Battaglia del Morannon

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Battaglia del Morannon
parte della guerra dell'Anello
Il passo di Cirith Gorgor con il Cancello Nero
Il passo di Cirith Gorgor con il Cancello Nero
Data 25 marzo 3019 T.E.

2 Víressë 959 C.S.Q.
2 Gwirith 959 C.S.S.
8 Víressë 1 N.C.Q.
3 Astron 1419 C.C.
3 Cettinaio 1419 C.B.
53 Coirë C.I.Q.

53 Echuir 3019 C.I.S.
Luogo Cancello Nero del Morannon
Esito Vittoria degli Uomini, distruzione e morte dell'Oscuro Signore di Mordor
Modifiche territoriali Il reame di Mordor viene inglobato nel Regno Riunito di Arnor e Gondor
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
All'incirca 7000 uomini tra fanti, arcieri e cavalieri alla partenza da Minas Tirith, ma al Cancello del Morannon giungono in meno di 6000 Quasi tutti gli Orchi e gli Esterlings rimasti a Mordor, Troll, Nazgûl approssimativamente tra i 60 e i 100 mila effettivi
Perdite
Sconosciute ma trascurabili La quasi totalità degli effettivi, i pochi superstiti si disperdono
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La battaglia del Morannon o battaglia del Cancello Nero o battaglia dei Cancelli del Morannon o battaglia dei Colli delle Scorie è una battaglia presente ne Il Signore degli Anelli e rappresenta un evento fondamentale della guerra dell'Anello facente parte dell'universo immaginario fantasy di John Ronald Reuel Tolkien.

Premesse[modifica | modifica sorgente]

Dopo aver battuto le armate di Sauron nella battaglia dei campi del Pelennor i comandanti dell'esercito degli uomini Aragorn, Gandalf, Èomer e Imrahil tennero un consiglio di guerra per decidere il da farsi. Si trattava di trovare il modo di distogliere l'attenzione di Sauron da Mordor, affinché Frodo e Sam potessero portare a termine la loro missione per distruggere l'Anello, senza che l'Oscuro Sire ostacolasse il loro cammino. Alla fine decisero di portare un attacco frontale al Cancello Nero del Morannon per distrarre le forze del nemico dal sorvegliare Mordor. Purtroppo le perdite della Battaglia del Pelennor erano state pesantissime (il 40% dei soldati di Gondor era stato ucciso e ferito, mentre i Rohirrim avevano perso, tra morti e feriti, 2.000 uomini su 6.000 effettivi oltre a Re Theoden), quindi pur facendo affluire rinforzi da Sud, liberato dalla minaccia dei Corsari di Umbar da Aragorn e dall'esercito dei morti, le forze disponibili per l'attacco a Mordor si assommavano a poco più di 11.000 uomini di cui almeno 3.000 dovevano essere lasciati di guardia a Minas Tirith per difenderla in caso di attacco. Così Aragorn, Gandalf ed Éomer partirono alla volta di Mordor con appena 8.000 uomini, un numero esiguo tanto che Éomer commentò sconfortato: "Siamo meno numerosi dell'avanguardia dell'Esercito dell'Ultima Alleanza che sconfisse Sauron!". Giunti ad Osgiliath Aragorn decise di installarvi una piccola guarnigione di alcune centinaia di uomini assottigliando così ancora di più le sue file. Attraversata Osgiliath l'esercito si mosse in direzione di Minas Morgul per controllare che da essa, sebbene tutta la guarnigione fosse uscita per prendere parte all'Assedio di Minas Tirith, non uscissero altri orchi per prendere alle spalle il corpo di spedizione o la città. Appurato che Minas Morgul era priva di forze, o comunque non ne aveva abbastanza per portare un attacco, Gandalf fece abbattere il ponte che la collegava alla strada mentre Aragorn, per precauzione, scelse di lasciare una piccola forza di guardia all'ingresso della valle che ospitava città. Ritornati al Crocevia, dove si ergeva la Statua del Re alla quale Aragorn ordinò fosse rimossa la testa grottesca postavi dagli orchi e ricollocata quella originale, fu posto un accampamento con una guarnigione che avrebbe dovuto accogliere i feriti ed eventuali fuggiaschi dal campo di battaglia qualora le cose si fossero messe al peggio. Dal Crocevia cominciò la risalita del Nord Ithilien verso Mordor.

