Banu Qurayza

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I Banu Qurayza in arabo: ﺑﻨﻮ قريظة, Banū Qurayẓa furono una delle tre tribù ebraiche che vivevano a nord dell'Arabia fino al VII secolo e possedevano terre a sud-est dell'oasi di Yathrib, oggi conosciuta come Medina. Come in tutti gli altri casi di ebrei della Penisola Arabica, non si sa se i Banu Qurayza discendessero da rifugiati ebrei o da arabi convertiti al Giudaismo. Essi osservavano i precetti del Giudaismo ma adottarono alcuni costumi locali arabi e contrassero alleanze matrimoniali con l'elemento arabo. Nel V secolo, i Qurayza vivevano a Yathrib insieme ad altre due tribù ebraiche: i Banu Qaynuqa e i B. Naḍīr. Gli ebrei introdussero l'agricoltura a Yathrib e dominarono politicamente gli abitanti arabi. Il nome Qurayza viene da una pianta utilizzata dai conciatori di pelli. Il che ci fa supporre che quella della concia delle pelli fosse la principale occupazione messa in atto da tale gruppo prima di arrivare a Medina.

La situazione cambiò dopo l'arrivo a Yathrib dallo Yemen di due tribù: i Banu Aws e i Banu Khazraj. All'inizio queste tribù erano "clienti" (mawālī ) degli ebrei ma, verso la fine del V secolo, essi si ribellarono e divennero indipendenti. Probabilmente gli Aws e i Khazraj divennero ostili l'un l'altro. I Banu Naḍīr e i Banu Qurayza erano alleati con i Banu Aws mentre i Banu Qaynuqāʿ lo erano con i Banu Khazraj. Ci furono in totale quattro scontri tra gli ebrei alleati e i Banu Aws e i Banu Khazraj, l'ultimo dei quali, la Battaglia di Bu'ath, fu inconcludente. Ibn Ishaq ricorda che con l'arrivo di Maometto a Medina nel 622, si decise di sottoscrivere un patto, chiamato Costituzione di Medina, col quale si stabilì un aiuto reciproco tra i musulmani, gli ebrei e i pagani. In questo documento furono menzionati anche i Qurayza e i Nadir, ordinando loro di non sostenere i nemici dei musulmani contro di essi.

Nel 624, dopo la vittoria sui Meccani nella battaglia di Badr, Maometto espulse i Banu Qaynuqāʿ da Medina a causa dell'atteggiamento poco collaborativo nei confronti dei musulmani. Essi si trasferirono con i loro beni in Siria o nella più settentrionale oasi di Khaybar. Poco dopo Maometto entrò in conflitto con i Banu Nadir poiché, secondo quanto rivelatogli dall'arcangelo Gabriele, essi avevano cercato di complottare contro la sua vita e quindi furono espulsi dalla città. I Qurayza rimasero passivi. Nel 627, un esercito di Quraysh, sotto il comando di Abu Sufyan, marciò contro Medina e la cinse d'assedio. I Qurayza aiutarono i Medinesi fornendo spade, lance e armature per il combattimento. Ibn Ishaq scrive che, durante l'assedio, Huyayy ibn Akhtab, capo dei Nadir, andò presso Ka'b ibn Asad, capo dei Qurayza, e lo persuase ad aiutare i Meccani a conquistare Medina. In un primo momento Kaʿb fu contrario a rompere il patto con Maometto ma dopo poco decise di appoggiare i Meccani poiché Huyayy gli promise di condividere con lui le sorti dell'impresa.

La preoccupazione di Maometto fu notevole e quindi mandò alcuni suoi seguaci a parlare con loro. Il risultato fu inquietante: i Qurayza non accorsero infatti in aiuto dei musulmani. Di conseguenza Maometto, dopo la vittoria sui meccani, condusse le sue forze contro i Banu Qurayza, secondo quanto ordinatogli a suo dire dall'arcangelo Gabriele. Essi si rinchiusero nella loro fortezza (utum ) e sopportarono l'assedio per venticinque giorni. Kāʿb ibn Asad suggerì alcune alternative: abbracciare l'Islam, uccidere i loro bambini e le donne, uscire fuori dalla fortezza e attaccare. I Qurayza non accettarono nessuna alternativa e chiesero di consultarsi con Abū Lubāba ibn ʿAbd al-Mundhir, un loro alleato proveniente dai Banu Aws. Secondo Ibn Ishaq, Abū Lubāba provò pietà per le donne e i bambini e convinse i Qurayza ad arrendersi a Maometto. Il giorno seguente si arresero ai musulmani e questi ultimi presero la loro fortezza e le loro armi. Si decise per il completo sterminio per decapitazione dei circa 700 maschi ebrei e la resa in schiavitù delle donne e dei bambini.[1][2].

