Battaglia di Abu Klea

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Battaglia di Abu Klea
parte Guerra mahdista
Abu Klea
Il corpo a corpo fra britannici e mahdisti
Data 17 gennaio 1885
Luogo Pozzi di Abu Klea
Esito Vittoria britannica
Schieramenti
Colonna del deserto (Corpo cammellato della guardia) Esercito mahdista
Comandanti
Major General Sir Herbert Stewart
Effettivi
1400 14000 (incerto)
Perdite
71 morti e 64 feriti 1500 morti (valutati)
Voci di guerre presenti su Wikipedia

La battaglia di Abu Klea fu una battaglia combattuta fra una colonna del Corpo cammellato della guardia britannico e le truppe mahdiste nel corso della spedizione per il salvataggio della guarnigione di Kartoum il 17 gennaio 1885, la battaglia si concluse con una vittoria britannica, ottenuta in una situazione quasi disperata a costo di gravi perdite.

La situazione in Egitto[modifica | modifica sorgente]

A partire da 1882 l' Egitto (che, all'epoca, comprendeva anche l'attuale Sudan) era diventato praticamente un protettorato britannico, dopo che era stato represso il colpo di stato di Arabi Pascià[1]. La situazione era percepita da parte della popolazione come una cessione dello stato, fino allora provincia autonoma mussulmana, alle potenze cristiane, nella fattispecie la Gran Bretagna e ciò, unito alle riduzioni delle guarnigioni nel Sudan, dovute ai tagli nel bilancio statale per la crisi finanziaria seguita ai tentativi di sviluppo econimico del kedivè Isma'il Pascià, diede esca alla rivolta del Mahdi, iniziata nel 1881[1].

Il Sudan era stato acquisito nella sfera d'influenza egiziana dal nonno di Isma'il Pascià, Mehemet Ali, nel 1822[2], e questi aveva fondato, alla confluenza fra il Nilo Bianco ed il Nilo Azzurro, la città di Kartoum che, nel 1876, contava già 40000 abitanti[3]. Il governo egiziano aveva migliorato le condizioni di vita nel Sudan, portando ad uno stato di relativa stabilità economica e politica[4], tuttavia la popolazione ricordava ancora la conquista, avvenuta sessanta anni prima, con grande spargimento di sangue[5].

La rivolta mahdista[modifica | modifica sorgente]

In seguito alla perdita della guida sia di Isma'il Pascià sia del governatore Gordon i legami con l'Egitto si sciolsero, e tutte le categorie di persone, in particolare i mercanti di schiavi, fortemente contrastati da Gordon, che avevano perso influenza con l'avvento del regime di Isma'il furono pronte a ribellarsi per tornare ai tempi passati[6]. In questa situazione si affermò la personalità di Muhammad Ahmad, un darwīsh (derviscio) nubiano, che, proclamatosi mahdi[7] nel luglio 1881, richiese al governatore del Sudan di assoggettarsi alla sua volontà, in quanto interprete della volontà divina[8]. Essendo fallito ogni tentativo di mediazione fra il governatore ed il mahdi, in agosto iniziarono le ostilità, che si risolsero in una serie di insuccessi egiziani, soprattutto perché la maggior parte delle truppe (composte in maggioranza da elementi locali) disertò passando al servizio del mahdi[9]. Nei due anni successivi, i ribelli subirono una serie di sconfitte, però senza che gli egiziani riuscissero ad ottenere una vittoria decisiva, sebbene fossero supportati anche da ufficiali turchi[10]. Passato alla controffensiva nel gennaio del 1883 l'esercito del mahdi occupava la città di El Obeid, capitale del Kordofan e la città più grande ad ovest del Nilo, che divenne subito la sua capitale e la sua base di operazioni[11]. Il governatore del Sudan, proprio in tale periodo fu sostiotuito, ed il nuovo governatore assegnò il comando dell'esercito a un generale dell'esercito indiano, Hicks Pascià[12]. Questi, dopo aver sconfitto le forze del Mahdi ad est del Nilo, ebbe l'ordine di rioccupare El Obeid, ma, spostatosi ad ovest del Nilo con scorte d'acqua insufficienti, scomparve letteralmente con undicimila uomini, le ultime notizie furono del 25 settembre, nei primi giorni di novembre tutto l'esercito fu annientato quando era ancora a due giorni di marcia da El Obeid[13]. Tre giorni dopo un luogotenente del Mahdi distruggeva a Tokar, sulle coste del Mar Rosso, un'altra forza egiziana guidata dal console britannico a Suakim, colonnello Moncrieff[14].

