Basilica di Sant'Anastasia al Palatino

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Coordinate: 41°53′17.05″N 12°29′03.08″E / 41.888069°N 12.484189°E41.888069; 12.484189

Basilica di sant'Anastasia al Palatino
Facciata
Facciata
Stato Italia Italia
Regione Lazio
Località Roma
Religione cattolica
Diocesi Diocesi di Roma
Inizio costruzione XVII secolo

Sant'Anastasia è una basilica di Roma, posta alle pendici del Palatino. Ha la dignità di Basilica minore.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Costruita nel tardo III secolo - inizio del IV secolo, fu chiamata così, secondo l'archeologo Andrea Carandini, dal nome di una sorella dell'imperatore Costantino I, Anastasia. Sorge su preesistenti tabernae che erano inserite nella recinzione esterna del Circo Massimo, e costruzioni private che sorgevano lungo una strada alle pendici sudoccidentali del Palatino. Negli atti del sinodo del 499 la chiesa è registrata come avente il titulus Anastasiae. In seguito la chiesa fu dedicata a sant'Anastasia di Sirmio. La chiesa è collegata dalla tradizione alla predicazione di san Girolamo, che pare abbia celebrato messa qui[senza fonte] e che è raffigurato in una tela di Lazzaro Baldi e collaboratori.

La chiesa fu restaurata diverse volte: da papa Damaso I (366-383), papa Ilario (461-468), papa Giovanni VII (705-707), papa Leone III (795-816), e papa Gregorio IV (827-844). La chiesa moderna deve le sue forme a papa Urbano VIII Barberini, che ne ordinò il restauro nel 1636. Ulteriori restauri furono ordinati nel XIX secolo da papa Pio VII e papa Pio IX.

Qui è conservata la tela di Pier Francesco Mola con San Giovanni Battista nel deserto del 1658 circa. La chiesa conserva al suo interno una gran quantità di tele di Lazzaro Baldi (e collaboratori) ed uno splendido dipinto di Francesco Trevisani raffigurante San Turibio.

In occasione della Giornata Mondiale della Gioventù tenutasi a Roma nel corso del Giubileo del 2000 in questa chiesa è stata allestita una immensa sacrestia, in cui furono custodite 700.000 particole di cui decine di migliaia sono state consumate nelle celebrazioni che si sono tenute nel Circo Massimo.

Sant'Anastasia è stata la prima chiesa a praticare l'Adorazione eucaristica perpetua. Tale iniziativa, nata il 2 marzo 2001, è dovuta all'attuale rettore, don Alberto Pacini, sacerdote diocesano romano, attivo missionario del culto eucaristico. Grazie alla sua attività, l'iniziativa si è diffusa da qui a diverse parrocchie in Roma, in Italia e nel mondo (Colombia, Perù, Sri Lanka, Tanzania, Uganda).[2]

L'attuale cardinale presbitero del Titulus Sanctae Anastasiae è Godfried Danneels.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Gcatholic.org Basilics in Italy
  2. ^ Intervista a don Alberto Pacini, Zenit.org

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alessandra Cerrito, Contributo allo studio del titulus Anastasiae in Federico Guidobaldi, Olof Brandt e Philippe Pergola (a cura di), Marmoribus vestita. Miscellanea in onore di Federico Guidobaldi, Studi di antichità cristiana 63, Città del Vaticano, Pontificio Istituto di archeologia cristiana, 2011. ISBN 978-88-85991-53-8
  • Giovan Battista Fidanza (2010). Le vicende artistiche della chiesa di Sant'Anastasia al Palatino nel Seicento: una verifica con la Visita Apostolica del 1727. Bollettino d'Arte 6: pp. 123–144. ISSN: 0391-9854
  • Andrea Carandini e Daniela Bruno, La casa di Augusto. Dai "Lupercalia" al Natale, Bari, Laterza, 2008. ISBN 88-420-8641-X.

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