Bandiera Rossa Roma
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Bandiera Rossa Roma, nota anche come Movimento Comunista d'Italia, fu una brigata partigiana di tendenza comunista trotskista che operò durante la Resistenza nella zona di Roma.
Indice |
[modifica] Le origini
| « La Resistenza romana ebbe caratteristiche di spontaneità e di diffusione capillare che è difficile trovare altrove. Sono diecine le formazioni impegnate, grandi come come quelle dei partiti del CLN, in particolare i tre partiti di sinistra, PCI, Partito_d'Azione e PSIUP, come Bandiera Rossa, o i Cattolici Comunisti[1], o come il Centro Militare Clandestino dei "badogliani", ma anche piccole o piccolissime, che, per non aver potuto o voluto trovare il collegamento con i partiti del CLN, operavano autonomamente contro i tedeschi e i collaborazionisti fascisti. » |
La organizzazione partigiana Bandiera Rossa si sviluppò e si radicò nelle periferie proletarie, numericamente superiore alle formazioni legate al CLN,(1185 combattenti riconosciuti)[3], su posizioni antibadogliane e antimonarchiche e quindi avversa alla "svolta di Salerno" operata da Palmiro Togliatti e dal Partito Comunista Italiano (PCI). Nacque e combatté al di fuori del controllo del PCI e del CLN, da ciò deriva la scarsa conoscenza dell' esistenza di questo gruppo entro la memoria resistenziale. Un libro di Silverio Corvisieri rende giustizia a questa formazione che era numericamente la maggioritaria a Roma e pagò un tributo di sangue pesantissimo alle Fosse ardeatine, (fra i 335 trucidati vi erano circa 68 membri dell'organizzazione Bandiera Rossa) con interrogativi, non ancora sciolti, sia per il fatto della singolare presenza fra i prigionieri scelti per essere giustiziati alle Fosse Ardeatine di tanti uomini appartenenti a Bandiera Rossa e sia per il motivo che il funzionario di polizia italiano che contribuì alla stesura delle liste assieme ai nazi-fascisti poté proseguire la sua carriera dopo la Resistenza senza alcuna sanzione emessa nei suoi confronti. Finita la guerra Bandiera Rossa si sciolse a causa dell'impossibilità, per motivi storici e politici contingenti, di svolgere attività politico alla sinistra del PCI ed i suoi militanti confluirono nei partiti della sinistra italiana: la decisione di sciogliere l'organizzazione fu presa con gran difficoltà e rammarico da molti suoi militanti.
L' organizzazione annoverava fra i fondatori Raffaele De Luca,[4] ex anarchico, fra i comandanti militari: Vincenzo Guarniera,[5] nome di battaglia “Tommaso Moro”,(la formazione miltare da lui comandata era di 172 partigiani), ex fascista decorato ben conosciuto per le sue spericolate azioni contro i nazifascisti, Orfeo Mucci, da alcuni ritenuto il comandante in capo, Felice Chilanti[6][7][8] (autore fra l'altro di una accurata biografia di Giuseppe Di Vittorio) e responsabile clandestino del giornale “Bandiera Rossa” durante La Resistenza, assieme a Bandiera Rossa spesso operava, con i suoi uomini, un'altra figura mitica della Resistenza romana: Giuseppe Albano, il Gobbo del Quarticciolo a cui fu dedicato un film con partecipazione di Pier Paolo Pasolini per la regia di Carlo Lizzani.
Secondo l'analisi di documenti e testimonianze l'ipotesi portata avanti da Corvisieri sull'assassinio di Giuseppe Albano porta ad una situazione golpista ante -litteram nel 1945, analizzata in "Il Re, Togliatti e il Gobbo, 1944: la prima trama eversiva "in cui la morte del gobbo del Quarticciolo avvenne non per mano dei carabinieri ma fu un'esecuzione di una scheggia impazzita, della Resistenza, (come ve ne furono altre in altre città che rifiutava un accomodamento "democratico" con uomini che fino a poco tempo prima collaborazionisti coi fascisti. Sempre seguendo questa tesi, suffragata anche dalla rapidità con cui fu "chiuso" li caso, il "Gobbo" sarebbe stato ucciso da sicari di Umberto Salvarezza, leader di Unione Proletaria,[9] gruppo su cui vi erano forti sospetti di formazione provocatrice e di provocazione all'interno della sinistra antifascista chiaramente indipendente dal nome "comunista". La strategia sarebbe stata diretta da Umberto II (sempre secondo l'analisi di Corvisieri) per portare ad un nuovo governo presieduto da Pietro Badoglio, questa strategia fallì ma, in quel periodo torbido e confuso, ebbe comunque l'effetto di bloccare epurazioni ed indagini sui collaborazionisti, come ad esempio, le polemiche sulle Fosse ardeatine che non sortirono effetto alcuno nella realtà.
