soldati americani
Perdite
630 morti
3 prigionieri
72 morti
372 feriti
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La battaglia di Hamburger Hill fu la fase culminante dei combattimenti verificatesi tra forze americane e nordvietnamite durante la cosiddetta Operazione Apache Snow, sferrata nella primavera 1969 dal comando statunitense per schiacciare definitivamente le forze nemiche nella Valle di A Shau. "Apache Snow" fu la quarta e ultima operazione lanciata dagli Stati Uniti per ripulire dalla presenza nordvietnamita la regione, al confine tra il Vietnam del Sud e il Laos. Gli scontri più sanguinosi avvennero su quota 937, battezzata in seguito "Hamburger Hill" dagli americani per via dei soldati e dei cadaveri statunitensi che, a fine battaglia, erano disseminati e ammucchiati lungo le pendici della collina, quasi affastellati gli uni sopra gli altri appunto come gli strati del tipico panino americano[1].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Quota 937[modifica | modifica sorgente]

Il mattino dell'11 maggio 1969 gli uomini della compagnia B del 3º battaglione del 187º reggimento Fanteria aviotrasportata - a sua volta dipendente dalla 3ª Brigata della 101ª Divisione aviotrasportata americana - scesero dagli elicotteri su quota 937 per quello che avrebbe dovuto essere un semplice lavoro di routine nel quadro delle vaste operazioni previste dalla Apache Snow, quarta grande manovra americana nella Valle di Ashau dopo le operazioni Delaware, Somerset Plain e Dewey Canyon[2].

La loro missione tuttavia si rivelò ben presto estremamente difficoltosa: presi sotto tiro dai razzi e dal fuoco delle armi leggere delle forze nordvietnamite saldamente schierate e trincerate sulla cima della collina (due battaglioni del 29º reggimento nordvietnamita[3]), gli aviotrasportati si ritirarono più volte giù dalle pendici, venendo respinti con perdite sanguinose a ogni nuovo tentativo di risalire il crinale, nonostante il massiccio supporto di fuoco fornito dagli aerei, dagli elicotteri e dall'artiglieria. Al calar della sera, più di trenta uomini erano rimasti feriti e dieci di loro erano morti. Furono fatti arrivare gli elicotteri per evacuare i feriti e fu ordinato un altro bombardamento per facilitare la conquista della collina[4].

Sanguinosi assalti alla collina[modifica | modifica sorgente]

Soldati della 101ª Aviotrasportata in marcia nella giungla, durante le operazioni del 1969.

Il giorno successivo un nuovo attacco in forze della compagnia B, condotto assieme ad altri reparti del 3º battaglione giunti di rinforzo, fu bloccato dal fuoco proveniente dalla fitta rete di bunker e trincee scavate dai nord vietnamiti sulle pendici della collina. Seguì quindi un nuovo intervento dell'aviazione, e poi un nuovo assalto duramente respinto con pesanti perdite: le compagnie B e C vennero quasi decimate[5]. La situazione non migliorò di molto nei giorni seguenti: sotto la guida diretta dell'ostinato comandante del 3º battaglione del 187º reggimento, colonnello Weldon "Blackjack" Honeycutt (ufficiale coraggioso - venne ferito tre volte durante la battaglia - ma particolarmente rigido e dalle concezioni tattiche convenzionali[6]) gli aviotrasportati vennero continuamente lanciati all'assalto in salita lungo le pendici della collina, con pochi risultati e perdite inutili.

Un attacco in forze, sferrato il 15 maggio congiuntamente dal 3º e dal 1º battaglione del 187º reggimento, giunse in vista della cima di quota 937 quando improvvisamente un elicottero, per errore, aprì il fuoco contro i soldati americani con razzi pesanti e mitragliatrici, causando gravissime perdite. Venne ordinata un'altra ritirata in attesa di ulteriori rinforzi della 3ª brigata, mentre il morale dei soldati crollava a livelli minimi (fino quasi al punto dell'ammutinamento)[7].

Il 20 maggio un massiccio assalto condotto contemporaneamente da tutti e quattro i battaglioni del 187º reggimento aviotrasportato giunse fino a distanza ravvicinata, e permise di travolgere le posizione nemiche e di conquistare ciò che restava della sommità di Hamburger Hill. Nel corso della battaglia, gli americani avevano subito perdite particolarmente sanguinose: quasi 80 morti e 400 feriti[8], mentre i vietnamiti erano riusciti a contenerle grazie all'ennesima fuga oltre confine[9]
A battaglia conclusa, su un pezzo di cartone inchiodato a un albero, un anonimo scrisse: "Hamburger Hill. Ne valeva la pena?"[10].

