Barriera di carne - La porta del corpo

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Barriera di carne - La porta del corpo
Titolo originale Nikutai no mon
Lingua originale giapponese, inglese
Paese di produzione Giappone
Anno 1964
Durata 90 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Seijun Suzuki
Soggetto Taijiro Tamura
Sceneggiatura Goro Tanada
Casa di produzione Nikkatsu
Fotografia Shigeyoshi Mine
Montaggio Akira Suzuki
Musiche Naozumi Yamamoto
Interpreti e personaggi

Barriera di carne - La porta del corpo è un film del 1964 diretto da Seijun Suzuki. È conosciuto anche con il titolo La porta del corpo.

Trama[modifica | modifica sorgente]

In un sobborgo di Tokyo, nell'immediato dopoguerra alcune prostitute creano una banda in modo da proteggersi a vicenda e tutelare i propri guadagni, ricavati frequentando per lo più yakuza e soldati americani. Un giorno, nel loro covo (un vecchio casolare decrepito) riesce a penetrare Shintaro, un ex soldato ricercato per aver ucciso un militare americano; le prostitute, tutte attratte dal carattere forte e risoluto di Shintaro, nonché dalla sua virilità, anziché denunciarlo decidono di aiutarlo e lo tengono nascosto nel loro rifugio. Maya, la più giovane del gruppo, si innamora di Shintaro e iniziano ad avere una relazione segreta, all'insaputa delle altre donne. Progettano così di fuggire insieme, ma Shintaro viene assassinato per un regolamento di conti e Maya si ritrova da sola, dopo essere stata scoperta dalle altre prostitute e cacciata dal covo.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Venne girato secondo i soliti standard della Nikkatsu, ovvero 10 giorni di pre-produzione, 25 per girare, 3 di post-produzione.

Tutte le attrici sotto contratto dalla Nikkatsu si rifiutarono di prendere parte al film, a causa delle numerose scene di nudo previste dal copione. Il casting venne così fatto su attrici provenienti da altri Studios.

Critica[modifica | modifica sorgente]

  • Suzuki cerca di riscattare la sordida materia passando da un naturalismo esasperato a invenzioni fantastiche di timbro surrealista o simbolico. Commento del dizionario Morandini che assegna al film due stelle su cinque di giudizio.[1]
  • Il dizionario Farinotti assegna al film due stelle su cinque di giudizio.[2]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il Morandini su mymovies
  2. ^ Pino Farinotti, Il Farinotti 2009, Newton Compton Editori 2008

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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