Barona (quartiere di Milano)

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Barona
Il Parco Teramo Barona
Il Parco Teramo Barona
Stato Italia Italia
Regione Lombardia Lombardia
Provincia Milano Milano
Città CoA Città di Milano.svg Milano
Circoscrizione Zona 6
Altitudine 114 m.s.l.m.
Abitanti 85 000 ab.
Nome abitanti baronesi
Patrono Santi Nazaro e Celso
Mappa di localizzazione: Milano
Barona
Barona (Milano)

Coordinate: 45°26′24.31″N 9°09′21.33″E / 45.440087°N 9.155924°E45.440087; 9.155924

La Barona è un quartiere e un'antica parrocchia di Milano posta nella zona sud-occidentale della città, appartenente alla Zona 6.[1] In precedenza borgo rurale facente parte dei Corpi Santi di Porta Ticinese, venne annesso con essi al comune di Milano nel 1873.

Il quartiere, delimitato a nord dalla circonvallazione esterna (viale Liguria e viale Cassala), è indicativamente compreso fra i due Navigli (ad est il Naviglio Pavese, ad ovest il Naviglio Grande); a sud si estende invece fino al Parco Agricolo Sud Milano.

Storia e breve descrizione[modifica | modifica sorgente]

Prima di entrare a far parte del Comune di Milano nel 1873, formava con altri quartieri il Comune dei Corpi Santi, auspicato durante il periodo del dominio austriaco per decreto di Maria Teresa d'Austria nel 1757 e attuato nel 1782 dal figlio Giuseppe II, che riunì sotto un'unica amministrazione una zona di cascine e borghi agricoli fuori dalle mura di Milano.[2] Il nome deriva proprio dalla caratteristica di essere una zona fuori dalle mura: il divieto di seppellire i defunti entro la cerchia muraria costrinse a deviare questa pratica all'esterno. Anche la sepoltura di Santi e Martiri avveniva al di fuori delle mura, da ciò deriva Corpi Santi. Si aggiunse il suffisso "di Milano" in corrispondenza della Seconda guerra d'indipendenza. La successiva annessione al Comune di Milano fu nel 1873.[3]

La Barona oggi è prevalentemente una zona residenziale, con diversi campi da football in erba e sintetico delle numerose e rinomate società sportive della zona, tra cui una prende il nome dal quartiere. Negli anni sessanta venne costruito il quartiere comunale S. Ambrogio I, con lunghi edifici curvilinei dall'architettura particolare , che avrebbe accolto circa cinquemila persone. Alla fine del decennio fu aggiunto il quartiere dello ex-IACP Sant'Ambrogio II, di analoghe dimensioni ma con una planivolumetria più rigida in linea, condizionata dal sistema costruttivo di prefabbricazione "pesante".

Oggi[modifica | modifica sorgente]

Dalla fine degli anni ottanta il quartiere ha cominciato a espandersi verso sud attorno alle vie Boffalora, De Pretis, Mazzolari, Cascina Bianca, De Finetti, Danusso.

Per la loro caratteristica sperimentale e per il loro impatto nel quartiere, degne di nota sono le esperienze Barrio's e Villaggio Barona, luoghi di aggregazione ed intervento sociale polifunzionali, e gli orti comunali di Via Danusso. All'interno dei quartiere si trovano l'Ospedale San Paolo, uno dei più importanti di Milano, e due università: lo IULM e la NABA. Sono presenti anche il Collegio di Milano e un distaccamento del polo di Medicina dell'Università Statale.

Luoghi di interesse:

  • Santuario di Santa Rita da Cascia, che all'interno custodisce 25 vetrate realizzate dall'artista Amalia Panigati tra il 1954 e il 1971.[4]
  • la Chiesa dei Santi Nazaro e Celso, presente anticamente in Barona, probabilmente fin dal secolo XIV, benché Cesare Cantù nella sua "Grande illustrazione del Lombardo-Veneto" la faccia risalire addirittura ai primi anni del Cristianesimo. La chiesa, così come i numerosi fondi agricoli e probabilmente la stessa cascina Barona, apparteneva ai monaci benedettini del Monastero di San Celso, da cui deriva il nome della chiesa stessa;
  • altre chiese di quartiere: Santa Bernardetta, San Giovanni Bono, San Gregorio Barbarigo, Santa Maria Ausiliatrice, San Silvestro;
  • la chiesa di San Marchetto: chiesa campestre detta anche San Marco alla Barona, risalente alla metà del Cinquecento;
  • il Parco Teramo Barona è un'area agricola di discrete dimensioni, in cui si conservano alcune cascine attive, altre in disuso, oltre a strade di campagna strette e tortuose adatte per le passeggiate e le gite in bicicletta. Le principali cascine sono quelle di San Marco, San Marchetto e San Marcaccio, seguite da Cascina Bassa, Cascina Bazzana Superiore, Cascina di Mezzo, Cascina Corio, Mulino Doppio, Cascina Colomberotto, Cascina Battivacco, Cascina Carliona, Cascina Cantalupa, e Mulino della Pace.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Alcune curiosità:

  • Il film Senza filtro, del 2001, è ambientato in questo quartiere.
  • Nel 2003 è stato prodotto un film indipendente, Fame chimica, con l'intento di raccontare le problematiche della vita giovanile nella periferia milanese. I protagonisti abitano nel quartiere Barona e frequentano la piazza Jurij Gagarin, sebbene nella realtà la piazza non esista e le riprese siano state realizzate in piazza Luigi Capuana a Quarto Oggiaro[5].
  • Nel marzo 2008 viene girato in questo quartiere il videoclip del singolo Badabum Cha Cha di Marracash, rapper cresciuto in questa stessa zona[6].
  • Probabilmente il film più significativo girato negli anni sessanta è "I Girasoli", con protagonisti Sofia Loren e Marcello Mastroianni. Alcune scene sono state girate all'interno di un appartamento del quartiere S. Ambrogio I e attorno alla chiesa a forma di tenda di San Giovanni Bono.
  • Nel 2012 viene girato in questo quartiere il video clip del singolo "Ragazzo Della Piazza" dei Club Dogo feat Ensi.
  • La gag di Patrick e Alexio de I soliti idioti è ambientata in una delle piazze del quartiere.

Trasporti pubblici[modifica | modifica sorgente]

Nei pressi della stazione MM2 - linea verde Famagosta è presente un grande parcheggio di interscambio gestito da ATM.

Persone legate a Barona[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Parrocchia dei Santi martiri Nazaro e Celso alla Barona
  2. ^ Il comune dei “Corpi Santi” « Vecchia Milano
  3. ^ R.D. 8 giugno 1873, n. 1413
  4. ^ A. Coccia, Arte contemporanea nelle nostre chiese, in “L’Italia”, 29 maggio 1965
  5. ^ «Fame chimica», da cortometraggio a film da Vivimilano
  6. ^ Videoclip di Badabum Cha Cha da Youtube

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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