Basket Rimini Crabs

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Basket Rimini Crabs
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Segni distintivi
Uniformi di gara
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Casa
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Trasferta
Colori sociali Bianco e Rosso.svg Bianco e rosso
Dati societari
Città Rimini
Paese Italia Italia
Confederazione FIBA Europe
Federazione FIP
Campionato Serie B
Fondazione 1947
Presidente San Marino Luciano Capicchioni
Allenatore Italia Renzo Galli
Palazzetto Palasport Flaminio e 105 Stadium
Sito web www.basketriminicrabs.it

Il Basket Rimini, dal 2001 noto come Crabs Rimini[1], è una squadra di pallacanestro di Rimini, dal 2011 iscritta al campionato di DNB dopo la messa in liquidazione dell'estate dello stesso anno.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini e il debutto nel professionismo[modifica | modifica sorgente]

La squadra nacque nel 1947 come sezione cestistica della Polisportiva Libertas Rimini. La sede del club era, ed è tuttora, un edificio di via Dante che fino al secolo precedente svolgeva la funzione di cappella religiosa. Il primo campo da gioco era localizzato proprio dietro la sede. Successivamente, fino alla realizzazione del Palasport Flaminio, la squadra disputò le proprie partite interne nella palestra situata presso l'ex Teatro Galli, in pieno centro storico. Il Basket Rimini fu costituito negli anni '70 dopo essersi slegato dalla Libertas. In quegli anni il "prof" Gianluigi Rinaldi, insegnante di educazioni fisica alle scuole Panzini di Rimini, scopre nelle campagne riminesi un ragazzone alto e timido, Luciano Vendemini che inizia a imparare a Rimini i fondamentali della pallacanestro. Nel 1972 il Basket Rimini viene promosso per la prima volta in serie B e con la promozione arriva il primo vero grande sponsor, la Sarila. Tra i dirigenti c'è il giovane Gian Maria Carasso che insieme al "mago degli americani" Riccardo Cervellini sarà l'artefice del periodo d'oro del Basket Rimini, gli anni Ottanta e Novanta.

La Sarila '78-'79 al debutto in A2
Otis Howard al tiro contro Udine

Il 9 aprile 1978 la Sarila Rimini si impose in trasferta con il punteggio di 49-63 sul campo dell'Olimpia Firenze, conquistando la promozione in Serie A2. La stagione 1978-79 segnò quindi l'esordio assoluto in seconda serie sotto la guida di Alberto Bucci, allenatore che in pochi anni portò Rimini dall'allora Serie D fino appunto alla A2.

I primi giocatori stranieri del club sono stati Mark Crow e Steve Mitchell: quest'ultimo morì per alcool e droga proprio durante la sua permanenza al Basket Rimini[2], che a quei tempi era ancora sponsorizzato Sarila. In sostituzione di Mitchell arrivò a Rimini Otis Howard, il primo vero campione americano ad "incendiare" il pubblico del Flaminio

La Marr promossa in A1 nel 1984

con le sue spettacolari giocate. Le ambizioni della squadra riminese crescono e nel 1979 la società prende come allenatore il grande Arnaldo Taurisano. La promozione non arriva e la permanenza del "Tau" dura solo un anno, ma si deve a lui la segnalazione ai dirigenti riminesi di un allenatore da prendere per il settore giovanile, un ex ferroviere di La Spezia che cambierà per sempre la storia del Basket Rimini e della pallacanestro italiana: Claudio Papini.

Nonostante i progetti ambiziosi, i soldi spesi e l'arrivo di giocatori di livello nazionale, come il futuro eroe di Nantes Renzo Vecchiato, la squadra non riesce a fare il grande salto in serie A1. Come accadrà sempre nella storia del Basket Rimini, la promozione arriverà con una squadra data da tutti come retrocessa.

