Barbera d'Asti
| Barbera d'Asti | |
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| Tipo | DOCG |
| Istituito con decreto del | 30/11/11 |
| Gazzetta Ufficiale del | |
| Resa (uva/ettaro) | 9,0 t |
| Resa massima dell'uva | 70% |
| Titolo alcolometrico naturale minimo dell'uva | 12,0% |
| Titolo alcolometrico minimo del vino | 12,0% |
| Estratto secco netto minimo | 24,0 g/l |
| Vitigni con cui è consentito produrlo | |
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| fonte: Ministero delle politiche agricole | |
Barbera d'Asti è un vino a DOCG[1]
Indice |
[modifica] Zona di produzione
Comuni di Agliano Terme, Albugnano, Antignano, Aramengo, Asti, Azzano d'Asti, Baldichieri, Belveglio, Berzano di San Pietro, Bruno, Bubbio, Buttigliera d'Asti, Calamandrana, Calliano, Calosso, Camerano Casasco, Canelli, Cantarana, Capriglio, Casorzo, Cassinasco, Castagnole Lanze, Castagnole Monferrato, Castel Boglione, Castell'Alfero, Castellero, Castelletto Molina, Castello d'Annone, Castelnuovo Belbo, Castelnuovo Calcea, Castelnuovo Don Bosco, Castel Rocchero, Celle Enomondo, Cerreto d'Asti, Cerro Tanaro, Cessole, Chiusano d'Asti, Cinaglio, Cisterna d'Asti, Coazzolo, Cocconato, Corsione, Cortandone, Cortanze, Cortazzone, Cortiglione, Cossombrato, Costigliole d'Asti, Cunico, Dusino San Michele, Ferrere, Fontanile, Frinco, Grana, Grazzano Badoglio, Incisa Scapaccino, Isola d'Asti, Loazzolo, Maranzana, Maretto, Moasca, Mombaldone, Mombaruzzo, Mombercelli, Monale, Monastero Bormida, Moncalvo, Moncucco Torinese, Mongardino, Montabone, Montafia, Montaldo Scarampi, Montechiaro d'Asti, Montegrosso d'Asti, Montemagno, Montiglio Monferrato, Moransengo, Nizza Monferrato, Olmo Gentile, Passerano Marmorito, Penango, Piea, Pino d'Asti, Piovà Massaia, Portacomaro, Quaranti, Refrancore, Revigliasco d'Asti, Roatto, Robella, Rocca d'Arazzo, Roccaverano, Rocchetta Palafea, Rocchetta Tanaro, San Damiano d'Asti, San Giorgio Scarampi, San Martino Alfieri, San Marzano Oliveto, San Paolo Solbrito, Scurzolengo, Serole, Sessame, Settime, Soglio, Tigliole, Tonco, Tonengo, Vaglio Serra, Valfenera, Vesime, Viale d'Asti, Viarigi, Vigliano, Villafranca d'Asti, Villa San Secondo, Vinchio in Provincia di Asti e
Acqui, Alfiano Natta, Alice Bel Colle, Altavilla Monferrato, Bergamasco, Bistagno, Borgoratto Alessandrino, Camagna Monferrato, Camino, Carentino, Casale Monferrato, Cassine, Castelletto Merli, Cellamonte, Cereseto, Cerrina, Coniolo, Conzano, Cuccaro Monferrato, Frascaro, Frassinello Monferrato, Fubine, Gabiano, Gamalero, Lu Monferrato, Mirabello Monferrato, Mombello Monferrato, Moncestino, Murisengo, Occimiano, Odalengo Grande, Odalengo Piccolo, Olivola, Ottiglio, Ozzano Monferrato, Pontestura, Ponzano Monferrato, Ricaldone, Rosignano Monferrato, Sala Monferrato, San Giorgio Monferrato, San Salvatore Monferrato, Serralunga di Crea, Solonghello, Strevi, Terruggia, Terzo, Treville, Vignale, Villadeati, Villamiroglio in Provincia di Alessandria
[modifica] Vitigni con cui è consentito produrlo
- Barbera minimo 90%;
- Altri vitigni a bacca nera, non aromatici, idonei alla coltivazione nella Regione Piemonte: massimo 10%.
[modifica] Tecniche di produzione
I terreni da destinarsi alla coltivazione del Barbera devono presentare le seguenti caratteristiche:
- Granmulometria: argillosi, limosi, sabbiosi e calcarei, nelle loro combinazioni;
- Giacitura: esclusivamente collinare altitudine: non superiore a 650 metri s.l.m. con esclusione dei terreni di fondovalle, umidi o non sufficientemente soleggiati;
Per i nuovi impianti e i reimpianti la densità non può essere inferiore a 4 000 ceppi/ha.
Le forme di allevamento consentite sono il Guyot tradizionale ed il cordone speronato.
È vietata ogni pratica di forzatura.
Richiede un invecchiamento di almeno 4 mesi a decorrere dal 1º novembre dell'anno di produzione delle uve.
Tutte le operazioni di appassimento delle uve, vinificazione, invecchiamento e imbottigliamento, debbono essere effettuate nella zona DOCG.
