Banu 'Anaza

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.

I Banū ʿAnaza (in arabo: ﺑﻨﻮ ﻋﻨﺰة) sono un'antica tribù araba, ancor oggi esistente, che rivendica la sua discendenza adnanita (cioè da ʿAdnān),[1] e di conseguenza la sua appartenenza alle popolazioni sedentarie o nomadi dell'Arabia settentrionale.

Il loro luogo d'insediamento va identificato nella Yamāma, nei monti Ṭuwayq, a sud del Wādī Nisāḥ.
Nella seconda metà del VI secolo una parte di essi si spostò tuttavia nelle pianure della Mesopotamia.
Prima di abbracciare in un'epoca imprecisabile l'Islam,[2], essi adoravano Suʿayr (o Saʿīr), oltre alla divinità di Muḥarriq (lett. "Il combustore"),[3] al pari di vari altri appartenenti alla stirpe dei Rabi'a, come i Banu 'Abd al-Qays.

Nella seconda metà del IX secolo una parte di loro si spostò ancora più a nord, nell'attuale Iraq, intorno a Mossul, ma una parte consistente rimase comunque nella Penisola araba, poco a nord della ḥarra[4] di Khaybar.

L'Emiro Mujḥim b. Muhīd (in arabo: مجحم بن مهيد), capo degli ʿAnaza, coi suoi figli, presso Aleppo, dopo essere stato insignito per i suoi servigi il 20 settembre 1920 con la Croce della Legion d'onore dal generale francese Henri Gouraud.

Sono divisi in due grandi raggruppamenti: gli ʿAnaza settentrionali e gli ʿAnaza meridionali. I primi comprendevano i Ḍanā Bishr[5] (Fadʿān, Sbaʿa e ʿAmārāt) e i Ḍanā Muslim (Ḥesene, Wuld[6] ʿAlī e Ruwalā - noti al pubblico occidentale per il loro Shaykh Nūrī Shalʿān[7] - conosciuti anche come al-Jalās, trasferitisi in Siria già nella seconda metà del XVIII secolo).
Gli ʿAnaza meridionali sono invece costituiti dagli Ab al-Hayl, dagli Ibn Ṣabāḥ, dagli Ibn Saʿūd, dai Muntifish, dagli Āl Ashkar e da vari altri clan.[8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cfr. la Jamharat ansāb al-ʿArab di Ibn Hazm (I, 124) che certifica: Banū ʿAnaza b. Asad b. Rabīʿa b. Nizār b. Maʿadd b. ʿAdnān.
  2. ^ Va ricordato che parteciparono alla Guerra della ridda,
  3. ^ Laqab, tra gli altri, del re lakhmide ʿAmr b. Hind, figlio di al-Mundhir III.
  4. ^ Nome dato alle formazioni basaltiche.
  5. ^ Touvia Ashkenazi, "The Anazah Tribes", p. 223.
  6. ^ Sinonimo di Banū, ossia "figli [di]".
  7. ^ Che nel XX secolo partecipò con Lawrence d'Arabia alla fase finale della Grande rivolta araba, entrando con l'esercito arabo di Fayṣal a Damasco e che da Lawrence fu descritto nei suoi I sette pilastri della saggezza e nella sua successiva sintesi Rivolta nel deserto.
  8. ^ Touvia Ashkenazi, "The Anazah Tribes", p. 226.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Touvia Ashkenazi, "The Anazah Tribes", su: Southwestern Journal of Anthropology, Vol. 4, No. 2, Summer, 1948, New Mexico, pp. 222-239 online.
  • Lemma «ʿAnaza» (E. Graef), su: The Encyclopaedia of Islam.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]