Brava (Somalia)
| Brava | |
|---|---|
| Baarawe المدينة ﺑﺮﺍﻭﻱ |
|
| Stato: | |
| Regione: | Basso Scebeli |
| Coordinate: | 1°12′00″N 44°01′00″E / 1.2°N 44.033333°ECoordinate: 1°12′00″N 44°01′00″E / 1.2°N 44.033333°E |
| Altitudine: | 0 m s.l.m. |
| Abitanti : | 27.067 (2005) |
| Nome abitanti: | bravanesi |
| Fuso orario: | UTC+3 |
Brava (in somalo Baraawe) è una città portuale della costa sudorientale della Somalia. La popolazione tradizionale costituisce un gruppo etnico a sé, noto come etnia bravanese, e parla un dialetto dello swahili.
[modifica] Storia
La città fu fondata nel IX secolo a.C.; secondo la tradizione orale, il fondatore era un omanita che si insediò nella zona, e ordinò ai suoi servitori (probabilmente indigeni dell'area) di spianare un vasto tratto di foresta per costruire la città.
Nel XVI secolo Brava fu presa dai Portoghesi, e in seguito passò sotto il controllo dei Turchi. Nel XIX secolo la popolazione locale chiese protezione al sultano di Zanzibar; nel 1889 Zanzibar cedette la città agli Italiani. La popolazione però si oppose a questo passaggio, e l'Italia riuscì ad annettere ufficialmente Brava ai propri possedimenti coloniali solo nel 1905.[1] Nei primi anni dopo l'annessione Brava fu teatro di una rivolta (nota come rivolta di Benadir), che fu repressa nel 1908; il leader del movimento fu ucciso nel 1909. Nel 1947 Brava divenne il quartier generale del partito politico Hizbiya Digil-Mirifle (HDM), che in seguito divenne il Partito Costituzionale Indipendente Somalo.
Dopo l'indipendenza Brava perse gradualmente importanza come porto, e conobbe un periodo di crescente degrado. Nel 1991 fu quasi distrutta durante la guerra civile. Oggi sta gradualmente tornando a crescere e svilupparsi.