Banditi a Orgosolo

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Banditi a Orgosolo
Banditi a orgosolo.png
I due fratelli pastori
Titolo originale Banditi a Orgosolo
Paese di produzione Italia
Anno 1961
Durata 98 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Vittorio De Seta, aiuto regista Vera Gherarducci
Soggetto Vera Gherarducci e Vittorio De Seta
Sceneggiatura Vera Gherarducci e Vittorio De Seta
Produttore Vittorio De Seta
Casa di produzione Titanus
Fotografia Vittorio De Seta, operatore alla macchina Luciano Tovoli, assistente alla macchina Marcello Gallinelli, consulente per la fotografia Alberto Rebella
Montaggio Jolanda Benvenuti, assistente al montaggio Fernanda Papa
Musiche Valentino Bucchi dirette da Franco Ferrara
Scenografia Elio Balletti
Costumi Marilù Carteny
Interpreti e personaggi
  • Michele Cossu: Michele Iossu
  • Peppeddu Cuccu: Giuseppe Iossu
  • Vittorina Pisano: Mintonia

(gli interpreti sono in realtà accreditati solo collettivamente come "pastori sardi")[1]

Premi

Banditi a Orgosolo è un film del 1961 diretto e prodotto da Vittorio De Seta. Con lo stesso titolo è stato pubblicato nel 1975 un libro dell'antropologo Franco Cagnetta, prima edizione monografica del saggio apparso per la prima volta sulla rivista Nuovi Argomenti nel 1954.

È il primo lungometraggio del regista siciliano. Presentato in concorso alla 22ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, ha vinto il premio Migliore Opera Prima.[2]

Il film si svolge in Barbagia ed è interpretato da pastori sardi, attori non professionisti. Era stato preceduto da due documentari girati da De Seta negli anni 1950: Un giorno in Barbagia e Pastori ad Orgosolo.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Michele, un pastore di Orgosolo, si trova sospettato di abigeato e dell'uccisione di un carabiniere. È innocente ma non pensa proprio a costituirsi o a far emergere quanto realmente accaduto. Sceglie immediatamente di darsi alla latitanza in compagnia del fratello minorenne, Giuseppe.

Grazie all'aiuto che gli viene fornito dai compaesani Gonnario e Mintonia, riesce a nascondersi tra le montagne della Barbagia, ma, inseguito dai carabinieri, finisce col perdere tutto il suo gregge di pecore. La disperazione da cui è colto lo porta a trasformarsi a sua volta, da vittima di un'ingiustizia a bandito vero e proprio.

Genesi e ambientazione del film[modifica | modifica wikitesto]

Durante alcuni soggiorni a Orgosolo, De Seta aveva avuto modo di conoscere gli abitanti di questo angolo della Barbagia, la vita solitaria dei pastori nel loro isolamento fra le rocce e i pendii del Supramonte, costretti dai bisogni del gregge a trascorrere lunghi periodi lontani dalla propria famiglia. Si era addentrato, per quanto un osservatore estraneo possa farlo, nella vita del paese, scoprendo le divisioni fra le classi sociali ovvero fra chi si dedica alla pastorizia ed è costretto a pagare salati affitti per i pascoli e chi, possedendo grosse estensioni di terreno, gli affitti viceversa è solito riscuoterli.

L'interesse di De Seta si è volto anche alla storia di chi, un tempo pastore, si trova coinvolto in avvenimenti da cui, per ignoranza, destino, impotenza e sfiducia nello stato e nelle sue leggi, si trova coinvolto in un piccolo fatto che, travolgendolo e ingrossandosi sempre più come una valanga, sceglie o si trova costretto a darsi alla macchia diventando un vero e proprio bandito.

Premi[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Incasso nelle sale a tutto il 31 marzo 1964 £ 132.666.510 [senza fonte]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Catalogo Bolaffi del cinema italiano 1956/1965.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Titoli di testa del film.
  2. ^ Mostra del Cinema di Venezia ed. 26 - 1961 su IMDb
  3. ^ a b Banditi a Orgosolo - Scheda premi su IMBd. Consultato il 14 luglio 2010

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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