Battaglia di Beaumont

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Battaglia di Beaumont
Parte della guerra franco-prussiana
Data: 30 agosto 1870
Luogo: nei pressi di Buzancy
Esito: vittoria prussiana
Schieramenti
Prussia Secondo Impero francese
Comandanti
Georg di Sassonia Pierre Louis Charles de Failly
Perdite
3.500 soldati 4.800 soldati, 42 cannoni
Guerra franco-prussiana
WissembourgSpicherenWœrthBorny-ColombeyStrasburgoMars-la-TourGravelotteMetzBeaumontNoisevilleSedanBellevueChâteaudunCoulmiersAmiensBeaune-la-RolandeOrléansHallueBapaumeVillersexelLe MansLisaineDigioneSt. QuentinBuzenvalParigiBelfort


La battaglia di Beaumont ebbe luogo durante la guerra franco-prussiana il 30 agosto 1870, ed impegnò quasi metà dell'esercito francese al comando del maresciallo di Francia Patrice de Mac-Mahon, costringendolo ad interrompere la marcia verso Metz ed a ripiegare sulla piazzaforte di Sedan.

Indice

[modifica] Antefatto

Nell'agosto del 1870 l'esercito francese era diviso in due corpi principali: l'armata del maresciallo di Francia Patrice de Mac-Mahon, concentrata a Châlons-en-Champagne (presso la quale si era trasferito lo stesso Napoleone III) e l'Armata del Reno, guidata da un secondo maresciallo di Francia, François Achille Bazaine.

Dopo aver impedito l'accerchiamento il 16 agosto (battaglia di Mars-la-Tour), Bazaine rifiutò di impiegare la totalità delle proprie truppe a contrastare la successiva azione prussiana del 18 agosto (battaglia di Gravelotte), venendo così spinto, pur disponendo ancora di forze ingenti, in una posizione strettamente difensiva nella piazzaforte di Metz (assedio di Metz).

Il fatto che metà dell'esercito francese (140.000 uomini) fosse assediato a Metz, costrinse in qualche modo l'altra metà, quella comandata da Mac-Mahon e forte di circa 150.000 uomini, a lasciare la propria posizione il 21 agosto ed tentare ad ogni costo una marcia di congiungimento. Tuttavia, con l'armata del Reno condannata a subire una battaglia di assedio, i prussiani potevano ora permettersi di indirizzare forze ingenti verso l'armata di Mac-Mahon e lo stesso imperatore Napoleone III.

[modifica] L'avvicinamento a Metz

Il 26 agosto la cavalleria prussiana avvistò una prima volta l'ala destra francese nei pressi di Vouziers e Buzancy. Il capo dello Stato Maggiore prussiano, feldmaresciallo von Moltke, tuttavia, evitò la battaglia, in attesa di poter concentrare in zona la massima quantità di truppe. Sua intenzione, infatti, non era semplicemente arrestare la marcia di Mac-Mahon ma piuttosto condurre una battaglia di annientamento, schiacciando i francesi definitivamente a ridosso della frontiera belga, senza più alcun margine di manovra. Rimandando lo scontro, egli correva l'unico rischio di indurre il nemico ad una prematura ritirata.

I francesi, in effetti, una volta avvistata la cavalleria prussiana, si prepararono ad uno scontro nei pressi del luogo di avvistamento, dove l'ala destra venne raggiunta da Mac-Mahon il 27 agosto, il quale, tuttavia, evitò il contatto quel giorno e lo stesso fecero i prussiani, che attendevano di concentrare l'interezza delle armate disponibili. Il 27 sera Mac-Mahon, verificata l'assenza di ogni notizia da parte di Bazaine, ordinò un ripiegamento su Mézières.