La conquista dell'A1[modifica | modifica sorgente]

Nell'estate del 1983 i dirigenti romagnoli chiamano come allenatore Piero Pasini e gli chiedono di fare i miracoli con una squadra composta dai due americani Ernst Wansley e "Gig" Sims e guidata dalla regia di Maurizio Benatti. Pasini ci riesce, conduce la Marr Rimini alla prima promozione in serie A1 della sua storia, datata 8 aprile 1984, dopo la decisiva vittoria a Vigevano contro l'American Eagle davanti a oltre mille riminesi giunti in Lombardia per l'occasione. La piccola Marr, data dai pronostici di inizio stagione come retrocessa in serie B, diventa la "Marr Superstar" che ora se la vedrà con i grandi campioni della serie A1.

Nell'estate del 1984 la società sceglie come straniero Michael Cage che però all'ultimo si accasa con i San Diego Clippers della NBA. Come suo sostituto arriva Reggie Johnson, campione NBA nel 1983 con i Philadelphia 76ers di Julius Erving e Moses Malone; formerà con il confermato Wansley la coppia di stranieri meglio assortita e più amata dai tifosi del Basket Rimini. Con Benatti alla regia, il veloce Cecchini guardia, Maurizio Ferro a colpire da fuori nel primo campionato con la linea da tre e il duo Johnson-Wansley sotto canestro la Marr, guidata sempre da Piero Pasini, centra la salvezza al primo anno in A1 (quando ne retrocedevano quattro) e nel campionato seguente, il 1985-86, raggiunge il massimo piazzamento nella sua storia, il sesto posto assoluto arrivato con l'ingresso nei quarti di finale scudetto, turno perso contro la Simac Milano di Mike D'Antoni, Dino Meneghin, Bob McAdoo e coach Dan Peterson che poi vincerà lo scudetto.

L'anno successivo vennero infrante molte ambizioni a causa del ritorno in A2, concretizzatosi al termine della disastrosa stagione 1986-87 quando la squadra, sponsorizzata Hamby, terminò in ultima posizione con quattro sole vittorie all'attivo nonostante gli acquisti di Mike Sylvester, Jeff Lamp, Olden Polynice (che collezionerà poi 1.058 presenze in NBA) e il pivot Marco Ricci. I successivi tre anni in A2 sono coincisi rispettivamente con una salvezza conquistata con un canestro di Maurizio Ferro all'ultimo secondo contro Rieti, un 8º posto con eliminazione ai play-off e infine una retrocessione in B1, arrivata al termine del campionato 1989-90 dopo la sconfitta nello spareggio-salvezza giocato contro Cremona sul neutro di Treviso. La retrocessione in B1 è amara, ma il Basket Rimini ha già in casa la soluzione per ripartire: negli anni Ottanta l'istruttore Claudio Papini ha trasformato il settore giovanile riminese portando il vivaio a vincere tutti gli scudetti di categoria, unica società in Italia a riuscirci, e adesso i protagonisti di quegli "scudettini", i famosi "Ragazzi del '72" stanno per entrare nella prima squadra: sono Massimo Ruggeri, Franco Ferroni, Renzo Semprini e, soprattutto, Carlton Myers.

Gli anni novanta e l'Europa[modifica | modifica sorgente]

Quella 1990-91 è stata l'unica annata dal 1978 in poi ad essere stata disputata in un campionato non professionistico come la Serie B1. Da qui il Basket Rimini centrò in soli due anni una doppia promozione con conseguente ritorno in A1, categoria ottenuta nuovamente dal coach Piero Pasini anche grazie alle prestazioni di un giovane Carlton Myers da poco uscito dal vivaio biancorosso, insieme agli altri prodotti del settore giovanile riminese tra cui Massimo Ruggeri, Franco Ferroni e Renzo Semprini, che oltre a guidare la Marr al doppio salto dalla B1 alla A1 nel biennio 1990-1992, hanno anche conquistato uno storico scudetto Juniores (1991) e un titolo europeo Under-22 con la Nazionale Italiana.

Un anno dopo arrivò una nuova retrocessione, complice una contestata infrazione di tre secondi sanzionata dall'arbitro Pietro Pallonetto ad Andrade Israel su un rimbalzo offensivo negli istanti finali dell'ultima partita di play-out con l'ambiziosa Fortitudo Bologna, che in seguito alla vittoria fu promossa.