[modifica] Caratteristiche organolettiche
- colore: rosso rubino tendente al rosso granato con l'invecchiamento;
- odore: intenso e caratteristico, tendente all'etereo con l'invecchiamento;
- sapore: asciutto tranquillo, di corpo, con adeguato invecchiamento più armonico, gradevole, di gusto pieno;
[modifica] Informazioni sulla zona geografica
L'area di produzione comprende la Provincia di Asti e parte della provincia di Alessandria. Si tratta di un sistema collinare poco elevato, compreso per lo più tra i 150 e i 400 metri di altitudine, caratterizzato da clima temperato o temperato-caldo (circa 1800 gradi giorno), poco ventoso e con una piovosità annuale media intorno ai 700 millimetri.[1]
[modifica] Cenni storici
Una prima traccia della Barbera si riscontra in uno scritto del XVII secolo conservato nel municipio di Nizza Monferrato. Nel 1798, entra ufficialmente nell'elenco dei vitigni piemontesi quando viene redatta la prima Ampelografia dal conte Nuvolone della Società Agraria di Torino.
Nella "Ampelografia della Provincia di Alessandria" di Leardi e Demaria, del 1873 (ricordando che detta provincia allora comprendeva tutta la provincia di Asti), si legge a proposito del Barbera: "È vitigno conosciutissimo ed una delle basi principali dei vini dell' Astigiano e del basso Monferrato, dove è indigeno e da lunghissimo tempo coltivato". [1]
Si diffonde rapidamente nell'Ottocento e nel Novecento e oggi è considerato il principale vitigno a bacca nera del Piemonte. Dai toni rustici, celebrato da poeti di valore, quali il Carducci e il Pascoli, ora il vino Barbera fin dai primi anni di vita viene affinato sapientemente nei piccoli legni di rovere, ammorbidendo il gusto
Precedentemente all'attuale disciplinare questo vino era stata riconosciuto DOC con DPR 09.01.1970 (G.U. 73 - 23.03.1970), il riconoscimento DOCG è avvenuto con DM 08.07.2008 (G.U. 169 - 21.07.2008), una prima modifica con DM 17.09.2010 (G.U. 236 - 08.10.2010) ed ulteriore modifica con DM 30.11.2011 (Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf Sezione Qualità e Sicurezza - Vini DOP e IGP)
Il disciplinare di cui al DM 08.07.2008 (G.U. 169 - 21.07.2008) prevedeva:
- resa_uva: 90 q
- resa_vino: 70,0%
- titolo_uva: 11,5%
- titolo_vino: 12,0%
- estratto_secco: 23,0‰
- vitigno: Barbera 85.0% - 100.0% -
- colore: rosso rubino tendente al rosso granato con l'invecchiamento.
- odore: vinoso con profumo caratteristico, tendente all'etereo con l'invecchiamento.
- sapore: asciutto, tranquillo, di corpo, con adeguato invecchiamento più armonico, gradevole, di gusto pieno.
- che la "barbera d'Asti" doveva vinificare sino alla data del 1º marzo successivo all'annata di produzione delle uve e raggiungere un grado alcolico di 11,5°.
- e che qualora il vino fosse immesso al consumo con un titolo alcolometrico volumico totale minimo di 12,5 % dopo un periodo di invecchiamento obbligatorio non inferiore a un anno, a decorrere dal 1º gennaio dell'anno successivo alla vendemmia, di cui almeno 6 mesi in botti di legno di rovere o di castagno, poteva portare in etichetta la qualificazione di "superiore"
Dal 2000, poi, è possibile produrre Barbera d'Asti superiore con menzione di sottozona in etichetta:
- Barbera d'Asti superiore Nizza
- Barbera d'Asti superiore Tinella
- Barbera d'Asti superiore Colli Astiani o Barbera d'Asti superiore Astiano
[modifica] Abbinamenti consigliati
L'acino è di un bel colore blu intenso, con polpa molto succosa e acidula, buccia vellutata e consistente, con grappolo piramidale molto compatto.
È un vitigno duttile, dal quale si ottengono vini novelli ai grandi vini da invecchiamento. Il vino è di colore rosso porpora, tendente al granato con l'invecchiamento.
Di profumo intenso e fruttato, (note di prugna e di ciliegia matura, mora e lampone), se bevuto giovane ha gusto asciutto, con una buona acidità, gradevolmente fresco, floreale e fragrante adatto a tutto pasto. Il tipo vivace è adatto ad un consumo più immediato, va servito a 15º e abbinato a primi saporiti e salumi.
Il tipo fermo, servito a 16 - 18º va bene con grigliate di carni bianche e rosse, stufati, arrosti e pollame.
[modifica] Produzione
Provincia, stagione, volume in ettolitri
- Asti 1990/91 146077,94
- Asti 1991/92 136363,22
- Asti 1992/93 103552,35
- Asti 1993/94 107756,48
- Asti 1994/95 94984,54
- Asti 1995/96 112128,00
- Asti 1996/97 126205,05
- Alessandria 1990/91 23066,91
- Alessandria 1991/92 22289,91
- Alessandria 1992/93 18102,62
- Alessandria 1993/94 18801,94
- Alessandria 1994/95 21945,43
- Alessandria 1995/96 26121,20
- Alessandria 1996/97 25644,25
- fonte: Ministero politiche agricole