Di fronte ad una simile situazione era inutile pensare ad una qualsiasi exit strategy dall'Egitto, quindi le truppe britanniche, che si stavano concentrando ad Alessandria furono riportate al Cairo[15].

L'assedio di Kartoum[modifica | modifica sorgente]

Con la distruzione delle forze egiziane regolari in Sudan rimanevano solo le guarnigioni per mantenere il controllo sul territorio, mentre il governo britannico riteneva consigliabile abbandonare il territorio oltre la prima cateratta del Nilo[16]. A questa soluzione si oppose Gordon Pascià, che fece notare che la presenza di 6000 uomini a Kartoum imponeva di impedire che essi fossero sterminati dal mahdi[17]. Il governo britannico, per porre fine alle sue insistenze, inviò lo stesso Gordon nella città con pieni poteri e l'incarico di difenderla fino all'arrivo di una colonna di soccorso. Gordon ricevette l'ordine il 18 gennaio 1884 e immediatamente abbandonò Londra per tornare in Egitto[17].

Ritratto di Gordon Pascià

Il 18 febbraio Gordon raggiunse Kartoum, tentando approcci col mahdi per cercare di addivenire ad un compromesso, approcci sdegnosamente respinti dal destinatario che "non voleva investiture dagli infedeli"[18]. Intanto i tentativi di portare soccorso a Sinkat e Tokar si erano conclusi in due disastri per gli egiziani (ed i britannici)[19].

Le azioni di Graham a Suakim portarono come conseguenza un crollo delle speranze di un accordo pacifico ed una recrudescenza degli attacchi mahdisti, che portò praticamente Kartoum in prima linea. Gordon, conscio che la città non avrebbe potuto resistere per molti mesi, cominciò ad inviare urgenti richieste per una colonna di soccorso con truppe britanniche o indiane o turche[20]. L'opinione pubblica britannica, informata della situazione, cominciò a premere per l'invio di una spedizione di salvataggio e soccorso[21].

Il 16 marzo Gordon tentò una sortita contro il mahdi, ma venne respinto a pochi chilometri da Kartoum, in seguito alla defezione di due capi tribù[22]. A metà maggio i dervisci, avendo attraversato il Nilo, riuscivano a fortificarsi a un solo miglio dall'angolo sud-orientale delle fortificazioni di Kartoum[22]. Il 26 maggio i dervisci catturavano Berber, chiudendo definitivamente le comunicazioni con Suakim[23]. Gordon riuscì a distruggere Berber nel settembre dopo aspri combattimenti, senza tuttavia avere la possibilità di tenere la posizione[23], quindi fu costretto a rientrare entro Kartoum, dove fu totalmente bloccato a partire dal 15 settembre[24]

Il Corpo cammellato della guardia[modifica | modifica sorgente]

La risposta del governo britannico alle richieste dell'opinione pubblica per portare soccorso a Kartoum fu la costituzione di un'unità di formazione (Guard Camel Corps o Corpo cammellato della guardia) prendendo uomini da diversi reggimenti di stanza sia in Gran Bretagna sia in Egitto per trasferirli tutti al Cairo dove, il 26 ottobre 1884 fu organizzato un corpo su quattro reggimenti[25]:

  • Guards Camel Regiment (Reggimento cammellato della guardia)
  • Heavy Camel Regiment (Reggimento cammellato pesante)
  • Light Camel Regiment (Reggimento cammellato leggero)
  • Mounted Infantry Camel Regiment (Reggimento cammellato di fanteria montata)

Questi reggimenti avevano reparti provenienti da alcuni dei reggimenti più blasonati della British Army, fra cui alcuni che avevano partecipato alle campagne napoleoniche. In totale il Corpo cammellato era su 94 ufficiali e 1700 uomini[25].

L'esercito del mahdi[modifica | modifica sorgente]

L'esercito del mahdi, nelle descrizioni dei cronisti contemporanei[26], è presentato come una massa di fanatici religiosi impossibile da controllare, anche se dai resoconti dei combattimenti appare evidente che esisteva una gerarchia e che in realtà le azioni erano tatticamente coordinate[27].