Uno dei derby contro Forlì (1993)

L'immediata discesa in Serie A2 durò quattro anni: nel 1993-94 la promozione sfumò nella fase a gironi, complice anche un canestro da centrocampo di Donato Avenia che decise un importante confronto diretto in favore di Reggio Emilia. Nella serie finale dei play-off 1994-95 fu la Libertas Forlì, nonostante il 1º posto dei riminesi in regular season, a celebrare a sorpresa un 3-0 in suo favore al termine di tre sentitissimi derby. Altra finale play-off persa l'anno successivo, con la Reyer Venezia che salì vincendo la serie 3-2 grazie alla rimonta nella gara decisiva gara5 quando i veneti erano sotto di 18 punti all'intervallo.[3]

Il riscatto avvenne nel 1996-97 sotto la guida di coach Piero Bucchi e la conferma del giovane Germán Scarone in regia, al termine di una stagione coincisa col 1º posto in regular season e con la vittoria nelle finali play-off (3-0 su Montecatini). L'estate 1997 fu quella della prospettata fusione con la Libertas Forlì mediante la creazione di una nuova società che avrebbe avuto sede legale e campo di gioco a Forlì e sede amministrativa a Rimini, ma l'accordo saltò a causa della forte opposizione delle due tifoserie romagnole mentre i due presidenti Angelo Rovati e Corrado Sberlati erano ormai prossimi alla firma.[4]

Al secondo anno di permanenza sulla panchina riminese Bucchi la squadra di Bucchi raggiunse i quarti di finale di A1 dopo aver eliminato Verona agli ottavi: questo risultato permise l'accesso alla Coppa Korać qualificando per la prima volta i biancorossi (dal 1997 al 2000 in maglia biancoblu per richiamare i colori dello sponsor Pepsi). La qualificazione alla Korać venne conseguita anche l'anno seguente grazie al raggiungimento dei quarti di finale dei playoff di campionato, persi 1-3 contro Varese esattamente come accadde l'anno prima. La travagliata stagione 2000-01, complice la fuga di Rodney Buford a stagione in corso, fu l'ultima ad essere stata disputata nella massima serie: da lì in poi il club ha sempre militato in Legadue.

Gli anni duemila in Legadue[modifica | modifica sorgente]

A partire dall'estate 2001 la denominazione ufficiale del club cambiò in Basket Rimini Crabs, da un'idea di Gianluca Sberlati[5] (tragicamente morto da lì a poco, era figlio dell'ex patron Corrado). Un anno più tardi la società venne rilevata dal procuratore sportivo Luciano Capicchioni:[6]Nell'estate 2006 la conduzione societaria tornò nelle mani di Adriano Braschi (a capo della public company «Rimini Sport»), con Capicchioni direttore del settore giovanile. Al termine del campionato 2006-07 la squadra, guidata da Giampiero Ticchi, sfiorò il ritorno nella massima serie arrivando al 1º posto della stagione regolare a pari merito con Rieti e Caserta, senza però essere promossa a causa della classifica avulsa sfavorevole con Rieti. I play-off si conclusero con l'uscita nelle semifinali perse 0-3 contro Pesaro. Quindi altri due anni di partecipazioni ai play-off ed eliminazione al primo turno in entrambe le occasioni.

Alla vigilia dell'esordio nel campionato 2009-10 giunse l'inaspettata notizia di un accordo che prevedeva la cessione del club da «Rimini Sport», guidata da Adriano Braschi, a un progetto promosso da Luca Bergamini in collaborazione col marchio Riviera Solare. Il passaggio di proprietà ufficiale tuttavia non si concretizzò mai a causa dei numerosi rinvii: dopo qualche mese fu lo stesso Braschi ad annunciarlo in una conferenza stampa, spiegando di non aver mai ricevuto il denaro previsto dagli accordi con Bergamini.[7][8]

Nell'estate seguente il rischio di scomparire viene allontanato anche dall'ingresso del nuovo presidente Giorgio Corbelli, che affianca lo stesso Braschi e Capicchioni. Al termine di una soddisfacente stagione regolare conclusa al 3º posto, Rimini affronta Veroli ai quarti di finale dei play-off ma perde la serie 2-3 dopo aver vinto le prime due gare.

