Battaglia di Copenaghen (1807)

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Battaglia di Copenaghen del 1807
Copenaghen in fiamme a seguito dei bombardamenti navali britannici – Dipinto di Christoffer Wilhelm Eckersberg
Copenaghen in fiamme a seguito dei bombardamenti navali britannici – Dipinto di Christoffer Wilhelm Eckersberg
Data 16 agosto – 5 settembre 1807
Luogo Copenaghen
Causa Rifiuto danese di consegnare la flotta alla Gran Bretagna
Esito Vittoria inglese
Schieramenti
Comandanti
Perdite
42 morti
145 feriti
24 dispersi
5.000 fra soldati e civili morti
30% delle case di Copenaghen distrutte
3 vascelli distrutti
18 vascelli, una fregata, 2 corvette, 7 brigantini, una goletta, 25 cannoniere ed altro naviglio minore catturato dal nemico
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La Seconda Battaglia di Copenaghen (16 agosto - 5 settembre 1807) fu un attacco navale portato dalla Marina britannica contro la capitale danese, Copenaghen.

Il governo inglese aveva deciso di catturare la flotta danese per evitare che finisse nelle mani di Napoleone Bonaparte ed attaccò Copenaghen senza una preventiva dichiarazione di guerra. In quelle ore l'esercito danese, sotto il comando del Principe Incoronato (il futuro re Federico VI di Danimarca), difendeva le frontiere del sud contro possibili attacchi francesi e questo rendeva la difesa di Copenaghen piuttosto debole.

Le truppe britanniche del generale Arthur Wellesley, Duca di Wellington sconfissero le deboli difese danesi vicino alla località di Køge, a sud di Copenaghen. In pochi giorni Copenaghen si trovò circondata completamente.

Gli inglesi offrirono la resa ma i danesi rifiutarono con sdegno e la flotta britannica dell'ammiraglio James Gambier bombardò la città dal 2 al 5 settembre 1807. Il giorno 7 il generale danese Peymann rese tanto la città come la flotta: 18 vascelli, una fregata, una chiatta, due barche, due corvette, 7 brigantini artiglieria, una goletta e venticinque cannoniere andarono alle forze preponderanti inglesi e di Hannover, queste sotto il comando del generale Lord Cathcart. Inoltre furono distrutti tre vascelli con 74 cannoni che si trovavano nei cantieri navali, insieme a due dei vascelli citati, la fregata e la chiatta.

In questa azione più di 2.000 civili persero la vita ed il 30 per cento degli edifici della città di Copenaghen fu distrutto. Il 21 ottobre 1807 la flotta inglese, assieme alle navi catturate, lasciò Copenaghen con destinazione Regno Unito, benché la guerra continuasse fino a 1814 quando fu firmato il Trattato di Kiel.

La nave danese Nettuno si incagliò e fu incendiata nell'isola di Hven ed un temporale affondò 22 delle 25 cannoniere nel Kattegat. Delle navi che giunsero in Inghilterra, solo 4 (Christian VII 80, Dannemark 74, Norge 74 ed il Princess Carolina 74) poterono essere revisionate per poter entrare in servizio.

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Frasca. Il potere marittimo in età moderna, da Lepanto a Trafalgar. Londra, Lulu Enterprises UK Ltd, 2008, ISBN 978-1-84799-550-6.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]