Bartolomeo I della Scala

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Signori di Verona
della Scala
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Bartolomeo I della Scala (... – Verona, 7 marzo 1304) è stato un condottiero italiano. Bartolomeo fu signore di Verona tra il 1301 ed il 1304. Fu il figlio primogenito di Alberto I della dinastia scaligera.

Gli anni anteriori alla presa del potere[modifica | modifica sorgente]

A Bartolomeo I, che aveva assunto il capitanato già nel 1290, furono affidate dal padre Alberto due imprese belliche nel 1297 e nel 1299: la prima contro il vescovato di Trento, che minacciava gli amici di famiglia Castelbarco (i quali possedevano un territorio compreso tra Rovereto e Riva del Garda); la seconda contro Mantova, che venne occupata. Le due vittorie consolidarono ulteriormente la fedeltà dei Castelbarco e della città mantovana. Bartolomeo poté quindi fregiarsi del titolo di grande condottiero in due importanti campagne.

Il padre morì a Verona il 3 settembre 1301, e fu lui a 31 anni, come figlio primogenito, a prenderne il posto come signore della città, e sempre a lui fu dato l'affidamento dei due fratelli, Alboino e Cangrande, ancora minorenni.

Bartomoleo Signore di Verona[modifica | modifica sorgente]

Bartolomeo, nonostante avesse dimostrato doti di guerriero, preferì mantenere la pace e governare la città. Infatti il 30 settembre 1301 riuscì a concludere una pace con il vescovo di Trento. Questa pace venne cercata poiché il Signore aveva intuito che si stava creando una nuova minaccia in Lombardia: i ghibellini di Milano avevano trovato un nuovo capo, il quale voleva prendere il posto degli scaligeri come forza ghibellina del nord Italia. Matteo Visconti infatti era già stato nominato vicario imperiale, per cui poteva esserci il pericolo di attacco da nord, che con la pacificazione del confine trentino non poteva però avvenire. Conclusa quindi la pace Bartolomeo provvide immediatamente a cercare una nuova alleanza: questa fu firmata con il Signore di Piacenza il 7 settembre 1302, principale guelfo della Lombardia. Questa alleanza fu importante per velocizzare il tracollo del Visconti, che fu obbligato a lasciare Milano. In questo modo i tentativi di espansione dei Visconti fu temporaneamente fermato[1].

Il resto del tempo fu passato in pace insieme ai fratelli e ai due figli Franceschino (detto Chichino) e Bailardino (illegitimo). Nel suo ultimo anno di regno accolse Dante Alighieri, esiliato da Firenze dalla fazione nera dei guelfi. Morì giovane anche lui, il 7 marzo 1304: a succedergli non fu il figlio legittimo, ma il fratello secondogenito Alboino, evitanto così possibili contrasti in seno alla famiglia.

Discendenza[modifica | modifica sorgente]

Dalla prima moglie Costanza di Antiochia, figlia di Corrado di Antiochia conte di Celano e Alba, ebbe un solo figlio[2]:

  • Francesco (?-1332).

Dalla seconda moglie, di cui ci è giunto solo il nome, Onesta dei conti di Savoia, non ebbe alcuna prole[2].

Ebbe due figli illegittimi da amanti sconosciute[2]:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ M. Carrara, Gli Scaligeri, Varese, Dell'Oglio, 1966. p.58
  2. ^ a b c della Scala

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • M. Carrara, Gli Scaligeri, Varese, Dell'Oglio, 1966.
  • G. M. Varanini, Gli Scaligeri 1277-1387, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1988.
  • A. Castagnetti e G. M. Varanini, Il veneto nel medioevo: Dai Comuni cittadini al predominio scaligero nella Marca, Verona, Banca Popolare di Verona, 1991.
  • A. Castagnetti e G. M. Varanini, Il Veneto nel medioevo: Le signorie trecentesche, Verona, Banca Popolare di Verona, 1995.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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Alberto I della Scala 13011304 Alboino della Scala
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