L'equipaggiamento e le modalità tattiche[modifica | modifica sorgente]

Britannici[modifica | modifica sorgente]

Il Corpo cammellato era armato con fucili Martini-Henry Mod 71 a colpo singolo e baionetta da 55 cm e montavano cammelli (probabilmente dromedari) solo per i trasferimenti, dato che combattevano a piedi. Unica eccezione erano gli uomini del 19th Hussars Regiment, che usavano cavalli, carabine e sciabole[28]. Oltre all'armamento individuale il Corpo cammellato era fornito di mitragliatrici Gardner e di cannoni da montagna[25].

Mahdisti[modifica | modifica sorgente]

Le truppe mahdiste errano armate con i fucili che avevano ottenuto dai disertori egiziani o trovato come preda di guerra, ma la maggior parte era armata di spade o picche. Sebbene l'armamento fosse analogo a quello degli eserciti europei del XVI e XVII secolo le modalità di impiego erano notevolmente diverse, non c'era la terrificante avanzata al passo ed in ordine chiuso dei tercios spagnoli o dei reggimenti svizzeri, ma un'avanzata di corsa ed in ordine aperto di gruppi che tentavano di giungere al corpo a corpo nel minimo tempo possibile.

La colonna del deserto[modifica | modifica sorgente]

Il Corpo cammellato partì il 19 novembre 1884 da Wadi Halfa[29], che aveva raggiunto in treno, arrivando a Korti, sull'ansa del Nilo (dove doveva attestarsi il comando), il 16 dicembre[30]. A Korti il corpo fu diviso in due colonne mobili ed una guarnigione comprendente il comando della spedizione. Una delle due colonne, comandata dal Generale Earle doveva muovere verso Berber (pochi chilometri a valle della confluenza del fiume Atabara nel Nilo)e successivamente Kartoum seguendo il corso del Nilo, mentre l'altra avrebbe dovuto raggiungere Kartoum attraversando il Deserto di Bayuda seguendo il percorso delle carovaniere[31].

La colonna del deserto, al comando del generale Stewart, era composta da:

  • Guards Camel Regiment comprendente unità dal 1st, 2nd e 3rd Grenadiers, 1st e 2nd Coldstream Guards, 1st e 2nd Scots Guards, e da una compagnia (10th RMLI) Royal Marine Light Infantry
  • Heavy Camel Regiment comprendente unità dal 1st e 2nd Life Guards Regiment, dal Royal Horse Guards, dal 2nd, 4th e 5th Dragoons Guards, 1st Royal Dragoons, 1st e 2nd Royal Scot Greys, 15th e 16th Lancers
  • Mounted Infantry Camel Regiment (parte)con unità da 1st Royal Sussex, Naval Brigade
  • metà della 1st Battery, 1st Brigade/Sou. Division, Royal Artillery
  • metà 26th Company, Royal Engineers
  • 2 squadroni del 19th Hussars (montati su cavalli)

per un totale di 98 ufficiali, 1509 uomini, 2778 cammelli (o dromedari), 155 cavalli e 2 muli[25]. L'armamento di reparto era una mitragliatrice Gardener e tre cannoni da montagna smontabili da 7 libbre.

La colonna avrebbe dovuto avanzare utilizzando l'acqua trasportata con sé, dato che gli unici luoghi dove avrebbe potuto rifornirsi nel corso della marcia erano i pozzi di Gakdull (a 155 km da Korti[30], a circa metà strada fra Korti ed il Nilo[28]) e quelli di Abu Klea (a 37 km dal Nilo[30]). La colonna raggiunse Gadkull e, lasciata una piccola guarnigione in due fortini costruiti sul sito, mosse verso il Nilo.

La battaglia ai pozzi di Abu Klea[modifica | modifica sorgente]

La notizia dei movimenti inglesi non era sfuggita alle forze del mahdi, che decise di bloccarli nel punto più critico della loro avanzata, cioè quando, a corto d'acqua, fossero stati costretti a rifornirsi ai pozzi di Abu Klea. Per questo motivo furono distaccate dalle forze che assediavano Kartoum diverse migliaia di uomini al comando di migliori ufficiali (emiri) del mahdi, che davanti ai pozzi di Abu Klea si riunirono con le forze provenienti da Omdurman, per un numero di almeno diecimila uomini nel grosso e molte migliaia nell'avanguardia[32].