Fabrizio Ambrassa, coach del nuovo corso

Liquidazione e ripartenza dal dilettantismo[modifica | modifica sorgente]

A fine giugno 2011 la società, oberata dai debiti, rinuncia ad iscriversi al campionato di Legadue, annunciando la messa in liquidazione[9]. Viene ottenuta l'iscrizione al campionato di DNB, quarta serie nazionale, mantenendo la propria denominazione e codice di affiliazione: alle redini della società rimane solo Luciano Capicchioni, con Braschi comunque presidente in via temporanea. Il roster, ufficializzato solo pochi giorni prima dell'inizio del campionato, è composto in larga parte da un nucleo di giocatori cresciuti nel vivaio[10]. La squadra (ritornata stabilmente al Flaminio) arriva 3ª in regular season, poi ai playoff viene eliminata ai quarti da una tripla sulla sirena nella decisiva gara3 contro Ravenna.

A settembre 2012, pochi giorni prima dell'inizio della nuova stagione, la società annuncia il ritorno in bonis, ovvero l'estinzione del debito pregresso. La rosa, formata nuovamente da tanti giovani del vivaio, è ancora più giovane di quella dell'anno precedente: al debutto contro Ancona l'età media era di 19,77 anni[11]. Arriveranno successivamente alcuni rinforzi e il campionato sarà concluso con una salvezza tranquilla, bissata nel campionato seguente.

Cronistoria recente[modifica | modifica sorgente]

Questa la cronistoria del Basket Rimini dal suo primo ingresso nel basket professionistico a oggi:

Cronistoria recente del Basket Rimini


  • 1990-91: Serie B1, 1º posto, promozione in Serie A2.
  • 1991-92: Serie A2, 3º posto, promozione in Serie A1 dopo il girone play-off.
  • 1992-93: Serie A1, 13º posto, retrocessione in Serie A2 dopo il girone play-out.
  • 1993-94: Serie A2, 3º posto, sconfitta negli ottavi play-off.
  • 1994-95: Serie A2, 1º posto, sconfitta nelle finali play-off.
  • 1995-96: Serie A2, 6º posto, sconfitta nelle finali play-off.
  • 1996-97: Serie A2, 1º posto, promozione in Serie A1.
  • 1997-98: Serie A1, 12º posto, sconfitta nei quarti play-off.
  • 1998-99: Serie A1, 10º posto e primo turno di Coppa Korać.
  • 1999-00: Serie A1, 14º posto e ottavi di finale di Coppa Korać.

  • 2000-01: Serie A1, 18º posto, retrocessione in Legadue.
    Cambio denominazione in Basket Rimini Crabs.
  • 2001-02: Legadue, 11º posto.
  • 2002-03: Legadue, 9º posto.
  • 2003-04: Legadue, 7º posto, sconfitta nei quarti play-off.
  • 2004-05: Legadue, 6º posto, sconfitta nei quarti play-off.
  • 2005-06: Legadue, 4º posto, sconfitta nei quarti play-off.
  • 2006-07: Legadue, 2º posto, sconfitta nelle semifinali play-off.
  • 2007-08: Legadue, 9º posto, sconfitta nei quarti play-off.
  • 2008-09: Legadue, 7º posto, sconfitta nei quarti play-off.
  • 2009-10: Legadue, 10º posto.

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Prima squadra[modifica | modifica sorgente]

  • Miglior piazzamento in Serie A1:
posto, considerando le singole posizioni delle otto squadre che raggiunsero i quarti di finale dei play-off 1985-86
posto, considerando il piazzamento in classifica al termine della regular season 1985-86

Settore giovanile[modifica | modifica sorgente]

  • Scudetto.svg Scudetto categoria Propaganda 1984-85
  • Scudetto.svg Scudetto categoria Ragazzi 1985-86
  • Scudetto.svg Scudetto categoria Allievi 1986-87
  • Scudetto.svg Scudetto categoria Cadetti 1988-89
  • Scudetto.svg Scudetto categoria Juniores 1990-91

Coppe europee[modifica | modifica sorgente]

Il Basket Rimini ha disputato per due volte la Coppa Korać, nelle edizioni 1998-99 e 1999-00, uscendo rispettivamente al termine della fase a gruppi e agli ottavi di finale.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Basket Rimini nelle coppe europee.

