Barda Sclero

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Barda Sclero si proclama imperatore, in una miniatura di Giovanni Skylitzes.

Barda Sclero (... – 2 aprile ...) è stato un generale bizantino del X secolo.

Non si hanno notizie attendibili sulle date di nascita e morte. Sclero fu promosso ufficiale in giovane età, ebbe una carriera militare brillante e divenne generale supremo delle forze bizantine in oriente.

La prima proclamazione a Basileus[modifica | modifica wikitesto]

La battaglia tra gli eserciti di Barda Sclero e di Barda Foca il Giovane.

Nel 977 Barda Sclero venne nominato Basileus dalle sue truppe, e, nell'autunno dello stesso anno, ottenne due vittorie importanti, grazie all'appoggio della flotta bizantina meridionale. A pochi mesi dalla sua proclamazione Sclero conquistò Nicea, ed iniziò ad attaccare via mare la capitale Costantinopoli; in quel momento aveva sotto controllo tutta la parte orientale dell'impero bizantino. Le battaglie marittime furono vinte da Basilio II Bulgaroctono, in quanto la marina del Corno d'oro, meglio equipaggiata, era ancora fedele all'Imperatore. Visto che ormai Basilio II Bulgaroctono dominava il mare, l'esercito imperiale, sotto il comando di Barda Foca, reclutati molti uomini da Cesarea e dalla Cappadocia, attaccò Sclero sfondando nei suoi territori. La guerra civile si protrasse per altri due anni e mezzo, fino alla primavera del 979, quando si combatté la battaglia finale. Barda Foca, vedendo che la battaglia stava avendo esito negativo, spronò il suo cavallo, fino a raggiungere Bardas Sclero, e lo sfidò a duello. Sclero accettò con grande coraggio, in quanto Foca era un uomo talmente grosso da essere descritto nelle cronache come un gigante. Sclero fu ferito in volto da Foca, ma riuscì a fuggire, e si andò a rifugiare dal califfo di Baghdad.

La seconda proclamazione a Basileus[modifica | modifica wikitesto]

Il califfo di Baghdad voleva usare Sclero nel momento di maggiore debolezza dell'impero, per impadronirsene ed assoggettarlo al dominio arabo. L'occasione si presentò nel 986, quando Sclero venne a conoscenza della sconfitta di Basilio II Bulgaroctono contro i Bulgari. Equipaggiato con uomini e mezzi dal califfo di Baghdad, Sclero si autoproclamò Basileus, ma, giunto in Anatolia, capì subito che i nobili non l'avrebbero appoggiato, in quanto fedeli a Barda Foca. Lo stesso Foca, che a quel punto era diventato estremamente popolare, si proclamò Basileus, e propose a Sclero di unire le forze e dividersi l'impero. Bardas Sclero accettò; Barda Foca non aveva alcuna intenzione, però, di mantenere le promesse fatte. Appena Sclero ebbe abbassato la guardia Foca lo fece imprigionare: ebbe così sotto il suo comando anche le truppe di Sclero, che rimanevano fedeli al califfo, il quale era interessato soltanto al logoramento degli eserciti imperiali.

La fine della rivolta[modifica | modifica wikitesto]

Barda Foca morì in battaglia, ed il suo esercito fu sconfitto da Basilio II; nel frattempo Sclero era riuscito a fuggire dalla sua prigionia, ma, vecchio e stanco, era ormai innocuo, ed accettò le condizioni di pace dell' imperatore. Dopo il trattato di pace Basilio II Bulgaroctono utilizzò Sclero come consigliere, per trovare il modo di fermare eventuali nuove rivolte dei nobili. Sclero propose di introdurre enormi tasse e di perseguitarli, anche ingiustamente. In questo modo, troppo occupati nel riuscire a sopravvivere, non avrebbero avuto più tempo per nuove trame ambiziose. Basilio II Bulgaroctono non dimenticherà mai quel consiglio lungo tutto il suo regno.

Bardas Sclero morì anziano e rispettato alla corte dell' imperatore.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alain Ducellier e Michel Kaplan, Bisanzio
  • R. Lilie, Bisanzio la seconda Roma, Newton & Compton, Roma, 2005, ISBN 88-541-0286-5

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