La colonna parti da Gadkull il 14 gennaio 1884 e giunse in prossimità di Abu Klea al tramonto del 16 gennaio, dove fu accolta da unità nemiche che, tenendosi al riparo delle ondulazioni del terreno, effettuarono una serie di azioni di fuoco da una distanza di circa 1100 m (1200 yd) per tutta la durata della notte[33]. Nel corso della notte la posizione del campo fu fortificata per potervi lasciare le cavalcature ed i feriti. Nonostante ciò la colonna si accampò circa 3 km dai pozzi, aspettando l'alba e rispondendo al fuoco solo quando questo si avvicinava troppo al bersaglio[33]. All'alba iniziarono le operazioni in ordine sparso per tenere il mahdisti lontano dal campo britannico.

Il generale Stewart tentò diverse volte senza successo di provocare le truppe mahdiste, in modo che queste attaccassero i britannici trincerati entro il proprio campo, né ottenne migliori risultati tentando di respingerle con il fuoco dei cannoni da montagna[34].

Alle 7 di mattina del 17 gennaio vennero gli ordini per le truppe di Sua Maestà: dovevano marciare a piedi sul nemico in quadrato e raggiungere i pozzi di Abu Klea, distanti 6-8 km (4-5 miglia) dalla posizione del campo[34]. Fra i 1200 soldati britannici ed i pozzi stavano da 12000 a 14000 uomini del mahdi, attestati a difesa.

Il campo di battaglia[modifica | modifica sorgente]

Il campo di battaglia era il deserto completamente privo di vegetazione che in arabo è chiamato atmoor, totalmente inospitale per qualsiasi forma di vita a parte struzzi, iene ed avvoltoi[35]. A circa due chilometri dal campo si trovava la cresta di una catena di basse colline, che proseguivano fino ai pozzi, distanti, come già detto, circa 7 km dal campo. Gli uomini del mahdi avevano preso posizione a circa quattro chilometri e mezzo dal campo, dove iniziava la discesa verso un uadi che portava ai pozzi contesi[34].

Disposizione dei reparti nel quadrato di Abu Klea

Quasi tutti i cammelli furono lasciati nel campo fortificato, utilizzando le loro selle ed il bagaglio come rinforzo per le protezioni degli uomini rimasti a guardia dei feriti (una compagnia dei Royal Sussex[36]). Entro il quadrato che doveva avanzare verso i pozzi furono invece tenuti un centinaio di cammelli, con carichi di vario tipo (basti, barelle, acqua, munizioni), esattamente alle 7.35 iniziò la marcia del quadrato, con il fronte tenuto da Mounted Infantry (alla sinistra), Royal Artillery con tre cannoni da montagna (al centro), Guards (a destra), sul lato destro del quadrato Guards (verso il fronte), Royal Sussex (sul retro), sul lato sinistro del quadrato Mounted Infantry (verso il fronte), Heavy Camel Regiment (sul retro), lato arretrato Heavy Camel Regiment (verso sinistra), Naval Brigade (con la mitragliatrice Gardner), Heavy Camel Regiment (al centro), parte del Sussex Regiment (a destra)[28], le linee del quadrato avevano la profondità di due uomini, invece dei quattro ordinari[36], probabilmente per lasciare all'interno lo spazio per i cammelli. Il 19th Hussars, che contava solo 90 sciabole, fu tenuto separato per coprire il fianco sinistro del quadrato[37] e furono mandate truppe a piedi in ordine aperto a coprire il fianco anteriore destro[37].

Far marciare le truppe in linea è molto più difficile che farle marciare in colonna[38], ma farle marciare in quadrato è ancora più difficile, poiché le due linee (lato di fronte e lato di retro) devono mantenere anche distanza e parallelismo. Tutto questo le truppe britanniche dovevano realizzarlo su terreno rotto e in pendio. Aggiungendo a questo la presenza entro il quadrato dei cammelli, il quadrato quasi immediatamente si deformò, con le colonne dei fianchi che dovevano lasciare spazi per il ritardo che stava accumulando la linea posteriore[28].

A circa 1 chilometro e mezzo (1 miglio) dal campo fortificato il quadrato, che fino a quel punto aveva marciato a passo lento, arrestandosi solo per raccogliere i feriti, si arrestò per contrastare il fuoco di 1500 soldati del mahdi, appostati sulla destra della linea di avanzata[36]. Per contrastare i mahdisti fu mandato un reparto del Mounted Infantry che doveva operare in ordine aperto. Contemporaneamente il quadrato e lo schieramento degli ussari erano attaccati da un numero di nemici valuatato fra 10 e 12 mila, senza che le truppe britanniche avessero nessuna possibilità di ritirata[36]. Quando il quadrato riuscì a liberarsi dai nemici sul fianco tornò ad avanzare, con passo ancora più cauto di prima[36], sempre fiancheggiato dal reparto in ordine aperto, questa avanzata durò fino alle 9.50, con i mahdisti che sembravano caricare ad ogni momento, ma si ritiravano prima di giungere a contatto con i britannici.