Fu questo punto che il ministro della guerra (generale Cousin-Montauban, conte di Palikao) compì la mossa decisiva, telegrafando al maresciallo che: «qualora voi doveste abbandonare Bazaine nella sua trappola, a Parigi scoppierebbe una rivoluzione – il vs. rapido ricongiungimento con il Bazaine appare urgentemente necessario». Un secondo telegramma di analogo tenore venne inviato da parte dell'intero Consiglio dei Ministri. Mac-Mahon e Napoleone III non seppero opporsi, e ripresero la marcia che avevano abbandonato, pur avendo ben presente, e avendolo dichiarato, che tale decisione si sarebbe tradotta nella distruzione dell'armata. Il contrordine venne trasmesso nella più completa confusione: i reparti che già avevano cominciato la ritirata dovettero essere richiamati uno ad uno, costretti ad invertire l'ordine di marcia e le lunghe colonne, sotto la pioggia e su difficili strade. Solo la sera del 28 agosto l'armata riguadagnò l'ordine richiesto e poté riposare.

[modifica] La battaglia

Nel frattempo il 28 sera von Moltke venne informato dell'inversione di marcia francese, e si persuase che il nemico avrebbe tentato di attraversare la Mosa nei pressi del villaggio di Stenay, passaggio che provvide ad occupare con 15.000 uomini.

Alla notizia Mac-Mahon corresse l'ordine di marcia, concentrando la direzione verso la cittadina di Beaumont, una buona posizione difensiva. Da lì l'esercito avrebbe dovuto attraversare la Mosa, per sganciarsi dai prussiani. Il V Corpo d'armata francese del generale Pierre Louis Charles de Failly, tuttavia, ricevette l'ordine di concentrazione in Beaumont con molte ore di ritardo, causa la cattura di un messaggero, e raggiunse la cittadina solo nella nottata del 29 agosto, con molte ore di ritardo rispetto ai programmi. La truppa, esausta, non era in condizione di marciare oltre, e venne accampata per la notte.

Fu là che il V Corpo venne sorpreso dalle avanguardie prussiane. Si succedettero un primo assalto prussiano e due contrattacchi francesi, tutti infruttuosi. A quel punto i francesi iniziarono il ripiegamento da Beaumont verso nord, ma vennero duramente incalzati dai germanici, in soprannumero, di fattoria in bosco.

Intenzione del Failly era attraversare la Mosa per riportarsi sulla riva destra, ma gli attacchi prussiani lo spinsero a sistemarsi in una posizione meglio difendibile, sulle alture di Villemontry e Mont De Brune, per attendere la notte ed attraversare la Mosa lungo passaggi già predisposti. Il XII Corpo del generale Lebrun inviò una brigata di cavalleria ed una di fanteria a rinforzo, ed occupò la riva destra in corrispondenza dei previsti punti di attraversamento. L'ala sinistra era ben difesa e resistette agevolmente ad un primo attacco prussiano. I prussiani ebbero finalmente successo sull'ala destra, occupando i sobborghi di Mouzon. I francesi, sebbene tenessero il centro ed il ponte sulla Mosa, furono comunque costretti ad avviare l'evacuazione attraverso la Mosa, in colonne, subendo considerevoli perdite.

[modifica] Esito e conseguenze

Le perdite complessive furono 3.500 uomini per i prussiani; 1.800 caduti, 3.000 dispersi, 2.000 prigionieri e 42 cannoni persi per i francesi. Mac-Mahon era riuscito nell'intento di evitare la battaglia che non aveva voluto combattere. Egli aveva ottenuto, in soprannumero, la prova provata che la Armata di Alsazia mai avrebbe potuto raggiungere l'obiettivo strategico di ricongiungersi con la Armata del Reno di Bazaine. Nessuno avrebbe potuto più accusare lui, o l'Imperatore, di vigliaccheria.

L'unica opzione possibile restava una rapida ed efficace ritirata. In direzione Mézières, come stabilito prima della correzione di marcia seguita al telegramma del 27 agosto. La strada prescelta passava anzitutto per la piazzaforte di Sedan, a pochi chilometri dalla frontiera belga, dove Mac-Mahon aveva intenzione di dare riposo all'Armata, rifocillarla, rifornirla e poi ritirarsi, per riprendere al più presto la marcia. Seguì invece la battaglia di Sedan.

[modifica] Voci correlate

Strumenti personali