Basilio I il Macedone

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Basilio I di Bisanzio)
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
Solidus di Basilio I.

Basilio I detto il Macedone (in greco: Βασίλειος Α΄ο Μακεδών, Basileios I o Makedhon; in armeno: Վասիլ I Մակեդոնացի; Adrianopoli, 811 circa – Costantinopoli, 9 agosto 886) è stato un imperatore bizantino, dal 867 alla sua morte.

L'Impero bizantino alla salita al trono di Basilio I il Macedone.[1]

Regno[modifica | modifica sorgente]

Koutragon, tiene in braccio il bambino Basilio I.

Nato in area balcanica da una famiglia di contadini di origini umili, Basilio fu il primo della dinastia macedone sul trono di Bisanzio. Entrato nei favori dell'imperatore Michele III, e grazie alla grande amicizia e fiducia di cui godeva presso l'Imperatore fece assassinare Bardas zio dell'imperatore facendolo passare per un traditore; in seguito riuscì a conquistare il trono dopo aver fatto assassinare lo stesso Michele III (842-867).

Miniatura in epoca di Basilio I.
Battaglie nel sud Italia, tra bizantini e arabi.

Sotto il profilo militare la sua opera fu sempre coronata da successo; difese l'Impero dagli Arabi e ordinò una spedizione in Italia, sotto la guida di Niceforo Foca, molto ben riuscita, che si concluse nell'886 con la conquista della Calabria e della Puglia, ma non della Sicilia.

Di particolare importanza è il fatto che riuscì a ristabilire l'economia dell'Impero, iniziando un periodo molto prospero; la dinastia macedone viene infatti associata al periodo più florido dell'Impero romano d'Oriente.

Una immagine di Basilio I e di suo figlio Leone VI.
Rappresentazione del primo concilio di Costantinopoli, opera fatta sotto il regno di Basilio I il Macedone, tra l'879, e l'882.

Durante il suo impero promosse la ricostruzione di numerosi edifici religiosi caduti in rovina, quattordici secondo alcune fonti dell'epoca, e la costruzione della Nea Ekklesia (Nuova Chiesa), una struttura innovativa che riproponeva lo schema bizantino delle 4 colonne; assieme alla chiesa di S. Maria del Faro, la Nea Ekklesia diede l'impronta a gran parte dell'edilizia cittadina dei secoli X e XI. Altrettanto degno di nota è l'impegno di Basilio nel campo legislativo; riprese gli studi del suo predecessore Giustiniano (da qui il suo soprannome di "secondo Giustiniano") e li compendiò in 60 volumi, chiamati I Basilici, terminati alcuni anni dopo da suo figlio.

Durante il suo regno ebbe anche scontri con la chiesa di Roma a causa del suo appoggio al Patriarca di Costantinopoli Fozio I, mitigate al momento in cui decise di restaurare nella carica Ignazio I maggiormente gradito alla curia e a Papa Adriano II. In un secondo tempo, Fozio venne reintegrato nella carica con ripercussioni notevoli sui rapporti tra la Chiesa cattolica e quella Ortodossa, contrasti che poi sfoceranno, quasi due secoli dopo, nello Scisma d'Oriente-Occidente. Basilio morì il 9 agosto 886 a causa di una febbre provocata da un incidente di caccia, lasciando come successore il figlio (secondo alcune voci non suo ma del suo predecessore) Leone VI.

Matrimoni e discendenza[modifica | modifica sorgente]

Dalla sua prima consorte, Maria, Basilio I ebbe numerosi figli fra i quali:

  • Bardas
  • Anastasia, che sposò il generale Christoforo

Dalla seconda moglie Eudokia Ingerina, Basilio ebbe:

Basilio I nella letteratura[modifica | modifica sorgente]

Una vita di Basilio venne scritta dal nipote, l'imperatore Costantino VII Porfirogenito[2].

Lo scrittore francese Paul Adam fece di Basilio I il protagonista di un romanzo storico riguardante la storia di Bisanzio dal titolo Basile et Sophia, pubblicato nel 1901 e nel quale tutto il destino di Basilio è operato da una profezia.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La cartina è discutibile, perché Venezia e una parte dell'Istria potevano essere considerati appartenenti all'Impero.
  2. ^ Historia de vita et rebus gestis Basilii inclyti imperatoris. Constantinus Dei gratia Romanorum imperator, ipsius nepos, studiose ac diligenter ex variis narrationibus congessit, ac scriptori contribuit. [1]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Charles Diehl, La civiltà bizantina, 1962, Garzanti, Milano.
  • Georg Ostrogorsky, Storia dell'Impero bizantino, Milano, Einaudi, 1968. ISBN 88-06-17362-6.
  • Gerhard Herm, I bizantini, Milano, Garzanti, 1985.
  • John Julius Norwich, Bisanzio, Milano, Mondadori, 2000. ISBN 88-04-48185-4.
  • Silvia Ronchey Lo stato bizantino, 2002, Torino, Einaudi. ISBN 88-06-16255-1.
  • Alexander P Kazhdan, Bisanzio e la sua civiltà, 2a ed, Bari, Laterza, 2004. ISBN 88-420-4691-4.
  • Giorgio Ravegnani, La storia di Bisanzio, Roma, Jouvence, 2004. ISBN 88-7801-353-6.
  • Giorgio Ravegnani, I bizantini in Italia, Bologna, il Mulino, 2004.
  • Ralph-Johannes Lilie, Bisanzio la seconda Roma, Roma, Newton & Compton, 2005. ISBN 88-541-0286-5.
  • Alain Ducellier, Michel Kapla, Bisanzio (IV-XV secolo), Milano, San Paolo, 2005. ISBN 88-215-5366-3.
  • Giorgio Ravegnani, Introduzione alla storia bizantina, Bologna, il Mulino, 2006.
  • Giorgio Ravegnani, Bisanzio e Venezia, Bologna, il Mulino, 2006.
  • Charles Diehl, Figure bizantine, introduzione di Silvia Ronchey, 2007 (1927 originale), Einaudi, ISBN 978-88-06-19077-4
  • Giorgio Ravegnani, Imperatori di Bisanzio, Bologna, Il Mulino, 2008. ISBN 978-88-15-12174-5.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]


Predecessore Imperatore bizantino Successore CoA of the Byzantine Empire.svg
Michele III 867-886 Leone VI