Barbiano (Cotignola)
| Barbiano frazione |
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La chiesa sotto la neve, al tramonto |
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| Dati amministrativi | |||||
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| Territorio | |||||
| Coordinate | 44°23′0″N 11°52′0″E / 44.38333°N 11.86667°ECoordinate: 44°23′0″N 11°52′0″E / 44.38333°N 11.86667°E | ||||
| Altitudine | + 18 m s.l.m. | ||||
| Abitanti | 1 660 (2009) | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 48010 | ||||
| Prefisso | 0545 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Nome abitanti | barbianesi | ||||
| Patrono | S. Stefano | ||||
| Giorno festivo | 26 dicembre | ||||
| Localizzazione | |||||
Barbiano (Barbiân in dialetto romagnolo) è una frazione del comune di Cotignola, in provincia di Ravenna. Il piccolo borgo, che oggi conta circa due migliaia di abitanti, è ricordato soprattutto per aver dato i natali al grande condottiero di ventura Alberico da Barbiano.
Indice |
[modifica] Geografia
Barbiano è situato lungo la strada provinciale che collega Lugo con Faenza. È attraversato, inoltre, dalla linea ferroviaria Castel Bolognese-Ravenna.
[modifica] Storia
[modifica] Toponimo
Il toponimo deriva dalla pieve, risalente all'Alto Medioevo, di Sancti Stephani in Barbiano. Alcuni storici fanno risalire il nome "Barbiano" alla "gens Balbia", nota famiglia romana che abitò nella zona.
[modifica] Medioevo
L'insediamento di Barbiano sorse attorno all'antica pieve di S. Stefano. Le prime notizie certe sulla pieve risalgono in data 8 luglio 993, ma, secondo un documento dell'826, la pieve barbianese sarebbe stata donata da Eugenio II, signore dell'esarcato di Ravenna, a Everardo, figlio di Desiderio, ultimo re Longobardo, su consiglio di Ludovico il Pio, ultimogenito di Carlo Magno. Con questa donazione, Everardo ricevette anche il titolo di Conte di Cunio (località situata 3–4 km ad est di Barbiano ed oggi non più esistente) e di Lugo. La pieve aveva giurisdizione spirituale su un vasto territorio, comprendente anche Lugo (che all'epoca non possedeva una fonte battesimale) [1].
Il medioevo di Barbiano è legato indissolubilmente alla figura di Alberico da Barbiano e alla famiglia dei Conti di Cunio, i da Barbiano, i quali resero il piccolo borgo un castello fortificato che in breve tempo divenne il più importante della zona e preda di numerose famiglie potenti dell'epoca; un primo castello era stato costruito nell'860 da Rainero I, nipote di Everardo, quando questi ne era divenuto signore. Il castello fu poi abbattuto, dopo vani tentativi, solo il 16 maggio 1409, ad un mese dalla morte del capitano di ventura Alberico da Barbiano, dalle truppe di Lodovico da Barbiano, suo ribelle figlio, schierato assieme alle truppe del card. Baldassarre Cossa.
[modifica] Età Moderna
Per tutto il XV secolo il controllo della zona fu degli Sforza, mentre dal 1500 in poi il territorio passò sotto il dominio estense, fino al 1598, anno nel quale Barbiano ritornò allo Stato Pontificio.
Durante il periodo napoleonico, nei pressi di Barbiano, dinanzi al palazzo dei conti Bolis, fu teso dai lughesi un agguato alle truppe napoleoniche intervenute per sedare la rivolta di Lugo. Vi presero parte anche i contadini di Barbiano, ottenendo una facile vittoria che fu preludio, pochi giorni dopo, di una dura rappresaglia francese sfociata nella razzia dell'abitato barbianese e lughese (30 giugno - 8 luglio 1796).