In tempi più vicini Orfeo Mucci, collaborerà con “Radio Onda Rossa” e nell'attività dell'Autonomia Operaia di Roma, fino alla sua morte nel 1997; in via dei Volsci a Roma vi è una targa che lo ricorda. Attorno agli anni settanta col rifiorire delle posizioni comuniste critiche nei confronti della strategia del PCI si occupò di riattualizzare la storia di Bandiera Felice Chilanti[10] che aderì ad “Avanguardia Operaia”. Il Chilanti scrisse a puntate sul Quotidiano dei Lavoratori la storia del gruppo ed i trotzkisti italiani della Quarta Internazionale chiameranno “Bandiera Rossa” il loro mensile, tuttora edito come espressione della corrente trotzkista di Rifondazione Comunista.
[modifica] Bibliografia
- Silverio Corvisieri, Bandiera Rossa nella resistenza romana, edizioni Odradek
- Silverio Corvisieri, Il Re, Togliatti e il Gobbo 1944. La prima trama eversiva, edizioni Odradek
- Silverio Corvisieri, Il mago dei generali. Poteri occulti nella crisi del fascismo e della monarchia, Odradek, 2001
- R. Gremmo, I partigiani di Bandiera Rossa, Biella, Edizioni ELF, 1996
- Gloria Chilanti Bandiera rossa e borsa nera La Resistenza di una adolescente,Mursia
[modifica] Note
- ^ che avevano una loro pubbblicazione intitolata La voce operaia sottotitolata organo del movimento dei comunisti cattolici che sul n°5 del novembre del 1943 afferma che in U.R.S.S. si sono gettate le basi per la nuova Europa ritaglio testata pubblicazione
- ^ di Rosario Bentivegna,partigiano, medaglia d'argento al valor militare
- ^ Il partito di Unico Guidoni, “BANDIERA ROSSA”
daANPI« La Gestapo, informata da un sottotenente delle SS italiane, Mauro De Mauro, infiltrato nel movimento Bandiera Rossa, arresta in una latteria in via sant' Andrea delle Fratte : Aladino Govoni(Medaglia_d'oro_al_valor_militare alla memoria), Unico Guidoni, Uccio Pisino, Ezio Lombardi, Tigrino Sabatini. Quest' ultimo sara' fuciltato a Forte Bravetta il 4 aprile, dopo che gli altri, comandanti di formazioni e reparti di Bandiera Rossa, erano stati uccisi il 24 marzo alle Fosse Ardeatine. » - ^ biografia da ANPI
- ^ una delle sue azioni piu' conosciute fu la cattura di un manipolo di appartenenti alla PAI,travestitosi,lui ed i suoi uomini con le divise dei militi catturati, ebbe facile ingresso a Forte Bravetta e condusse in porto la liberazione di un gruppo di compagni catturati dai nazifascisti, ancora adesso a Roma è ricordato per il suo coraggio leonino,collaborava spesso nelle azioni militari con la banda del Gobbo;azione specifica
da ANPIda ANPI« 20 novembre 1943 - Tommaso Moro (il maresciallo dell' Areonautica Vincenzo Guarniera) effettua un' imboscata al 13 km dell' Aurelia, al comando un reparto di partigiani di Bandiera Rossa Roma. Alcuni autocarri di una colonna tedesca vengono distrutti, due ufficiali uccisi. » « Ottobre 1943Un gruppo di partigiani di Bandiera Rossa Roma comandati da Tommaso Moro (il maresciallo dell' Aviazione Vincenzo Guarniera) attacca una colonna di automezzi tedeschi presso Ponte Milvio. » - ^ da ateneonline
- ^ da Giuseppe Di Vittorio
- ^ da radiocittadelcapo
- ^ da cedost.it
- ^ da incontro a ricordo di Felice Chilanti
[modifica] Collegamenti esterni
- scheda del libro Bandiera Rossa nella Resistenza Romana
- sintesi periodo successivo resistenza
- notizie storiche sulla formazione
- il Gobbo del Quarticciolo
- “Bandiera rosa”protagonista dimenticato della Resistenza romana
- sull'attenato di via Rasella da ANPI
- la targa ad Orfeo Mucci
- i partigiani di Bandiera Rossa
- Tigrino Sabatini da ANPI
- Aladino Govoni da ANPI
- lapide in ricordo di Orfeo Mucci