In tale occasione Maometto prese l'ebrea Rayhana, della tribù dei B. Qurayza, come sua concubina. Più tardi questa abbraccerà l'Islam in cambio della libertà.

La sentenza contro i maschi fu eseguita da Ali ibn Abi Talib e da al-Zubayr ibn al-ʿAwwām. Gran parte delle donne e dei fanciulli, venduti come schiavi, furono acquistati dai loro compatrioti dei Banu Nadir, spostatisi a Khaybar.

La cruenta decisione fu probabilmente la conseguenza dell’accusa di intelligenza col nemico durante l’assedio[3] ma la sentenza non fu decisa da Maometto che invece affidò il responso sulla punizione da adottare a Saʿd b. Muʿādh, sayyid dei Banū ʿAbd al-Ashhal, clan della tribù medinese dei Banu Aws e un tempo principale alleato dei B. Qurayẓa. Questi, ferito gravemente da una freccia (tanto da morirne pochissimi giorni più tardi) e ovviamente pieno di rabbia e rancore, decise per quella soluzione estrema, non frequente ma neppure del tutto inconsueta per l'epoca.[4] Che non si trattasse comunque di una decisione da leggere in chiave esclusivamente anti-ebraica potrebbe dimostrarcelo il fatto che gli altri B. Qurayẓa che vivevano intorno a Medina,[5] e nel resto del Ḥijāz (circa 25.000 persone), non furono infastiditi dai musulmani, né allora, né in seguito.[6] In proposito si è anche espresso uno dei più apprezzati storici del primo Islam, Fred McGrew Donner, che, nel suo Muhammad and the believers (Cambridge, MA, The Belknap Press of Harvard University Press, 2010, p. 74), afferma

« dobbiamo... concludere che gli scontri con altri ebrei o gruppi di ebrei furono il risultato di particolari atteggiamenti o comportamenti politici di costoro, come, per esempio, il rifiuto di accettare la leadership o il rango di profeta di Muhammad. Questi episodi non possono pertanto essere considerati prove di un'ostilità generalizzata nei confronti degli ebrei da parte del movimento dei Credenti, così come non si può concludere che Muhammad nutrisse un'ostilità generalizzata nei confronti dei Quraysh perché fece mettere a morte e punì alcuni suoi persecutori appartenenti a questa tribù. (Fred M. Donner, Maometto e le origini dell'islam, ediz. e trad. di R. Tottoli, Torino, Einaudi, 2011, p. 76-77). »

Una minoranza di studiosi musulmani rifiutano di riconoscere l'incidente ritenendo che Ibn Ishaq, il primo biografo di Maometto, abbia presumibilmente raccolto molti dettagli dello scontro dai discendenti degli stessi ebrei Qurayza. Questi discendenti avrebbero arricchito o inventato dettagli dell'incidente prendendo ispirazione dalla storia delle persecuzioni ebraiche in epoca romana.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Peterson(2007), p. 126
  2. ^ Ramadan (2007), p. 141
  3. ^ M.J. Kister, art. cit., pp. 86-87.
  4. ^ Si ricorderà il massacro dei cristiani di Najran disposto dal tubbaʿ giudaizzato di Himyar, Dhū Nuwās.
  5. ^ al-Wāqidī, Kitāb al-maghāzī, ed. Marsden Jones, 2 voll. Londra, 1966, II, pp. 634 e 684, parla ad esempio della presenza a Medina di ebrei dopo il Giorno del Fossato.
  6. ^ Claudio Lo Jacono, Maometto, Roma-Bari, Editori Laterza, 2011, p. 116.
  7. ^ W. N. Arafat, "Did Prophet Muhammad ordered 900 Jews killed?", Journal of the Royal Asiatic Society of Great Britain and Ireland(JRAS), pp. 100-107, 1976

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Encyclopédie de l'Islam, nouvelle édition, Leida, E.J. Brill, 1960-2005.
  • Muhammed Hamidullah, Le prophète de l'Islam I e II, Parigi, J. Vrin, 1969.
  • Hugh Kennedy, The Prophet and the Age of the Caliphates, Londra-New York, Longman, 1986.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]