Barbara Ann

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Barbara Ann
Artista The Regents
Tipo album Singolo
Pubblicazione 1961
Durata 5 min : 42 s
Genere Pop
Formati Disco in vinile

Barbara Ann è il titolo di un brano musicale scritto da Fred Fassert, originariamente pubblicato dal gruppo statunitense dei The Regents nel 1961, ma portato al successo quattro anni dopo dal ben più conosciuto gruppo dei The Beach Boys. Questi pubblicarono il singolo il 20 dicembre 1965, in un disco che conteneva anche la canzone Girl Don't Tell Me; la loro versione di Barbara Ann raggiunse il secondo posto nelle classifiche statunitensi ed il terzo in quelle del Regno Unito. La canzone venne anche pubblicata all'interno dell'album Beach Boys' Party!, uscito quello stesso anno.

Il singolo ebbe un discreto successo, particolarmente grazie al suo motivo ossessivo, il celebre Baa Baa Baa Baa BaaBarbara Ann. Il successo del singolo può essere testimoniato dall'alto numero di rifacimenti, da parte di gruppi musicali dei generi più disparati: cover della canzone vennero realizzate, ad esempio, dai The Who, dalla power metal band dei Blind Guardian e dal gruppo italiano Skiantos.

Anche la cultura popolare americana sfruttò il ritornello della canzone, che è apparsa come sottofondo in vari telefilm l'ultimo delle quali, in ordine di tempo, è la serie TV Scrubs, nella quarta stagione della quale può essere sentito cantato dal personaggio dell'Inserviente.

In Italia, nei primi anni settanta, Barbara Ann era la colonna sonora del carosello, innovativo per l'epoca, del dentifricio Durban's: a differenza degli altri Caroselli sceneggiati e dialogati, qui si vedevano solo immagini evocative di giovani ricchi e sorridenti intenti a sciare, cavalcare, veleggiare ecc., senza alcun dialogo e senza una trama, ma con il solo sottofondo corale e ossessivo del ritornello di Barbara Ann.

Nel 1966 ne venne incisa una cover in italiano dal complesso dei Pop Seven, di cui faceva parte Roberto Vecchioni, autore del testo[1].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Claudio Pescetelli, Una generazione piena di complessi, Editrice Zona, 2006, alla voce Pop Seven, pag. 113
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