Barbapedana

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Con Barbapedana si indica una figura tipica della tradizione popolare milanese. Tra la seconda metà del XIX secolo e gli inizi del XX, il Barbapedana era un musicista di strada che girava per le osterie e intratteneva i commensali con canzoni popolari e filastrocche.

Il termine Barbapedana ha origine incerta, ma sembra fosse in uso già nel XVII secolo. Compare infatti ne Il Barone di Birbanza, un'opera di Carlo Maria Maggi, e stava a indicare dei giovani spavaldi, che seguendo la moda dell'epoca portavano la cappa a far bandiera sulla spada.

Il più famoso tra questo genere di artisti e primo ad adottare il nome d'arte di Barbapedana fu Enrico Molaschi, la cui maestrìa nel suonare la chitarra gli valse la citazione in uno scritto di Arrigo Boito e un'esibizione di fronte alla Regina Margherita di Savoia alla Villa Reale di Monza. L'abbigliamento diventato iconografico, con cui si presentava nelle sue esibizioni, comprendeva una lunga zimarra e un cappello a cilindro di feltro, nel cui nastro era infilata una penna di gallo o una coda di scoiattolo. La sua chitarra (numero 54 del catalogo) è conservata nel Museo degli Strumenti Musicali del Castello Sforzesco di Milano.

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