Basilica di San Marco Evangelista al Campidoglio

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Coordinate: 41°53′45.59″N 12°28′53.64″E / 41.895998°N 12.481568°E41.895998; 12.481568

Basilica di San Marco Evangelista al Campidoglio
Facciata
Facciata
Stato Italia Italia
Regione Lazio Lazio
Località Roma-Stemma.pngRoma
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Titolare Marco Evangelista
Diocesi Diocesi di Roma
Stile architettonico rinascimentale, barocco
Inizio costruzione IV secolo
Completamento 1750
Sito web Sito ufficiale
Madama Lucrezia è una delle statue parlanti di Roma, ed è collocata a sinistra dell'ingresso alla basilica. In origine era forse una statua della dea Isis, il cui tempio era edificato non lontano da piazza Venezia.

San Marco Evangelista al Campidoglio (nota anche, più semplicemente, come San Marco) è una basilica di Roma, sita a piazza Venezia, di fianco a Palazzo Venezia. È la chiesa nazionale dei veneti residenti a Roma.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Dedicata a Marco evangelista, fu costruita nel 336 da papa Marco e ricostruita nell'833 da papa Gregorio IV; la basilica mostra la decorazione barocca dovuta ai restauri del secolo XVII e XVIII secolo.

Nel 336 papa Marco fece costruire una chiesa dedicata al santo evangelista di cui portava il nome in un luogo chiamato ad Pallacinas. Negli atti del sinodo di papa Simmaco del 499, la chiesa è ricordata come Titulus Marci. La chiesa fu restaurata nel 792 da papa Adriano I, ma meno di cinquant'anni dopo, nell'833, papa Gregorio IV decise di ricostruirla.

La chiesa mantenne il proprio aspetto, a meno dell'aggiunta del campanile nel 1154 e della loggia delle benedizioni in facciata, realizzata in stile rinascimentale per volere di papa Paolo II, nel 1465-1470; in questa occasione, il papa veneziano concesse la chiesa ai veneziani residenti a Roma. L'aspetto attuale della chiesa è legato al restauro iniziato nel 1654-1657 e completato poi per volere del cardinale Angelo Maria Quirini nel 1735-1750, in cui venne data l'impronta barocca che la basilica conserva ad oggi.

Arte[modifica | modifica sorgente]

Esterno[modifica | modifica sorgente]

La facciata della chiesa costituita da una loggia per le benedizioni simile a quelle che avevano anche San Pietro e San Paolo, fu costruita nel 1466: è tradizionalmente attribuita a Leon Battista Alberti, anche se la storiografia recente generalmente accetta l'attribuzione al suo seguace Francesco del Borgo[1] La loggia venne costruita e decorata con marmi sottratti al Colosseo e al Teatro di Marcello e a queste costruzioni si conforma.

Interno[modifica | modifica sorgente]

L'interno, sebbene di chiara impostazione barocca, mantiene alcuni notevoli elementi di epoche differenti, a testimonianza della millenaria storia della basilica:

  • il mosaico dell'abside, raffigurante papa Gregorio IV, con l'aureola quadrata dei viventi, che offre un modello della basilica a Gesù, alla presenza di san Marco evangelista, papa Marco e altri santi;
  • gli affreschi con San Marco Papa e San Marco Evangelista sono del pictor papalis Melozzo da Forlì;
  • il soffitto ligneo, recante incisi stemmi di papa Paolo II, è l'unico soffitto ligneo del XV secolo preservato a Roma, assieme a quello di Santa Maria Maggiore;
  • Pier Francesco Mola tra il 1651 e il 1656 partecipa alla decorazione della chiesa di San Marco con il quadro del 1655 raffigurante San Michele che scaccia Lucifero e l'affresco con Il martirio dei santi Abdon e Sennen;
  • gli altorilievi in stucco rappresentanti San Giacomo Maggiore che battezza Ermogene, San Filippo che battezza l’eunuco, la Vocazione di san Matteo, l'  Incredulità di s.Tommaso, San Giacomo Minore, San Paolo e il mago, realizzati da Carlo Monaldi su disegni di Clemente Orlandi
  • la tomba di Leonardo Pesaro (1796), opera di Antonio Canova;
  • nella terza cappella della navata destra si trova l'Adorazione dei Magi di Carlo Maratta.

Organo[modifica | modifica sorgente]

Costruito nel 1936 dalla ditta Tamburini di Crema, l'organo è situato sopra il portale d'entrata, in una imponente cassa barocca che lo divide in tre corpi: giardando dall'altare, il Positivo a destra, il Grand'Organo al centro ed il Pedale a sinistra.

A trasmissione elettropneumatica, è dotato di 2 manuali di 61 note, pedaliera di 32 e 18 registri reali, per un totale di circa 1300 canne.

Prima tastiera - Grand'Organo
Dulciana 8'
Flauto 8'
Principale 8'
Ottava 4'
Decimaquinta 2'
Ripieno 6 file
Voce umana 8'
Tromba 8'
Seconda tastiera - Positivo
Concerto viole 8'
Eufonio 8'
Gamba 8'
Bordone 8'
Flauto armonico 4'
Flauto XII 2.2/3'
Tremolo
Pedale
Bordone 16'
Contrabbasso 16'
Basso 8'
Violoncello 8'

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Christoph Luitpold Frommel, Roma, in Paolo Francesco Fiore (a cura di), Storia dell’architettura italiana. Il Quattrocento, Milano, Mondadori Electa, 1998, pp. 381-383.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Roma, collezione "L'Italia", Touring Editore, 2004, Milano.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]