Bartolomeo Tromboncino
Bartolomeo Tromboncino (Trombonus, Tromboncin, Trombonzin, Trombencin) (Verona, 1470 – Venezia o in una località vicina, 1535) è stato un trombonista e compositore italiano. È noto soprattutto come compositore di frottole e di cantore al liuto, nello stesso tempo per aver ucciso sua moglie.
Indice |
Biografia [modifica]
I dettagli sui primi anni della sua vita sono scarsi, come per tutti i compositori dell'epoca, ma molto probabilmente passò la gioventù a Mantova così come si scoprì, da una lettera, che era nato a Verona, anche il padre Bernardino Piffaro era un musicista, virtuoso dello strumento che gli aveva dato il soprannome. Fino a circa il 1500 rimase a Mantova, nonostante facesse dei brevi viaggi alle città vicine di Ferrara, Este, Vicenza, Milano e Pavia. Egli lasciò Mantova per motivi sconosciuti nel 1495 e vi fece ritorno verso la fine dello stesso anno. Nel 1499 uccise la propria moglie scoprendola in flagranza di adulterio come il compositore Gesualdo da Venosa, principe di Venosa; a differenza di quest'ultimo, sembrerebbe invece che abbia risparmiato l'amante della moglie (le versioni sono comunque contrastanti). Fu comunque perdonato dal suo protettore, Signore di Mantova, della famiglia dei Gonzaga, presso il quale prestava servizio. Lasciò comunque nuovamente Mantova "senza permesso e per deprecabili ragioni" come cita una lettera che un membro della famiglia Gonzaga inviò ad un amico. Le sue capacità di compositore gli fecero accattivare la simpatia di Isabella d'Este, grande mecenate del'epoca. Questo incontro gli consenti di ottenere la grazia per i suoi misfatti.
Dal 1502 passò al servizio di Lucrezia Borgia a Ferrara. Qui egli compose i famosi intermedi - pezzi musicali che venivano eseguiti fra un atto e l'altro dei lavori teatrali - dando così l'avvio alla nascita dell'opera che avverrà quasi settant'anni dopo. Scrisse molta musica per l'opulenta corte di Lucrezia Borgia e per il suo matrimonio con Alfonso d'Este. Intorno al 1521 si trasferì a Venezia dove spese gli ultimi anni della sua travagliata vita.
Musica e influenze [modifica]
A dispetto della sua vita tempestosa, erratica e criminale, molte delle sue musiche sono scritte nella leggera forma della frottola, la forma che precedette il madrigale. Egli era un trombonista come evocato dal suo cognome, e spesso suonava detto strumento. Egli comunque non sembra abbia scritto musica strumentale o essa non ci è pervenuta. Scrisse anche della musica sacra: 17 laude, un mottetto e le famose Lamentazioni di Geremia.
Dal punto di vista stilistico, la sua produzione sacra è scritta secondo la tradizione del primo Cinquecento usando una non imitativa polifonia sopra un cantus firmus. Le sue frottole, costituenti la maggior parte dei suoi lavori, sono molto più varie di quelle di altri famosi compositori come Marchetto Cara, e tendono ad essere più polifoniche di quelle scritte da altri frottolisti. Questa è la strada che darà inizio alla nascita del madrigale, che vedrà la luce prima della morte del Tromboncino come dimostra la prima raccolta di questa nuova forma musicale: (per esempio Philippe Verdelot - Primo libro di Madrigali del 1533 pubblicato a Venezia).
La differenza fra le ultime frottole di Tromboncino ed i primi madrigali non sta tanto nella musica quanto nella struttura dei versi. Le liriche che Tromboncino usò nelle sue frottole erano dei più grandi poeti dell'epoca, come Francesco Petrarca ed anche un poema di Michelangelo Come haro dunque ardire che fa parte di una collezione di opere pubblicata nel 1518.
Le opere [modifica]
Frottole in musica [modifica]
Della sua produzione di conoscono 193 brani frottolistici (fra cui 17 di dubbia attribuzione). L'editore Petrucci ne pubblicò 116 composizioni, così suddivise:
- Nel Libro I (Venezia 1504), 14 brani (dei quali uno attribuibile anche a Filippo de Lurano).
- Nel Libro II (Venezia 1504), 2 brani.
- Nel Libro III (Venezia 1504), 14 brani (dei quali uno attribuibile anche a Marchetto Cara).
- Nel Libro IV (Venezia 1505), 11 brani (dei quali uno attribuibile anche a Andrea Antico da Montona).
- Nel Libro V (Venezia 1505), 15 brani.
- Nel Libro VI (Venezia 1505), 6 brani (dei quali uno attribuibile anche a Francesco d'Ana).
- Nel Libro VII (Venezia 1507), 20 brani.
- Nel Libro VIII (Venezia 1507), 11 brani (dei quali uno attribuibile anche a Marchetto Cara).
- Nel Libro IX (Venezia 1508), 10 brani (dei quali uno attribuibile anche a Marchetto Cara).
- Nel Libro XI (Fossombrone 1514), 13 brani (dei quali uno attribuibile anche a Giacomo Fogliano e un altro a Filippo de Lurano).
Musica liturgico-spirituale [modifica]
- Libro I e II Lamentationum Jeremie (Venezia 1506 ed. Ottaviano Petrucci).
- Libro Secondo (Venezia 1508); una laude in Mottetti e Canzone.
- Libro Primo (Roma 1521?); 4 Lamentationes Jeremiae a 4 voci, una Oratio e un mottetto in Lamentationum.
Bibliografia [modifica]
- Gustave Reese, Music in the Renaissance, New York, W.W. Norton & Co., 1954. (ISBN 0-393-09530-4)
- The New Grove Dictionary of Music and Musicians, ed. Stanley Sadie. 20 vol. London, Macmillan Publishers Ltd., 1980. (ISBN 1-56159-174-2)
Controllo di autorità VIAF: 51876790 LCCN: n87127779