Bandiera della pace

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Bandiera della pace arcobaleno
« Io pongo il mio arcobaleno nella nuvola, e servirà di segno del patto fra me e la terra. »
(Genesi 9:13)

A partire dalla seconda metà del XX secolo, in più occasioni è capitato che dei movimenti pacifisti creassero o adottassero delle bandiere particolari come simboli della pace.
L'arcobaleno in particolare, essendo un simbolo di pace presso molte civiltà antiche, è stato spesso utilizzato da intellettuali e pacifisti in varie manifestazioni contro la guerra. La bandiera della pace non va confusa con la bandiera arcobaleno del movimento gay, da cui si distingue per il numero e l'ordine dei colori (7 nella bandiera della pace, con i freddi in alto, 6 nella bandiera del movimento gay, senza l'azzurro, con i caldi in alto)

La bandiera della pace di Picasso[modifica | modifica sorgente]

La prima bandiera a raggiungere una certa popolarità fu un'immagine multicolore con una colomba bianca al centro disegnata da Pablo Picasso, in seguito adottata in via ufficiosa anche dall'ONU[1].

La bandiera con i colori dell'arcobaleno[modifica | modifica sorgente]

Fra le "bandiere della pace" il drappo con i colori dell'arcobaleno è sicuramente la più nota a livello internazionale, essendo tra i simboli più utilizzati in tutto il mondo da vari movimenti pacifisti.

Nata in Italia, è stata usata per la prima volta durante la prima edizione della marcia per la Pace Perugia-Assisi nel 1961 da Aldo Capitini, fondatore del Movimento Nonviolento. Quest'immagine fu ispirata da simboli simili utilizzati in manifestazioni negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, dove ebbe come "sponsor", tra gli altri, il filosofo Bertrand Russell. La bandiera originale è stata conservata fino al 31 ottobre 2011 a Collevalenza, Todi, dal dott. Lanfranco Mencaroni, amico personale e collaboratore del Capitini. Mencaroni l'ha poi consegnata al Palazzo dei Priori di Perugia.[2]

Bandiera della pace portata da Capitini nella prima marcia Perugia-Assisi, attualmente custodita presso la Biblioteca San Matteo degli Armeni del comune di Perugia.

La varietà più diffusa ha sette colori: viola, blu, azzurro, verde, giallo, arancione e rosso, e riporta al centro la scritta bianca "PACE" (in italiano spesso anche all'estero). In alcune variazioni la striscia viola è al di sotto di quella azzurra, e talvolta viene aggiunta una striscia bianca in cima, come nella bandiera originale degli anni sessanta.

Una bandiera simile, chiamata bandiera arcobaleno, fu adottata negli anni settanta dal movimento di liberazione omosessuale; la differenza sta nella mancata presenza della scritta "PACE" e nella diversità dei colori, sia come disposizione che come numero. La somiglianza si spiega col fatto che entrambe le bandiere derivano dall'arcobaleno, il quale è considerato simbolo di pace e armonia; questo simbolo appare nella Bibbia nel racconto del mito del Diluvio universale e, per la bandiera arcobaleno, è stato mutuato dalla filosofia spiritualista New age.

La campagna Pace da tutti i balconi[modifica | modifica sorgente]

Bandiere della pace a Milano, 18 marzo 2003.

La bandiera arcobaleno ha raggiunto la massima popolarità[3] a partire dal 2002 grazie alla campagna italiana Pace da tutti i balconi, la quale fu organizzata e promossa per primo da Padre Alex Zanotelli come manifestazione di protesta contro l'imminente guerra in Iraq; grazie anche ad un certo riscontro mediatico, si calcola che furono esposte più d'un milione di bandiere contro la partecipazione italiana alla guerra in Afghanistan e in Iraq.

L'iniziativa, partita senza alcun fine partitico, ebbe sempre in Italia degli strascichi polemici[4] in quanto fu presto strumentalizzata a fini elettorali da partiti di centro-sinistra contrari alla politica estera del governo Berlusconi: il risultato fu che la bandiera arcobaleno finì sui manifesti elettorali, perfino in occasione di elezioni provinciali e comunali. La strumentalizzazione della bandiera provocò il netto distinguo di una parte del movimento pacifista che aveva lanciato o sostenuto l'iniziativa; in particolare numerose personalità di spicco del mondo cattolico (lo stesso Zanotelli, Ernesto Olivero, don Albino Bizzotto, don Oreste Benzi, don Luigi Ciotti ed altri), sottoscrissero l'11 aprile 2003 un vero e proprio appello ad evitare "ingabbiamenti all'interno di partiti e schieramenti elettorali Tuttavia vi furono iniziative importanti dovo lo spirito del movimento della pace coinvolse esponenti politici. Così a Bologna dove una lunghissima bandiera della pace unì, nei giorni culminanti dell'offensiva in Iraq, il palazzo d'Accursio, sede del Comune, alla Piazza Maggiore, presidiata da decine di migliaia di pacifisti, per iniziativa dei consiglieri DS Davide Ferrari e Claudio Merighi

Nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

« Rosso, arancio, giallo, verde, azzurro, indaco, violetto, sul ponte sventola bandiera / Rosso, arancio, giallo, verde, azzurro, indaco, violetto / Questo e il mio colore, il posto dove stare »
(Assalti Frontali, Rosso, arancio, giallo...)

Il titolo e il ritornello della canzone Rosso, Arancio, Giallo... degli Assalti Frontali, pubblicata nell'album Mi sa che stanotte... del 2006, fanno riferimento ai sette colori della bandiera della pace.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://www.scuoleingioco.it/pacif_new/MANZONI/5A/OGGI/index_oggi_m.html
  2. ^ "La bandiera della pace di Aldo Capitini sarà custodita a Palazzo dei Priori", Umbria Left.it
  3. ^ Corriere della Sera - «Bandiera della pace più popolare del tricolore»
  4. ^ «Bandiera della pace strumentalizzata» - Local | L'espresso

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Le bandiere arcobaleno[modifica | modifica sorgente]

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