Battaglia del Lago Trasimeno

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Coordinate: 43°08′22″N 12°06′27″E / 43.139444°N 12.1075°E43.139444; 12.1075

Battaglia del Lago Trasimeno
L'imboscata tesa da Annibale al lago Trasimeno
L'imboscata tesa da Annibale al lago Trasimeno
Data 24 giugno 217 a.C.
Luogo Lago Trasimeno
Esito Vittoria cartaginese
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
Circa 25.000 uomini Circa 40.000 uomini
Perdite
15.000 morti e oltre 15.000 prigionieri (Pol., III, 85), 10.000 scampati (Liv., XXII,7, 2) 1.500 (2.500 secondo Liv., XXII, 7, 3)
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La battaglia del Lago Trasimeno, una delle più importanti della seconda guerra romano-punica, fu combattuta nel 217 a.C., a Tuoro sul Trasimeno, all'alba del 24 giugno (secondo il calendario non riformato, corrispondente all'aprile di quello giuliano), fra le forze cartaginesi, comandate da Annibale, e le legioni romane, comandate dal console Gaio Flaminio. Più che di una battaglia si trattò di un massacro. Le forze romane furono colte di sorpresa durante una marcia di spostamento.

Antefatto[modifica | modifica sorgente]

Annibale, abbandonata la Gallia Cisalpina, era sceso in Etruria[1] e si stava dirigendo verso Roma. Le devastazioni dell'esercito cartaginese costrinsero Flaminio a spostarsi dalle basi di Arezzo e a dirigersi verso sud per cercare di intercettare Annibale. L'altro console, Gneo Servilio Gemino, nel frattempo, essendo partito da posizioni ancora più lontane, stava marciando lungo la nuovissima via Flaminia per ricongiungersi al collega, proprio lo stesso che l'aveva costruita tre anni prima.
Annibale, ovviamente, avrebbe rischiato troppo provando a combattere con i due eserciti consolari riuniti e non attese il ricongiungimento. Alla sera, accampò le sue truppe appiedate sulle colline sopra il Lago Trasimeno e nascose in una gola la micidiale cavalleria numidica, di cui i romani ancora non avevano afferrato l'importanza tattica.

La battaglia[modifica | modifica sorgente]

La mattina era nebbiosa. Le quattro legioni di Flaminio, non essendo a conoscenza della posizione del nemico, procedevano senza particolari accorgimenti difensivi. D'altra parte, le loro metodologie belliche erano ancora ferme allo scontro frontale, ben dichiarato e con il nemico schierato di fronte. Annibale non schierò le sue truppe, ma le scatenò proditoriamente sulla colonna in marcia, che venne stretta fra le colline e le rive del lago e accerchiata. Fu, appunto, un massacro in cui persero la vita 15.000 romani, uccisi sul campo, mentre «diecimila, sparsamente fuggendo per tutta l'Etruria, giunsero a Roma per diverse vie» (Liv., XXI, 7, 2). A questi si aggiunsero i prigionieri, che Polibio (III, 85) stima in numero di più di quindicimila.

Lo stesso console Flaminio, che cinque anni prima aveva distrutto Milano, fu ucciso da un cavaliere insubre di nome Ducario. Quest'ultimo - racconta Tito Livio - «cacciati gli sproni nel ventre del cavallo, si gettò impetuosamente in mezzo alla foltissima schiera dei nemici ed abbattuto prima lo scudiero che si era lanciato incontro a lui che avanzava minaccioso, trafisse il console con la lancia» (Storia di Roma, 22-6).
Il giorno dopo vennero sconfitti anche alcuni reparti di cavalleria di Servilio, appena arrivati, che si scontrarono con la cavalleria numida di Maarbale.
Qualche migliaio di superstiti delle legioni si disperse in Etruria o riuscì a raggiungere Roma.

Contrariamente a quanto accaduto con la battaglia della Trebbia, questa volta il disastro non venne nascosto: il Trasimeno era troppo vicino. Servilio assunse il comando delle forze navali, Marco Atilio Regolo sostituì Flaminio al consolato ma, come sempre nelle più dure avversità, Roma nominò un dittatore: Quinto Fabio Massimo, che passerà alla storia come cunctator ("temporeggiatore").

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Strabone, Geografia, V, 2,9.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Fonti antiche
Storiografia moderna
  • Howatson (M.C.), sous la dir., Dictionnaire de l’Antiquité, Turin, 1993.
  • Le Glay (M.), Voisin (J.L.), Le Bohec (Y.), Histoire Romaine, Paris, 2002.
  • Baker (G.P.), Annibal 247-183 av. J.-C., Paris, 1952.
  • Le Bohec (Y.), Histoire militaire des guerres puniques, Paris Monaco, 1996.
  • Pais (E.), Histoire Générale, Histoire Romaine des origines à l’achèvement de la conquête, Paris, 1926.
  • Walter (G.), Historiens Romains, Historiens de la République, Paris, 1968.
  • A. J. Toynbee: Hannibal's Legacy. The Hannibalic war's effect on Roman Life. 2 Bde. London 1965.
  • Der große Ploetz. 32. Auflage. Zweitausendeins, Frankfurt 1998, S.227.
  • Propyläen Weltgeschichte. Hrsg. Golo Mann und Alfred Heuß. Bd 4. Rom und die römische Welt. Propyläen Verlag, Frankfurt 1963, S. 123f.
  • Nigel Bagnall: Rom und Karthago - Der Kampf ums Mittelmeer. Siedler, Berlin 1995. ISBN 3-88680-489-5, (zitiert ist S. 223f)
  • Santino Gallorini: La Battaglia del Trasimeno, riesame della sua localizzazione, Cortona, Calosci, 1994.
  • Herbert Heftner: Der Aufstieg Roms. Pustet, Regensburg 1997. ISBN 3-7917-1563-1(dort auch weiterführende Literatur)
  • Alfred Klotz: Appians Darstellung des Zweiten Punischen Krieges. Schöningh, Paderborn 1936.
  • Friedrich Reuss: Die Schlacht am Trasimenersee. in: Klio. Beiträge zur alten Geschichte. Akad.-Verl., Berlin 6.1906, 226-236. ISSN: 1438-7689
  • Emil Sadée: Der Frühjahrsfeldzug des Jahres 217 und die Schlacht am trasimenischen See. in: Klio. Beiträge zur alten Geschichte. Akad.-Verl., 9.1909, 48-68. ISSN: 1438-7689
  • Karl-Heinz Schwarte: Der Ausbruch des Zweiten Punischen Krieges. Steiner, Wiesbaden 1983. ISBN 3-515-03655-5
  • Georg Staude: Untersuchungen zum Zweiten Punischen Krieg. Univ. Diss. Jena, Halle 1911.
  • Don Bruno Frescucci - 'La Battaglia del Trasimeno fu combattuta in territorio Cortonese' Calosci - Cortona- anno 1982

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

  • Annibale al Trasimeno (documentario, Italia, 2009, col., 47 min., regia di Luca Palma ed Ernesto Vigneri). Ricostruzione della battaglia in animazione 3D. Consulenza storico-scientifica del prof. Giovanni Brizzi.

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