La rottura del quadrato[modifica | modifica sorgente]

Dopo aver superato una piccola depressione e raggiunto una cresta, il quadrato vide di fronte sé 4000-5000 nemici schierati su due linee ad una distanza di 350-450 m (400-500 iarde), alla sinistra del fronte del quadrato. Questi uomini erano diretti da ufficiali a cavallo, posti pochi passi avanti alla massa[39]. I mahadisti iniziarono a muovere verso il quadrato (sul lato tenuto dalla fanteria montata e dalla cavalleria pesante) al passo, accelerando successivamente il movimento. Il quadrato si arrestò ma le truppe sul lato sinistro non potettero sparare dato che rischiavano di colpire i propri uomini in ordine aperto che si stavano ritirando per ripararsi entro il quadrato[39]. Giunti a 320 m dal quadrato i dervisci iniziarono a correre, obliquando il movimento verso la parte posteriore del quadrato, cadendo così sulla cavalleria pesante. Le truppe in ordine aperto fuori dal quadrato riuscirono a ritirarsi entro la formazione e la mitragliatrice Gardner fu spostata verso l'angolo minacciato, ma dopo aver sparato un certo numero di colpi[40], la mitragliatrice si inceppò[39]. A 250 m i mahadisti cessarono completamente il fuoco, precipitandosi sulla cavalleria pesante. A meno di cento metri il fuoco britannico arrestò per un attimo la carica dei dervisci, ma, appena rincuorati, questi ripresero l'assalto al quadrato[41]. Sotto l'impeto dei guerrieri mahadisti i britannici cominciarono ad arretrare, ed il colonnello Burnaby cadde in combattimento. Quando i dervisci giunsero a contatto col quadrato si trovarono di fronte gli uomini di reggimenti che avevano una storia di coraggio e di gloria: Scot Greys, 1st Dragoons, 15th Lancers, ma erano tutti reggimenti di cavalleria, non abituati a combattere con la baionetta e guidati da ufficiali che non vedevano il quadrato con gli stessi occhi della fanteria[28]. Il quadrato cedette ed i sudanesi irruppero all'interno, uccidendo i serventi della mitragliatrice Gardener e minacciando di prendere sul retro gli altri lati della formazione.

Il generale Stewart stesso si lanciò nella mischia per rincuorare gli uomini, mentre le truppe si attestavano su un piccolo cumulo circolare al centro del quadrato. I dervisci, entrati nel quadrato, provocarono un enorme scompiglio anche fra i cammelli, che cominciarono a correre intorno, aumentando ulteriormente la confusione, ma dando ai britannici due o tre minuti per riorganizzarsi[42]. Quelli che erano stati il lato sinistro e il retro del quadrato si riorganizzarono attorno al piccolo cumulo, mentre il fronte ed il lato destro tenevano le loro posizioni[43], che ora erano coperte dalle truppe sul cumulo. A quel punto, con i mahadisti ammassati a pochi metri, i fucili britannici cominciarono a fare strage del nemico, prendendolo sia di fronte sia di infilata[43]. Dopo dieci minuti gli attaccanti cominciarono a ritirarsi ed in cinque minuti il quadrato tornò libero e vennero inviati uomini all'inseguimento[43].

La fine della battaglia[modifica | modifica sorgente]

I mahadisti si ritirarono su tre colonne, una in direzione di Berber, una in direzione di Metemna ed una in direzione di Kartoum[43]. Ormai i britannici avevano conquistato il campo, ma i feriti del mahadi continuavano a sparare sui soldati isolati che giravano per il campo per raccogliere i feriti britannici. Il quadrato fu riformato alle 12.10 circa 200 m avanti alla posizione dove era avvenuto il combattimento[43]. Constata l'impossibilità di trasportarle, per la morte di un buon numero di cammelli, parte della riserva di munizioni fu incendiata, mentre gli ussari furono inviati verso i pozzi per prenderne possesso. Alle quattro del pomeriggio le truppe britanniche raggiungevano i pozzi e potevano finalmente rifornirsi di acqua.