Conseguenze[modifica | modifica sorgente]

Quel che più impressionò l'opinione pubblica in patria fu che dopo così pesanti combattimenti e dopo aver reso sicuro il perimetro di quota 937, le forze americane abbandonarono dopo pochi giorni l'altura che avevano così faticosamente conquistato, ritenuta in realtà di scarso rilievo strategico[11], ma questo non per un errore di calcolo come molti credettero, (errore che quindi agli occhi dei più sembrò vanificare lo sforzo dei soldati che persero la vita per riuscirci), quanto per la tattica di guerra già concordata a suo tempo di tipo "search and destroy", per cui non era tanto importante misurare l'avanzamento della guerra in base ai territori conquistati quanto in base al numero di uccisioni nemiche[12]. Sulla collina in questione infatti, erano attanagliate diverse migliaia di soldati nemici. Era dunque di alto valore strategico l'atto stesso di attaccarne le aree per stanare e uccidere quanti più vietcong possibili. Per via comunque della visione ormai radicata nel pubblico a causa di quanto avvenne nella Seconda Guerra Mondiale, per cui l'avanzamento della guerra veniva misurato in base al numero di territori conquistati, fu un pregiudizio di massa guardare ad Hamburger Hill come ad un'operazione inutile e priva di senso, in rapporto soprattutto alle numerose vittime.

Nei giorni successivi, venne pubblicato un servizio della rivista Life con l'elenco e le foto di 242 soldati americani caduti in Vietnam nell'ultima settimana. Molte persone in patria, credendo erroneamente che si trattasse di tutti i soldati morti solo ad Hamburger Hill e non anche nelle altre aree del Vietnam[13], fecero esplodere la polemica negli Stati Uniti in modo sicuramente più accesso di quanto ci si potesse aspettare[14]: il presidente Nixon dovette ordinare al comandante in capo del MACV, generale Creighton Abrams, di ridurre la portata delle operazioni, di sospendere le costose e inutili offensive per rastrellare i "santuari" comunisti, e di passare da una strategia di "pressione massima" sulle forze nemiche (sul tipo delle tattiche ideate dal predecessore di Abrams, generale Westmoreland) a una cosiddetta strategia di "reazione protettiva"[15].

Venne inoltre accelerato il programma di vietnamizzazione della guerra, diretto a ridurre progressivamente il numero dei soldati americani schierati in Vietnam e a potenziare al massimo le forze armate sudvietnamite. Di fatto, dopo la battaglia di Hamburger Hill, l'Esercito americano non avrebbe più condotto estese operazioni offensive né combattuto grandi e sanguinose battaglie campali in Vietnam[16].

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ S. Karnow, Storia della guerra del Vietnam, p. 413.
  2. ^ AA.VV., NAM - cronaca della guerra in Vietnam, p. 387.
  3. ^ AA.VV., NAM - cronaca della guerra in Vietnam, p. 388.
  4. ^ AA.VV., NAM - cronaca della guerra in Vietnam, pp. 385-390.
  5. ^ AA.VV., NAM - cronaca della guerra in Vietnam, p. 386.
  6. ^ AA.VV., NAM - cronaca della guerra in Vietnam, p. 386 e p. 390.
  7. ^ AA.VV., NAM - cronaca della guerra in Vietnam, p. 387.
  8. ^ AA.VV., NAM - cronaca della guerra in Vietnam, p. 390.
  9. ^ Vietnam in HD E04, quarto episodio dello speciale di National History
  10. ^ Ibidem.
  11. ^ AA.VV., NAM - cronaca della guerra in Vietnam, p.389-390.
  12. ^ Vietnam in HD E04, quarto episodio dello speciale di National History
  13. ^ Vietnam in HD E04, quarto episodio dello speciale di National History
  14. ^ S.Karnow, Storia della guerra del Vietnam, p. 413.
  15. ^ S.Karnow, Storia della guerra del Vietnam, p. 410 e p. 413.
  16. ^ AA.VV., NAM - cronaca della guerra in Vietnam, p.385.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • AA.VV., NAM - cronaca della guerra in Vietnam 1965-1975, DeAgostini, 1988
  • S.Karnow, Storia della guerra del Vietnam, Rizzoli, 1985

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]