Barile (PZ)

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Barile
Panorama di Barile (PZ)
Barile (PZ) - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Basilicata
Provincia: stemma Potenza
Coordinate: 40°57′0″N 15°40′0″E / 40.95, 15.66667Coordinate: 40°57′0″N 15°40′0″E / 40.95, 15.66667
Altitudine: 620 m s.l.m.
Superficie: 24 km²
Abitanti:
3.077 ISTAT 31-12-06
Densità: 128 ab./km²
Comuni contigui: Ginestra, Melfi, Rapolla, Rionero in Vulture, Ripacandida, Venosa
CAP: 85022
Pref. telefonico: 0972
Codice ISTAT: 076011
Codice catasto: A666 
Class. sismica: zona 1 (sismicità elevata-catastrofica)
Nome abitanti: barilesi (in albanese: barliotë) 
Santo patrono: Madonna Di Costantinopoli 
Giorno festivo: 9 maggio 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Barile (Barilë in lingua albanese), è un comune di circa 3.000 abitanti della provincia di Potenza. È uno dei paesi di origine albanese della Basilicata, che conserva ancora tradizioni etniche e linguistiche di tipo arbëreshë. Inoltre è parte integrante dell'Associazione Nazionale Città dell'Olio e dell'Associazione Nazionale Città del Vino.

Indice

[modifica] Storia

Non si conosce con esattezza l’origine del nome del comune. Alcuni ritengono che derivi da Barrale o Barelium, termine che indicava i dazi sui greggi. Altri credono che venga dai barili di legno, usati per conservare il famoso vino coltivato nella zona (Aglianico del Vulture). A dimostrazione di ciò è il suo stemma, che illustra un barile fra due alberi d’abete e un grappolo d’uva. La zona di Barile fu popolata in tempi antichi da una colonia di greci, che però abbandonò in seguito il luogo.

Il casale di Barile esisteva al tempo di Roberto d'Angiò, all’inizio del XIV secolo, com’è testimoniato da un documento del 1332 che parla dei due casali di Barile e di Rionero in Vulture. Il vescovo di Rapolla decise di far popolare Barile da gente straniera al Regno, avendo come privilegio l'esenzione dei tributi fiscali per un decennio. Il casale crebbe dal XIV al XVII secolo a seguito dell'immigrazione di quattro colonie di greci e albanesi, che portarono con sè i loro usi ed il culto religioso, costruendo chiese dove si sistemavano. La prima colonia greco-albanese, detta degli "Schipetari", arrivò nella zona probabilmente nel 1477 e fu soprannominata dalle popolazioni locali colonia di Clefiti o ladri.

La seconda colonia, definita dei "Coronei" perché provenienti da Corone, arrivò intorno al 1534, dato che la loro città di origine fu abbandonata a seguito di una pestilenza. La seconda ondata di profughi si stanziò sulla stessa collina scelta dagli "Schipetari". La terza colonia giunse nel 1597 ed era composta da, approssimativamente, trenta famiglie di Coronei provenienti da Melfi, stanziatisi a Barile dopo numerose ostilità con la popolazione melfitana, mentre la quarta ed ultima colonia arrivò all'incirca nel 1675, quella dei "Mainotti", così chiamata perché provenienti da Laconia e da Maina, l’antica Leuctra. Furono chiamati anche "Camiciotti", per via della camicia nera che indossavano.

Nel 1861 il paese divenne parte integrante del brigantaggio lucano, avendo come personaggi di spicco Michele Volonnino,Caporal Teodoro e Michele Barbaro, uomini fedeli a Carmine Crocco che si opposero al governo sabaudo di Vittorio Emanuele II che si era da poco insediato. Il 23 luglio 1930, Barile (come tutta l'area del Vulture) venne danneggiata da un forte terremoto (terremoto del Vulture), che colpì le province di Avellino e Potenza. Nel 1964, Pier Paolo Pasolini girò alcune scene del film Il Vangelo secondo Matteo a Barile, selezionando alcune comparse tra la popolazione locale.

[modifica] Monumenti

[modifica] Architetture religiose

[modifica] Chiesa della Madonna di Costantinopoli

Chiesa della Madonna di Costantinopoli

La chiesa della Madonna di Costantinopoli (protettrice di Barile) fu probabilmente costruita nella metà del XXVII secolo. Secondo la tradizione, la Madonna indicò ad un contadino mentre sognava il luogo dove scavando avrebbe trovato dipinto sul tufo la sua immagine. L'edificio conserva un affresco murale della Madonna, in stile bizantino del XIV secolo. Alla protettrice della città è dedicata anche la Chiesa Madre, ove si trova invece un dipinto bizantino del XV secolo, che rappresenta la Madonna di Costantinopoli ed una tela del XVII secolo, raffigurante la Madonna trafitta da sette stilette.

