Battaglia del Talas
| Battaglia del Talas (o del Ṭarāz) parte della conquista dei territori transoxianici da parte degli Abbasidi
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| Data | Luglio 751 | ||
| Luogo | Nei pressi del fiume Talas (attuale Kazakhstan) | ||
| Esito | Netta vittoria tattica e strategica abbaside | ||
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La Battaglia del Talas (o del Ṭarāz) è uno di quei rari fatti d'arme che hanno lasciato, da un punto di vista di diffusione delle tecnologie e delle culture materiali, un'impronta assolutamente positiva nella storia dell'umanità intera.
Subito dopo la vittoriosa "Rivoluzione abbaside", avviata e guidata nelle sue prime fasi da Abū Muslim, questi organizzò nel Khorasan (di cui di fatto era padrone assoluto, pur nominalmente agli ordini dei nuovi Califfi di cui aveva determinato il trionfo) un esercito in grado di affrontare la minaccia cinese che si prospettava assai pericolosa per i precari nuovi equilibri strategici fino ad allora conseguiti.
Proseguendo nel suo piano di espansione 'politica e commerciale verso Occidente, i 30.000 uomini del coreano Kao Hsien-chih – governatore tang di Quča, incaricato di affermare l'autorità dell'imperatore cinese in Transoxiana - furono affrontati nel luglio 751 da Ziyād ibn Ṣāliḥ al-Khuzāʿī, wālī di Bukhara e Sogdiana, esortato all'intervento dal fratello del signore di Shāsh (oggi Tashkent), occupata dai cinesi.
Forte dei soldati khorasanici affidatigli da Abū Muslim e dalle compagini turche dei Qarlūq, lo scontro ebbe luogo vicino al fiume Talas (attuale Kazakhstan) e, al di là dell'episodio bellico e della vittoria musulmana (curiosamente ricordati essenzialmente dalle fonti cinesi), il fatto di maggior rilievo fu costituito dai non pochi prigionieri cinesi fatti sul campo di battaglia.
Una parte di essi, esperta di sericoltura, fu avviata a Kufa per impiantarvi le prime officine tessili destinate a produrre seta ma un'altra parte era esperta nei processi di fabbricazione della carta, a partire dai cascami vegetali del lino e della canapa.
Per questo scopo il governatore di Samarcanda, il barmecide al-Faḍl b. Yahyà, avviò la costruzione della prima cartiera al di fuori della Cina e poco dopo suo fratello Jaʿfar, a capo dell'amministrazione califfale a Baghdad, fece sorgere nella città nel 794-5 un analogo stabilimento.
Nel giro di pochi anni molte altre cartiere furono organizzate nella Dār al-Islām, dando modo alla carta di affermarsi progressivamente per numerosi secoli - grazie anche all'ottima sua qualità - anche nei mercati occidentali cristiani, ai danni della più costosa pergamena e del papiro egiziano (qartas, dal greco khartes), la cui produzione peraltro non finì del tutto.
Bibliografia [modifica]
- H.A.R. Gibb, The Arab conquests in Central Asia, LOndra, 1923.
- Hugh Kennedy, The Prophet and the Age of the Caliphates, London-New York, Longman, 1986.
- Jonathan M. Bloom, Paper before print, New Haven and London, Yale University Press, 2001.