Barbelognostici
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I Barbelognostici erano una setta gnostica che credeva nel principio femminile supremo chiamato Barbelos.
Questa setta fu descritta da Sant'Ireneo di Lione nel suo Adversos Haereses. Ireneo poté descrivere minuziosamente il sistema barbelognostico perché era venuto in contatto con la setta sia di persona che attraverso il loro testo di riferimento, un Vangelo di Maria, noto anche come "Apocrifo di Giovanni", recentemente (1945) rinvenuto a Nag Hammadi.
Barbelos, Eone della saggezza, fu la prima emanazione del Dio sconosciuto e inconoscibile, il Primo Padre. Da lei furono emanati Ennoia, il primo pensiero, ed il Demiurgo, il creatore del mondo. Il Demiurgo, però, rubò la Luce di Barbelos ed ella, per recuperare ciò che aveva perduto, cercò di sedurre gli altri Eoni per sottrarre la loro Luce. Secondo altre sette gnostiche, la figura di Barbelos corrisponde a quella di Sophia.
Rifacendosi a questa ricerca continua della luce ed alla seduzione operata da Barbelos nei confronti degli altri Eoni, i Barbelognostici, al pari dei Fibioniti, credendo in questo modo di produrre energia vitale per l'universo, raccoglievano lo sperma prodotto negli atti sessuali.
Poiché nei codici di Nag Hammadi il nome di Barbelos compare sia in testi che si riferiscono alla tradizione cristiana dello Spirito Santo (Protennoia trimorfica) che in testi prettamente pagani (Zostrianos), risulta difficile stabilire se i barbelognostici fossero una setta gnostica cristiana o si fossero sviluppati in un'altra direzione.
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