[modifica] Chiesa di Sant'Attanasio e San Rocco

Chiesa di Sant'Attanasio e San Rocco

La chiesa di Sant'Attanasio e San Rocco fu costruita probabilmente nel 1640, come risulta dal quadro addosso alla volta soprastante la volta maggiore. Fu costruita sotto la vigilanza del signor Raffaele Daniele, il più anziano della Confraternita. I terremoti del 1931 e del 1980 procurarono ulteriori danni alla struttura, più volte restaurata. All'interno della chiesa si conservano quattro dipinti del 1640 di scuola napoletana. Una tela di scuola napoletana, raffigurante la Madonna del Carmine, realizzata sul finire del '700 è conservata nella chiesa dell’ex convento dei carmelitani di Santa Maria del Carmine.

[modifica] Chiesa di San Nicola

Fontana dello Steccato

Nella chiesa di San Nicola è custodita una tela, raffigurante l'annunciazione, del 1464 ed un altro dipinto del pittore Girolamo Bresciano del '600. Nella piazza della città si trova la fontana dello Steccato, costruita nel 1713 e raffigurante tre teste con figure apotropaiche che, secondo la stessa etimologia, dovevano tenere lontane dalla fontana influenze magiche e maligne. Nella parte superiore è visibile uno stemma ove è scolpita la Madonna di Costantinopoli con il Bambinello.

[modifica] Architetture civili

  • Palazzo De Rosa'
  • Palazzo Caracciolo

[modifica] Altro

Le "Seshe"

[modifica] Seshe

Nella parte periferica si trovano le cosiddette Seshe, grotte scavate nel tufo realizzate dai primi immigrati albanesi, al giorno d'oggi usate per conservare il vino Aglianico. Le Seshe sono visibili nel film di Pier Paolo Pasolini, Il Vangelo secondo Matteo (1964), dato che il regista decise di riprendere alcuni esterni della pellicola a Barile.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Manifestazioni

  • 19 marzo - Festa di San Giuseppe
  • Venerdì Santo - Via Crucis con personaggi viventi.
  • 13 giugno - Festa Patronale della Madonna di Costantinopoli
  • 13 giugno - Festa di Sant'Antonio nella Parrocchia di San Nicola Vescovo.
  • 15 giugno - Benedizione del pane e degli animali domestici davanti alla Chiesa dei SS. Attanasio e Rocco
  • 24 giugno- Battesimo delle bambole
  • 29 giugno - Festa in onore di S. Pietro e Paolo (R. Stazione)
  • 16 luglio - Festa in onore della Madonna del Carmine (R. Convento)
  • 15/16 agosto - Festa dell'Assunta e di S. Rocco
  • 17, 18, 19 agosto - Cantinando
  • 24 dicembre - Presepe vivente

[modifica] Prodotti tipici

Barile è rinomata per la produzione dell'Aglianico del Vulture, vino molto pregiato e conosciuto a livello nazionale, prodotto in quasi tutta l'area del Vulture. Il comune ha ospitato due sagre dedicate a questo vino: l'Aglianica, legata alla degustazione di questo vino e di altri prodotti tipici locali e il Cantinando, che si svolge nelle Seshe e ove vengono esposti Aglianico e prodotti tipici, il tutto accompagnato da musiche popolari del posto. Altro prodotto da menzionare è l'olio (Olio del Vulture) che ha ottenuto il riconoscimento DOP nel 2005. Tipici della zona sono anche i funghi tartufati sott’olio e le castagne del Vulture.

[modifica] Sport

Il calcio, sport principale del comune, è rappresentato dall'associazione "U.S. Barile", fondata nel 1982, che ha militato in promozione nel 1994. L'"U.S. Barile" entrerà a far parte del gruppo "I Ragazzi del Toro", dove vengono associate tutte le scuole affiliate alla società sportiva Torino Calcio.

[modifica] Personalità legate a Barile

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Francesco Botte (centrosinistra) dal 14/06/2004
Centralino del comune: 0972 648111
Posta elettronica: protocollo@comune.barile.pz.it

[modifica] Bibliografia

  • AA. VV, Basilicata Atlante Turistico, Istituto Geografico De Agostini, 2006 .
  • Nicola Fuccilo, Barile nella storia dei suoi documenti , Litostampa Ottaviano, 1981 .

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali