Basilica di San Pietro Apostolo (Cerignola)

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Basilica Minore di San Pietro Apostolo
Basilica Minore di San Pietro Apostolo.
Basilica Minore di San Pietro Apostolo.
Paese Italia
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Località Cerignola (FG)
Religione Cattolica
Diocesi Cerignola-Ascoli Satriano
Anno consacrazione 1934
Architetto {{{Architetto}}}
Stile architettonico gotico-romanico
Inizio costruzione 1873
Completamento 1934
Demolizione {{{Demolizione}}}
Sito web

La Basilica Minore di San Pietro Apostolo di Cerignola (meglio conosciuta come Duomo Tonti) è tra i più grandi edifici sacri dell'Italia Meridionale edificati nel XX secolo. L'edificio ha sostituito l'antica Chiesa Madre nel ruolo di Cattedrale e deve il suo nome a Paolo Tonti, il quale donò le sue ricchezze per la costruzione dello stesso.

Indice

[modifica] Storia

Iscrizione che ricorda l'elevazione a Basilica.
L'icona bizantina della Madonna di Ripalta.

Poiché la Chiesa Madre, l'ex Cattedrale, era divenuta insufficiente per la popolazione di Cerignola, nacque la necessità di progettare e costruire un nuovo edificio religioso che potesse assolvere a questo compito, soprattutto durante le funzioni religiose più importanti.

Per questo motivo nel 1820 il comune fece predisporre un progetto dal costo di 70.000 ducati a cui seguì, nel 1845, un secondo ad opera dell'architetto Francesco Saponieri. Entrambi i progetti furono bocciati per ragioni economiche. La situazione cambiò nel 1855 quando, alla sua morte, il facoltoso concittadino Paolo Tonti donò tutti i proventi derivati dalla rendita dei suoi possedimenti alla città, al fine di costruire una nuova cattedrale. Del progetto fu nuovamente incaricato l'architetto Saponieri, che ne propose uno da 190.000 ducati. Il progetto fu, ancora una volta, scartato perché troppo costoso. La redazione del progetto fu così affidata all'ingegnere Errico Alvino, ma anche quest'ultimo presentò un'opera dal costo troppo elevato per le casse cittadine. L'ingegnere napoletano propose allora un secondo progetto, approvato dal comune, ma non dalla cittadinanza a causa delle dimensioni modeste di poco superiori a quelle della Chiesa Madre. Finalmente nel 1870, dopo aver apportato alcune modifiche, l'ingegner Alvino vide approvato il suo progetto, per una previsione di spesa di 127.000 ducati. La costruzione cominciò il 29 giugno 1873, con la posa della prima pietra del nuovo edificio. Nel 1876 l'ingegner Alvino morì e l'incarico passò ad un suo allievo, l'ingegner Giuseppe Pisanti, che approntò un ulteriore progetto definitivo. Una serie di vicissitudini fecero allungare di molto i tempi di realizzazione dell'opera, tanto che la sua inaugurazione si ebbe, nonostante la costruzione non fosse ultimata, solo il 14 settembre 1934. Il tempio ereditò i titoli di cattedrale e di parrocchia di San Pietro Apostolo dall'antica Chiesa Madre. Il Duomo fu chiuso in seguito al terremoto che colpì la città il 23 novembre 1980. I successivi lavori di restauro furono avviati nel 1982 e riguardarono il consolidamento statico delle strutture, la ricostruzione della lanterna, la sostituzione del rivestimento in rame delle cupole e interventi su rifiniture interne ed esterne, organo compreso. Dal 30 settembre 1986 la chiesa è sede vescovile della diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano ed il duomo Tonti è stato innalzato a Cattedrale diocesana. Inoltre dal 22 febbraio 1999, successivamente alla richiesta avanzata dal vescovo Giovanni Battista Picchierri in data 13 aprile del 1998, la cattedrale è stata elevata a Basilica Minore intitolata a San Pietro Apostolo. Da maggio a settembre nella Cattedrale è conservata l'icona della Madonna di Ripalta, patrona principale della città.

