Battaglia di Dan-no-ura

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Battaglia di Dan-no-ura
DanNoUra.jpg

Data 25 aprile 1185
Luogo Shimonoseki
Esito Vittoria decisiva dei Minamoto, distruzione dei Taira.
Modifiche territoriali Minamoto prende il comando del Giappone.
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
500 navi 800 navi
Perdite
Circa 110 navi Circa 620 navi, le altre arrese o catturate
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La battaglia di Dan-no-ura (1185) pose fine alla Guerra Genpei (1180-1185) con la vittoria dei Minamoto che seppero sfruttare le correnti a loro favore, sconfiggendo così i Taira. Durante la battaglia, l'imperatore Antoku fece cadere in mare i simboli del potere imperiale: lo specchio, la spada e il gioiello. La tattica geniale di Minamoto no Yoshitsune riuscì ad avere la meglio sui Taira, che contavano solo sulla loro (apparentemente) schiacciante superiorità numerica.

I fatti precedenti alla battaglia[modifica | modifica sorgente]

Il clan dei Minamoto era, da anni, in guerra contro quello dei Taira e, anni prima della battaglia, durante la Rivolta Heiji, l'imperatore Taira Takakura era riuscito ad uccidere il leader dei Minamoto, Minamoto no Yoshitomo, con sua moglie e i due figli maggiori, ma risparmiò i due eredi più giovani, Minamoto no Yoritomo e Yoshitsune, esiliandoli. I due fratelli, dopo essersi ritrovati e dopo che Yoshitsune ebbe sconfitto Minamoto no Yoshinaka, un cugino ribelle, nella battaglia di Awazu, attaccarono battaglia ai Taira. Nel frattempo, Takakura era morto e gli era succeduto Antoku, un bambino. Yoshitsune occupò rapidamente i centri Taira di Mikusuyami e Ikuta no Mori, per poi attaccare la fortezza di Ichi no Tani e abbatterla costringendo alla fuga lo stesso Antoku e il suo generale e cugino Taira no Munemori. La lotta continuò e i Minamoto invasero la città di Yashima, quartier generale di Antoku, che fuggì comunque. L'unica sua speranza, ormai, era quella di poter vincere una battaglia in fretta e, finalmente, nelle acque di Shimonoseki, le flotte dei due clan rivali si trovarono a contatto.

I due schieramenti[modifica | modifica sorgente]

La flotta di Antoku, comandata da Munemori, era composta da 800 navi circa. Se utilizzata alla meglio avrebbe potuto distruggere la flotta dei Minamoto, comandata da Yoshitsune e da suo cugino Nomeyori. Questi ultimi disponevano infatti di 300 navi in meno dei Taira e per vincere avrebbero dovuto attaccare e usare al contempo una tattica efficace. Yoshitsune ne elaborò una, che funzionò perfettamente.

La battaglia[modifica | modifica sorgente]

Yoshitsune dispose 300 delle 500 navi in tre file e, in ognuna delle tre file, divise le navi in gruppi di cinque. Si veniva così a formare una specie di "tridente". Yoshitsune stesso si mise a capo della fila centrale. Il "tridente" era protetto alle spalle da altre 100 navi compatte e in linea serrata, mentre le ultime 100 aggiravano i Taira di nascosto. Antoku dispose invece le navi in tre gruppi: il fianco sinistro da 300 navi, il centro da 200 e comandato da Munemori e il fianco destro da 300. All'improvviso il "tridente" attaccò i Taira, seguito dalla retroguardia. Le tre file riuscirono a sfondare lo schieramento nemico ma i Taira reagirono e si addensarono intorno alle due file laterali del "tridente", distruggendo molti vascelli. Ma così facendo commisero un grave errore perché lasciarono più spazio alla fila centrale e Yoshitsune riuscì ad abbordare l'ammiraglia di Munemori e a catturarlo. Senza il comandante (e quindi non ricevendo più ordini) le navi Taira iniziarono ad agire singolarmente e a volte a intralciarsi a vicenda. A ciò si aggiunse che la retroguardia del "tridente" e la squadra che aveva aggirato i Taira attaccarono insieme intrappolando i vascelli nemici. Così i Taira, compressi e con lo schieramento già compromesso dal "tridente", furono rovinosamente sconfitti. Infine, Yoshitsune assalì la nave di Antoku che, pur di negare ai Minamoto una vittoria totale, gettò i simboli del potere Taira in mare e per questo fu ucciso da Nomeyori.

Perdite[modifica | modifica sorgente]

I Taira persero circa 620 navi, mentre le altre furono catturate o si arresero. Poche fuggirono. I Minamoto, invece, persero circa 110 navi, in prevalenza durante il contrattacco dei Taira al "tridente".

Conseguenze[modifica | modifica sorgente]

I Taira furono così estinti e i Minamoto presero il controllo dell' intero Giappone. Yoritomo fu incoronato imperatore e Yoshitsune divenne shogun per un breve periodo. Il corpo di Antoku fu sepolto e Munemori giustiziato pochi mesi dopo lo scontro.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]