Basilica di San Tommaso Apostolo
| Basilica Concattedrale di San Tommaso Apostolo | |
|---|---|
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La facciata della basilica |
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| Paese | Italia |
| Regione | Abruzzo |
| Località | Ortona |
| Religione | cattolica |
| Diocesi | Arcidiocesi di Lanciano-Ortona |
| Anno consacrazione | Epoca paleocristiana, ma successivamente ricostruita e riconsacrata |
| Stile architettonico | Paleocristiano - barocco |
La basilica di San Tommaso apostolo di Ortona è la concattedrale dell'arcidiocesi di Lanciano-Ortona, dove si custodiscono le reliquie di Tommaso apostolo dal XIII secolo.
Indice |
[modifica] Storia
Originarimente la basilica era stata dedicata a Santa Maria degli Angeli, e veniva riaperta al pubblico il 10 novembre 1127; era stata ricostruita dopo che un terremoto ne ha provocato la distruzione, che in quel periodo aveva interessato le regioni meridionali della penisola italica. Il 17 febbraio 1427 in questa chiesa è stata solennemente proclamata la pace tra le città di Lanciano e Ortona patrocinata da San Giovanni da Capestrano. Successivamente l’edificio sacro ha subito un incendio e la distruzione per opera dei turchi di Piyale Pascià che nell’estate del 1566 hanno messo a ferro e fuoco la città di Ortona; gli ortonesi salvarono dalle fiamme le sacre reliquie del Patrono. Quattro anni dopo, il tempio viene dedicato a San Tommaso Apostolo e veniva elevato a rango di Cattedrale e gli ortonesi potevano acclamare il loro pastore nella persona di Giandomenico Rebiba, imparentato con il cardinale Scipione Rebiba ultimo della serie degli Arcipreti della Chiesa locale. Andando avanti nei secoli la basilica subì ancora delle profanazioni da parte dei francesi nel 1799 e nel 1943 è stata in gran parte distrutta dai tedeschi in fuga. Immediatamente ricostruita nel dopoguerra, venne riconsacrata e riaperta ai fedeli il 5 settembre 1949 da S.E. Mons. Gioacchino Di Leo Vescovo di Ortona.
[modifica] Basilica
La facciata è stata ricostruita nel 1947 dopo la distruzione da parte dei tedeschi della facciata settecentesca con mezza cupola e il porticato a nove colonne del trecento. Rimane integro solo il portale dell’epoca sveva. Andando sulla piazza troviamo il portale ricostruito dopo la guerra da reperti recuperati dalle macerie: opera di Nicola Mancini (1311). Nella lunetta troviamo, Maria con il Bambino, San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista. Nella facciata si conservano archi ad ogiva, capitelli di epoca sveva, finestre con tribolatura di impianto gotico. Il nuovo campanile conserva il grande “campanone” del 1605. L’abside risale al XIV secolo. Andando all’interno troviamo reperti del XIII secolo. La volta della navata centrale è stata realizzata nel Settecento, mentre quella dell’abside è trecentesca. Nella sacrestia antica a sinistra dell’altare maggiore, interessanti teste-mensola che reggono i costoloni della volta a vela. Nella cripta sotto al presbiterio, l’urna di rame dorato e la lapide tombale dell’apostolo con scritta greca. Gli affreschi della cupola sono del pittore Luciano Batoli; la figura di San Matteo Evangelista è l’unica rimasta dopo la distruzione della basilica per opera dei tedeschi, che è stata eseguita da pittore Antonio Piermatteo. Le immagini della Via Crucis sono dell’artista ortonese Stefano Durante. Nella cripta il crocifisso pendente è stato eseguito dallo scultore Aldo D’Adamo.
[modifica] Descrizione
[modifica] Cappella di San Tommaso
All’interno conserva i bassorilievi a stucco della prima metà dell’Ottocento da Vincenzo Perez. Ai sui lati sono visibili le due ceramiche “ Gli ortonesi in Scio” e “L’arrivo a Ortona delle reliquie di San Tommaso” eseguite da Tommaso Cascella. Inoltre in questa cappella è custodito il busto d’argento di San Tommaso Apostolo realizzato nel 1800 da una fonderia di Napoli.
[modifica] Cappella del Santissimo Sacramento
Possiamo ammirare interessanti stucchi a due altorilievi “Ultima Cena” e “Sinite Parvulos” eseguiti nella prima metà dell’Ottocento da Vincenzo Perez. Sulle pareti della cappella si possono osservare due dipinti a olio del 1985 del pittore Franco Sciusco.
[modifica] Traslazione
Il 6 settembre 1258 arrivano a Ortona le Ossa di San Tommaso Apostolo, trafugate da Chio in Egeo dal navarca Leone Acciaiuoli al comando di tre galee, della flotta del principe Manfredi contro Genova. Nel 1259 un notaio di Bari di nome Nicola attestava la presenza delle Ossa dell’Apostolo a Chio. Fu presa anche la lapide tombale di fattura armeno-mesopotamica, proveniente da Edessa, dove si trovavano le Ossa dell’Apostolo sin dal secolo III. Nel 1566 la tomba fu profanata dai turchi, ma le reliquie non furono distrutte. Oggi le reliquie sono riposte sotto l’altare della cripta in un'urna di rame dorato con effigie realizzata nel 1612 dal pittore ortonese Tommaso Alessandrini.
[modifica] Ricognizione scientifica
Nel 1985-86 studiosi dell’Università di Chieti e della Soprintendenza alle Antichità compirono una ricognizione scientifica sulle Ossa. Nelle proposizioni riassuntive si legge: “(…) i resti scheletrici sono quelli di un longitipo con ossatura genericamente gracile, di statura 160 + - 10 cm, di età scheletrica compresa tra i 50 e i 70 anni, con caratteri sessuali secondari scheletrici di tipo maschile, affetto fra l’altro da una malattia reumatica che molto probabilmente è inquadrabile come spondilo-artrite anchilopoietica di Strumpell-Marie”. Inoltre nella relazione scientifica emerge che l’individuo esaminato “ mostra le tracce di una frattura dell’osso zigomatico marginali al taglio dimostra che non dovette trattarsi di un fendente pesante, ma soprattutto di un tagliente ben affilato, la cui azione si è limitata al taglio, piuttosto che alla spezzatura meccanica”.
Negli Atti di Tommaso il martirio dell’Apostolo viene narrati in questi termini: “[…] Quand’ebbe terminata la suddetta preghiera, disse ai soldati: Su, eseguite gli ordini di chi vi ha inviato. Quelli vennero e lo trapassarono tutt’insieme con le lance. Cadde e morì”.
[modifica] Devozione
San Tommaso Apostolo è il compatrono dell’Arcidiocesi di Lanciano-Ortona insieme alla Madonna del Ponte cui è dedicata la Cattedrale-Basilica di Lanciano. La festa liturgica è il 3 luglio e la festa patronale è la prima domenica di maggio, detta del “Perdono” per la concessione papale dell’Indulgenza Plenaria.
[modifica] Pellegrinaggi
Il 3 giugno 2005 nella Concattedrale venne ospitata per un giorno il simulacro della Madonna del Ponte Patrona dell'Arcidiocesi per l'anno Eucaristico-Mariano e dal 1° al 15 dicembre 2009 vennero ospitate e custodite la sacre spoglie di papa Celestino V in occasione dell'anno Giubilare Celestiniano.
[modifica] Galleria
[modifica] Fonti
- Tommaso uno dei dodici in Ortona - Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Ortona