[modifica] Architettura

[modifica] Architettura interna

Sommità della cupola

La pianta della basilica è a croce latina a tre navate, una centrale (Fig. 1), più ampia, larga 11,40 metri ed alta 27,70 ad arcate longitudinali e trasversali, e due minori laterali (Figg. 2-3) larghe 4,20 metri ed alte 17,50 metri. Ogni braccio della croce termina con una tribuna a formare così tre absidi (Figg. 4-5). Lo stile architettonico è caratterizzato da un'ossatura romanica e da elementi gotici (ad es: volte, arcate e finestre) (Fig. 6). La prima coppia di pilastri, così come le due coppie di colonne in pietra di Trani, fungono da supporto per l'ampio ripiano della cantoria (Fig. 7), dov'è posto l'organo a canne (Fig. 8). All'ingresso sono collocate due acquasantiere in marmo di Carrara (Fig. 9) che poggiano su altrettante colonne a tortiglione. Sulla destra rispetto all’ingresso principale, vi è il Battistero (Fig. 10) a forma di tempio ottagonale retto da una colonna, su cui è posto un bacino decorato, al cui vertice vi è l'effigie, in bronzo, di San Giovanni Battista (Fig. 11). In memoria del benefattore che volle la costruzione della nuova Cattedrale, sulla parete della navata minore sinistra si trova una lapide che ricopre l'urna contenente i resti di Paolo Tonti (Fig. 12). Al centro della navata centrale, sulla destra, si erge il pulpito in marmo bianco, decorato con soggetti che si rifanno al simbolismo liturgico (Fig. 13). Superata la Cattedra vescovile (Fig. 14), posta al centro della chiesa sulla sinistra, si arriva all'altare maggiore (Fig. 15) al quale si accede mediante cinque scalini. L'altare è sormontato dal baldacchino in marmo bianco di Carrara. Il paliotto dell'altare è decorato con archi retti da colonnine, e presenta sullo sfondo una grata (Fig. 16) in bronzo attraverso cui si è possibile osservare il reliquiario che contiene i resti ossei dei santi martiri: Trifone (Patrono minore della città), Agapito e Respicio. La navata principale, oltrepassato l’altare maggiore, culmina con il coro ligneo dell'800 (Fig. 17). Il prospetto principale è suddiviso da quattro risalti in tre campate corrispondenti ad altrettante navate ed altrettanti portali e rosoni superiori. Il rosone maggiore è composto da un anello di pietra calcarea intagliata e da una ghiera con sedici archetti trilobati con colonnine, che sorregono il nucleo centrale in marmo traforato, anch'esso caratterizzato da archetti lobati (Fig. 18). I due rosoni laterali presentano, invece, dodici archetti e colonnine, unite al centro in un nucleo quadrilobato. L'interno della Basilica si presenta alquanto spoglio, ma luminoso. Dalla Pasqua del 2005 tutte le finestre della chiesa sono decorate da vetrate istoriate (Fig. 19).

[modifica] Galleria

[modifica] Architettura esterna

Alla chiesa si può accedere, oltre che dai portali frontali (Figg. 20-22), anche dai lati attraverso quattro porte in prossimità del transetto (Fig. 23). Otto finestre, quattro per ciascun lato, illuminano le navate (Fig. 24). La cupola è visibile da ogni punto della città anche a distanza di diversi chilometri. La sua circonferenza interna misura 59,7 metri mentre all'esterno misura 88,6 metri. La cupola è posta su di un tamburo ottagonale (Fig. 25), che su ogni lato presenta una finestra trifora (Fig. 26). Ne consegue che anche la cupola ha come base un ottagono, e si innalza su altrettanti costoloni. La lanterna ha la forma di una piramide ottagonale ed è sormontata da una sfera su cui poggia una grande croce (Fig. 27). Durante i lavori di ristrutturazione successivi al terremoto del 1980, la sfera con la croce e tutte le coperture in rame sono state sostituite. Altri materiali utilizzati per i rivestimenti sono: la pietra di Trani o anche la pietra di Carovigno e Bisceglie oltre al marmo bianco di Carrara. La basilica risulta essere incompleta in molti suoi aspetti, manca il campanile e i sacri bronzi sono riposti in una cella campanaria, sul tetto della navata centrale. Il portale maggiore è contraddistinto solo da stipiti ed archivolti in pietra calcarea di Trani, sebbene il progetto originario del Pisanti prevedesse pilastri, edicole e nicchie, pinnacoli ed un acutissimo termine triangolare che giungeva fino al centro del grande rosone.

[modifica] Galleria

[modifica] Dimensioni

  • Larghezza esterna: 47,16 metri;
  • Lunghezza esterna (scalinata esclusa): 89,29 metri;
  • Altezza dal pavimento alla sfera di sostegno della croce: 75,75 metri;
  • Altezza della croce: 3,00 metri.

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Bibliografia

  • Gianvito Montemorra. La città di Cerignola (HTML). 2005 La lista completa delle fonti bibliografiche, utilizzate per la stesura di questa e di altre voci su Cerignola, è disponibile alla pagina Bibliografia Nuvola apps bookcase.png

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

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