Allenatori[modifica | modifica sorgente]

Questi gli allenatori del Basket Rimini a partire dal suo debutto nel basket professionistico, avvenuto nel 1978:

Basket Rimini Crabs (logo).png
Allenatori del Basket Rimini

Denominazioni[modifica | modifica sorgente]

Dal debutto nel basket professionistico il Basket Rimini ha avuto le seguenti denominazioni per ragioni di sponsorizzazione:

Basket Rimini Crabs (logo).png
Sponsorizzazioni del Basket Rimini


Roster 2013-2014[modifica | modifica sorgente]

Giocatori
  Naz.   Ruolo Nome Anno Alt.    
6 Italia A Federico Tassinari 1977 195
7 Italia A Jacopo Aglio 1990 198
11 San Marino C Igor Biordi 1996 203
15 Italia P Riccardo Silvestrini 1985 185
17 Italia G Norman Hassan 1990 197
18 Italia PG Lorenzo Brighi 1994 195
19 Italia C Nicolò Marengo 1994 212
Staff Tecnico
Allenatore: Italia Paolo Rossi
  dal 19 gennaio Italia Andrea Maghelli
Vice-allenatore: Italia Renzo Galli
Assistente: Italia Gilberto Gobbi
Giocatori acquisiti a stagione in corso
  Naz.   Ruolo Nome Anno Alt.    
5 Italia A Raffaele Bosio dall'11 ottobre 1991 197
8 Argentina Italia P Agustín Piastrellini dal 20 novembre 1995 186
20 Italia C Michele Squeo dal 20 novembre 1989 206
4 Argentina Italia PG Germán Scarone dall'8 gennaio 1975 190
24 Cuba Italia PG Yankiel Moreno dal 15 gennaio 1990 190
Giocatori ceduti a stagione in corso
  Naz.   Ruolo Nome Anno Alt.    
20 Argentina Italia C Matías Bortolín fino al 23 ottobre 1993 206
11 Italia G Giovanni Gasparin fino al 20 novembre 1990 190
33 Stati Uniti Italia G Andrew Gabellieri fino al 28 febbraio 1987 188


DNB: Dettaglio statistico

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il termine inglese "crabs" significa "granchi".
  2. ^ Maradona e Borg fra i campioni caduti nella polvere, Corriere della Sera, 8 gennaio 1993.
  3. ^ Tabellino di Reyer Venezia-Koncret Rimini 92-88, Lega Basket, 02-06-1996.
  4. ^ shock Rimini Forli' Saltata la fusione, La Gazzetta dello Sport, 06-06-1997.
  5. ^ Crabs, è mancato Corrado Sberlati storico patron, legaduebasket.it, 03-02-2009.
  6. ^ Capicchioni spiega i “suoi” Crabs, legaduebasket.it, 11-07-2002.
  7. ^ Basket. Braschi: 'È saltato il passaggio di proprietà dei Crabs', newsrimini.it, 02-02-2010.
  8. ^ Crabs, lo spettro del collasso. Salta la cessione a Bergamini, il Resto del Carlino, 03-02-2010.
  9. ^ Campionati Professionistici. La comunicazione della ComTec in FIP, 4 luglio 2011. URL consultato il 4 novembre 2011.
  10. ^ Basket. I Crabs ripartono: ufficializzati staff tecnico, dirigenti e squadra, 20 settembre 2011. URL consultato il 4 novembre 2011.
  11. ^ Basket DNB. Esordio con sconfitta ad Ancona per i Crabs (73-63), 4 ottobre 2012. URL consultato il 14 ottobre 2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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