Battaglia della Marizza

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Battaglia della Marizza
parte dell'espansione ottomana nei Balcani
Il re serbo Vukašin Mrnjavčević.
Data 26 settembre 1371
Luogo Ormenio, sul fiume Marizza
Causa Insediamento dei Turchi ottomani in Tracia
Esito Vittoria ottomana
Modifiche territoriali L'intera Macedonia e parti della Grecia caddero sotto il dominio ottomano
Schieramenti
Serbi
Macedoni
Turchi ottomani
Comandanti
Effettivi
70.000 uomini 10.000 uomini
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La battaglia della Marizza (o seconda battaglia della Marizza) fu combattuta tra Serbi e Turchi Ottomani, il 26 settembre 1371, presso il fiume Marizza vicino al villaggio Ormenio (attualmente in Grecia).

La battaglia[modifica | modifica sorgente]

Gli Ottomani erano guidati dal generale ottomano Lala Şahin Paşa, avevano un esercito di circa 10.000 uomini, mentre le forze serbe contavano circa 70.000 uomini sotto il comando del re Vukašin Mrnjavčević e di suo fratello, il despota di Serres, Jovan Uglješa.

Uglješa voleva attaccare a sorpresa gli Ottomani, colpendo la loro capitale, Adrianopoli, mentre Murad I si trovava in Asia Minore. L'esercito ottomano, sebbene molto meno numeroso, usò tattiche migliori, tra le quali un raid notturno nel campo nemico. Sahin Paşa riuscì dunque a sconfiggere l'esercito serbo e ad uccidere il re Vukašin e il despota Uglješa. In conseguenza di tale sconfitta l'intera Macedonia e parti della Grecia caddero sotto il dominio ottomano; l'impero bizantino sebbene non avesse preso parte alla battaglia fu costretto a pagare un tributo all'impero ottomano.[1]

Questa battaglia rappresentò una tappa essenziale nella conquista ottomana dei Balcani; preceduta dalla conquista di Sozopoli, portò in poco tempo a quelle di Drama, Kavala e Serres. La battaglia fu seguita nel 1389 dalla celeberrima Battaglia della Piana dei merli dove i Serbi furono annientati, nonostante fossero riusciti ad uccidere il sultano Murad I durante il combattimento. Tale sconfitta annientò la potenza serbo-bosniaca e portò alla sottomissione di tutti i Balcani ai Turchi Ottomani.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Djurić , op. cit., p. 4.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]