L'avvicinamento a Mordor[modifica | modifica sorgente]

La marcia nell'Ithilien non presentò particolari problemi. le truppe degli uomini avanzavano abbastanza velocemente con in testa una fitta schiera di stendardi e suonatori di trombe che rivendicavano quei territori nel nome del Re degli Uomini e al contempo lanciavano la loro sfida a Sauron. Tuttavia l'Oscuro Signore non raccolse la sfida e l'unico contatto con il nemico fu lo scontro tra le avanguardie a cavallo degli uomini che sorpresero e massacrarono alcune centinaia di orchi che stavano apprestando un'imboscata. Nonostante la vittoria, man mano che l'avvicinamento alle terre di Mordor procedeva, lo sgomento continuava però a crescere nelle file dell'esercito tanto che Éomer, durante una sosta, pose a Gandalf e ad Aragorn il problema di convincere gli uomini a seguirli. Aragorn tenne dunque un discorso alle truppe ricordandogli l'obbiettivo della loro missione, ma invitò coloro che erano più riluttanti a farsi avanti senza temere ritorsioni: 800 uomini si fecero avanti, affermando però che avrebbero comunque seguito Aragorn se questi glielo avesse ordinato. Questi però non voleva portarsi appresso delle truppe poco motivate, le quali avrebbero potuto essere più d'intralcio che di aiuto nella battaglia imminente. Così, per non mortificarli di fronte a tutto l'esercito, affidò a questi 800 uomini il compito di riconquistare la fortezza di Cair Andros e tenerla finché possibile qualora Saruon avesse sconfitto l'esercito. Così, liberato l'esercito dagli elementi meno decisi, Aragorn e gli altri ripresero la marcia di avvicinamento a Mordor.

L'incontro con la Bocca di Sauron e l'inizio della battaglia[modifica | modifica sorgente]

Giunti dinnanzi al nero cancello Aragorn e Gandalf schierano le truppe in posizione difensiva su una collina di fronte ai cancelli dove sorgono alcune rovine, dopodiché si recano al Cancello con la scusa di voler parlamentare ma in realtà cercando di guadagnare tempo per Frodo. Giunti al Cancello invitano Sauron ad uscire per sottoporsi a giudizio, ma dal cancello esce invece un gruppo Nùmenóreani Neri alla cui testa si erge un uomo che si identifica come la Bocca di Sauron che, arrogantemente, intima ai comandanti degli uomini di arrendersi e di riconoscere Sauron come loro Signore e Padrone. Al rifiuto di Gandalf il Nùmenóreano si infuria e, dopo aver falsamente insinuato la morte di Frodo esibendo come prova la cotta di Mithril che l'Hobbit indossava e gli era stata sottratta a Cirith Ûngol, ordina l'attacco generale alle truppe di Mordor ammassate dietro i cancelli.

La battaglia[modifica | modifica sorgente]

Lo scontro si fa subito molto duro: gli orchi e gli Esterling si lanciano in avanti cercando di sopraffare gli uomini con la sola forza dei numeri, ma gli uomini mantengono saldamente la posizione e, guidati da Aragorn, Gandalf, Éomer, Legolas e Gimli si lanciano a loro volta in avanti penetrando profondamente nelle schiere degli orchi. Così facendo però gli uomini vengono presto accerchiati e la situazione comincia a farsi difficile quando, dalle paludi, giunge un nutrito gruppo di Troll corazzati che spargono morte e terrore tra le file degli uomini. Durante questo assalto la guardia della cittadella Beregond affronta il Re dei Troll ma viene aterratoo e ferito gravemente ma, mentre sta per ricevere il colpo di grazia, il tempestivo intervento di Peregrino Tuc, che uccide il troll rischiando anche di rimanere schiacciato dalla mole del mostro, gli salva la vita. Come se la situazione non fosse già abbastanza tragica anche i Nazgûl scendono in campo ma l'intervento tempestivo delle Aquile storna la minaccia dall'esercito, il quale però comincia ad accusare la preponderante superiorità numerica del nemico.

La fine[modifica | modifica sorgente]

Proprio quando tutto sembra perduto per l'esercito degli uomini, che comincia ad arretrare dalle sue posizioni, Frodo riesce, grazie a Gollum, a distruggere l'Anello, ponendo così fine al potere di Sauron e al controllo che questo esercitava sui suoi servi. Questi, privi di una guida, cominciano a disperdersi oppure, in preda alla follia, si precipitano nei crepacci apertisi con lo stravolgimento provocato dalla caduta di Sauron. Gli uomini rimangono quindi padroni del campo e, mentre alcuni si occupano dei morti e dei feriti, alcuni drappelli a cavallo si incaricano di dare la caccia agli ultimi superstiti degli orchi e degli Esterling.

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