Questo piccolo paese tuttavia non diede i natali solo a condottieri, ma anche ad alcuni personaggi che, lusingati di poter vivere senza troppo faticare, imboccarono la via del crimine. Negli anni Quaranta del XIX secolo, all'epoca del famoso bandito Stefano Pelloni detto "il Passatore", due elementi, Pietro Tasselli detto "Pierone o Giazzolo", e Andrea Montanari prete-bandito, ambedue forse ispiratori della visita nella locale canonica del Passatore, si aggregarono al suo gruppo.
| « «Sull'imbrunire della sera dell'11 giugno 1849 taluni masnadieri invasero la canonica di Barbiano. Allo strepito di coloro, spaventatosi quell'arciprete D. Matteo Zuffi, si chiuse nella propria camera, suonando la campana a stormo. Nondimeno i malandrini violentati diversi mobili, ne involarono denaro ed effetti per un complessivo valore di scudi 180, quindi partirono non senza aver ferito Giuseppe Zuffi, padre del prefato arciprete.» » | |
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(da "Atti del governo delle Romagne, 1860)
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Il territorio di Barbiano, come tutta la Romagna, fece parte dello Stato della Chiesa fino all'Unità d'Italia.
[modifica] XX secolo
Durante la Seconda guerra mondiale, l'avanzata degli eserciti alleati (USA e Impero britannico) si arrestò lungo il Senio (inverno 1944-aprile 1945) [2]. Barbiano venne liberata dal 24º Battaglione di fanteria della Seconda Divisione Neozelandese, nella notte fra il 9-10 aprile 1945.
Nel secondo dopoguerra sono stati attivati molti servizi per la cittadinanza, come la stazione ferroviaria. Oggi nella frazione sono presenti una scuola materna, una scuola elementare e servizi primari come una banca, un ufficio postale, una farmacia, ecc. A Barbiano ha inoltre sede uno stabilimento della Conserve Italia.
[modifica] Monumenti
[modifica] Pieve di Santo Stefano
Edificata nell'Alto Medioevo con il nome di Sancti Stephani in Barbiano, ha dato il nome al centro abitato. La costruzione, di stile romanico, fu edificata sulle fondamenta di un'altra chiesa, esistente fin dal 900.[3].
Il più antico documento scritto sul quale compariva era un'iscrizione su pietra datata 1447, conservata nella casa parrocchiale fino alla Seconda guerra mondiale, ed oggi andata perduta.
Fu risparmiata da Lodovico da Barbiano, quando egli distrusse il castello nel 1409, e sfuggì anche ai bombardamenti della seconda guerra mondiale[4].
La pieve è stata inserita nell'elenco degli edifici monumentali della Provincia di Ravenna dal Ministero della Pubblica Istruzione.
[modifica] Collegiata
La collegiata, dedicata a S. Stefano fu costruita nel 1784 su disegno dell'architetto imolese Cosimo Morelli.
È stata ricostruita fedelmente, assieme al campanile (che con i suoi 60 metri è uno dei più alti della zona), dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale.
[modifica] Barbiano nella letteratura
I da Barbiano, signori di Barbiano durante il periodo medievale sino all'arrivo del papato, sono citati nel Canto XIV del Purgatorio, nella cornice degli invidiosi.
[modifica] Eventi e ricorrenze
[modifica] Il Palio
L'ultimo fine settimana di Maggio si svolge in onore del grande condottiero il Palio di Alberico, nel quale i quattro rioni della frazione (Rose, Ballardini, Alberico e Quercia) si sfidano in una torneo di tiro alla fune per vincere il premio rappresentato da una riproduzione del suo elmo e del vessillo donatogli dal papa.
Altre feste che si svolgono nel borgo sono:
- La Festa de l'Unità.
- La Festa della Madonna, il primo fine settimana di settembre.
[modifica] Personalità legate a Barbiano
- Alberico da Barbiano (1349 - 1409)
- Giovanni da Barbiano († 1399)
- Beato Mariano Biondi (ca. 1410 - 1495)
[modifica] Galleria
[modifica] Note
- ^ Solo nel 1315 fu concesso alle chiese di Lugo di avere un proprio battistero.
- ^ http://www.nelseniodellamemoria.it/pagina.asp?S=7&P=25 Durante quei mesi si avvicendarono, in quel breve tratto strategico, soldati canadesi, polacchi, indiani, nepalesi, inglesi, neozelandesi, sudafricani e italiani da una parte; tedeschi, austriaci, turkmeni e italiani della R.S.I dall’altra.
- ^ Cotignola. Presentazione. URL consultato il 28 giugno 2011.
- ^ La pieve venne risparmiata dalle granate che distrussero, però, la collegiata magggiore e il campanile
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