Il seguito dei movimenti della colonna[modifica | modifica sorgente]

Dopo la battaglia la colonna proseguì verso Metemna, avendo lasciato un distaccamento dei Royal Sussex ad Abu Klea[44], e raggiunse il Nilo il 19 gennaio solo dopo un ulteriore combattimento contro le forze del mahadi, combattimento in cui fu ferito il generale Stewart che morì pochi giorni dopo.

Il 21 gennaio 4 barche a vapore con rinforzi per la colonna raggiunsero la colonna con rinforzi, provenendo da un'isola a valle di Metemna[45], queste barche erano assenti da Kartoum da un mese, quindi non furono in grado di portare notizie fresche dalla città. Due giorni dopo il generale Wilson (ora comandante della colonna, essendo incapacitato il generale Stewart) si imbarcò sulle barche con un contingente dei Royal Sussex per raggiungere Kartoum, ma, il 28 gennaio, arrivando alla città dopo un viaggio in cui le barche si erano incagliate più volte[28], la trovò occupata da due giorni dalle truppe del mahdi.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) R.E. Colston, The Britsh campaign in the Soudan for the rescue of Gordon, su Bulletin of the American Geographical Society, N° 3, 1885, New York,
  • (EN) Pictorial records of the Englih in Egypt with a full and descriptive life of General Gordon the hero of Kartoum, James Sangster & Company, London (mancano indicazioni dell'autore e della data di pubblicazione)

Sitografia[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Colston, op. cit. pag 126
  2. ^ Colston, op. cit. pag 132
  3. ^ Colston, op. cit. pag 134
  4. ^ Colston, op. cit. pag 135-139
  5. ^ Colston, op. cit. pag 134 e 139
  6. ^ Colston, op. cit. pag 150
  7. ^ Colston, op. cit. pag 152
  8. ^ Colston, op. cit. pag 153-154
  9. ^ Colston, op. cit. pag 154
  10. ^ Colston, op. cit. pag 157-159
  11. ^ Colston, op. cit. pag 160
  12. ^ Colston, op. cit. pag 163
  13. ^ Colston, op. cit. pag 164-166
  14. ^ Colston, op. cit. pag 166
  15. ^ Colston, op. cit. pag 129
  16. ^ Colston, op. cit. pag 167
  17. ^ a b Colston, op. cit. pag 170
  18. ^ Colston, op. cit. pag 172
  19. ^ Colston, op. cit. pag 175-176
  20. ^ Colston, op. cit. pag 188
  21. ^ Colston, op. cit. pag 191
  22. ^ a b Colston, op. cit. pag 209
  23. ^ a b Colston, op. cit. pag 210
  24. ^ Winston S. Churchill, The river war, Longmans, Green, and. Co, 2nd Edition, London, 1902 pag 50
  25. ^ a b c d La colonna del deserto vedi sitografia
  26. ^ Vedi, ad esempio, Pictorial... op. cit. pag 287
  27. ^ A questo proposito Churchill dice «Fanatics charged at Shekan; patriots at Abu Klea; warriors at Omdurman.» «A Shekan caricarono dei fanatici, ad Abu Klea dei patrioti e ad Omdurman dei guerrieri.» Winston S. Churchill, The river war, Longmans, Green, and. Co, 2nd Edition, London, 1902 pag 36
  28. ^ a b c d e f La battaglia di Abu Klea vedi sitografia
  29. ^ Colston, op. cit. pag 213
  30. ^ a b c Colston, op. cit. pag 215
  31. ^ Pictorial... op. cit. pag 414
  32. ^ Winston S. Churchill, The river war, Longmans, Green, and. Co, 2nd Edition, London, 1902 pag 62
  33. ^ a b Pictorial... op. cit. pag 418
  34. ^ a b c Pictorial... op. cit. pag 420
  35. ^ Colston, op. cit. pag 195
  36. ^ a b c d e Pictorial... op. cit. pag 422
  37. ^ a b Pictorial... op. cit. pag 421
  38. ^ J. Keegan, The Face of Battle, tradotto in italiano come Il volto della battaglia,Il saggiatore, Milano, 2010 pag 31
  39. ^ a b c Pictorial... op. cit. pag 423
  40. ^ Secondo Pictorial history... furono solo 3, mentre secondo La battaglia di Abu Klea furono circa 70
  41. ^ Pictorial... op. cit. pag 424
  42. ^ Pictorial... op. cit. pag 425
  43. ^ a b c d e Pictorial... op. cit. pag 426
  44. ^ Pictorial... op. cit. pag 430
  45. ^ Pictorial... op. cit. pag 436

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]