Baruya

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Baruya
Luogo d'origine Papua Nuova Guinea
Lingua baruya
Religione animismo


I Baruya sono una tribù della Papua Nuova Guinea. Sono studiati dal 1967 dall'antropologo Maurice Godelier.

I Baruya sono caratterizzati da una forte disuguaglianza tra i maschi e le femmine; tutte le loro istituzioni e miti presentano la superiorità maschile, con una serie di conseguenze pratiche sul piano dei comportamenti sociali e sessuali: secondo le loro credenze, le donne discendono dagli uomini e hanno bisogno del loro seme per produrre il nutrimento necessario per il feto e poi il latte per il neonato: esse praticano quindi regolarmente ai mariti (i rapporti eterosessuali sono ammessi solo tra coniugi) la fellatio con ingoio, soprattutto durante la gestazione e l'allattamento[1]; gli uomini adulti indossano - come del resto avviene in altre culture tradizionali - un vistoso criptofallo (astuccio penico) per esibire, esaltare e al tempo stesso proteggere (celandola agli sguardi ma soprattutto all'influsso degli spiriti maligni) la loro preziosa virilità; nel corso di rituali di iniziazione all'età adulta, gli adolescenti praticano la fellatio ai giovani maschi e bevono il loro sperma (si tratta quindi di una forma di pederastia iniziatica, paragonata da alcuni a quella in uso nell'antica Grecia)[2]; esiste - come in gran parte delle altre culture tradizionali, antiche o moderne - una forte tabuizzazione del sangue mestruale, considerato "impuro".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Patriarcat Baruya (cannibales de Papouasie) : fellations pour nourrir le fœtus avec le sperme créateur. URL consultato il 4 settembre 2014.
  2. ^ New Left Review - Jack Goody: The Labyrinth of Kinship. URL consultato il 24 luglio 2007.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • La production des Grands Hommes. Pouvoir et domination masculine chez les Baruya de Nouvelle Guinée, Ed. Fayard (1982). (The Making of Great Men. Male domination and Power among the New Guinea Baruya, Cambridge University Press, 1986). Prize of the French Academy.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]