Banco ottico

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Banco ottico Sinar P

Il banco ottico è una speciale fotocamera professionale, dotata di speciali funzioni assenti nelle fotocamere portatili, che utilizza pellicola piana, nella fotografia tradizionale, o sensori ad alta definizione, nella fotografia digitale. Viene normalmente impiegata nello studio fotografico per la realizzazione di still life o in esterni nella fotografia architettonica.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Il banco ottico è usato principalmente nella fotografia professionale. Le diverse parti sono montate su una rotaia e la parte anteriore è collegata con la posteriore da un soffietto, in modo che si possa variare la geometria della macchina per ottimizzare la messa a fuoco o correggere le distorsioni prospettiche dell'immagine. Tutti i movimenti sono controllati con dispositivi micrometrici in modo da ottenere la massima precisione negli spostamenti.

Componenti[modifica | modifica wikitesto]

Elementi costitutivi di un banco ottico

È composto da:

  • tubo porta standarte o tubi di prolunga aggiuntivi. È il vero banco ottico, che determina anche l'asse del punto di vista;
  • una parte detta 'standarta anteriore', che supporta la 'piastra portaottica' dove viene applicato l'obiettivo, corredato o meno di otturatore;
  • una parte detta 'standarta posteriore', dove vi è applicato il vetro smerigliato per la messa a fuoco. La stessa standarta, grazie a un sistema di sblocco serve ad alloggiare la pellicola piana o in rullo precedentemente caricata nel proprio chassis;
  • un soffietto a tenuta di luce che collega entrambe le standarte
Il vetro smerigliato di messa a fuoco di un banco ottico.

Il banco ottico non possiede nessuno degli automatismi più elementari presenti su macchine reflex o medio formato, sia analogiche che digitali, necessari alla lettura e definizione dell'esposizione. Tutti gli elementi per la lettura dell'esposizione sono applicabili a parte, come l'esposimetro a sonda o il classico esposimetro per luce incidente.

Basculaggio e decentramento[modifica | modifica wikitesto]

Entrambe le standarte hanno poi la possibilità di modificare la propria angolazione e posizione sia sull'asse verticale che su quello orizzontale. Questi movimenti sono detti basculaggio e decentramento e sono applicabili grazie a dispositivi meccanici, per alcuni modelli micrometrici per altri invece grazie a leve di sblocco.

Il basculaggio permette ad esempio la messa a fuoco ottimale sul soggetto, senza utilizzare necessariamente la profondità di campo, semplicemente allineando la standarta anteriore al soggetto.

La decentratura permette di inquadrare soggetti evitando la deformazione prospettica. Ad esempio nella fotografia architettonica ciò permette di evitare la deformazione prospettica degli edifici, data dall'inclinazione della fotocamera.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Banco ottico Korona di inizio novecento

Il banco ottico moderno è l'evoluzione della prima camera oscura, una fotocamera costituita da una scatola con un foro stenopeico.

Applicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Data la sua struttura, direttamente derivata dalle prime fotocamere e molto schematica, il banco ottico si presta perfettamente all'illustrazione didattica dei principi base della tecnica fotografica e degli stessi apparecchi.

Fotografia tradizionale[modifica | modifica wikitesto]

Solitamente il banco ottico utilizza pellicole piane, negative o invertibili, nei formati 10×12 cm, 13×18, 20×25 o superiori, definite "grande formato". Esistono adattatori che permettono di utilizzare la pellicola a rullo di medio formato, tipo 120 o 220. Uno dei più grandi formati disponibili è il Polaroid Studio 20×24[1], che offre fotografie istantanee in formato 50×60 cm.

Fotografia digitale[modifica | modifica wikitesto]

Esistono anche dorsi digitali che possono essere applicati ai più diffusi banchi ottici. Questi dorsi sono di due tipi:

  • a scanner, dove il piano pellicola viene "letto" da un sensore mobile, che però richiede alcuni secondi per completare la ripresa; esempi di questa categoria sono la Seitz 6×17 pollici [2] e i dorsi Betterlight da 4×5 pollici [3];
  • a sensore fisso; esempi di questa categoria sono i dorsi Phase One P65+[4] e Leaf Aptus II [5]..

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) 20 x 24 Studio @ Polaroid.com. URL consultato il 15/04/2009.
  2. ^ (EN) Seitz Phototechnik AG - Seitz 6x17. URL consultato il 15/04/2009.
  3. ^ (EN) http://www.betterlight.com/products4X5.html. URL consultato il 15/04/2009.
  4. ^ (EN) Phase One - Introduction. URL consultato il 15/04/2009.
  5. ^ (EN) Leaf America. URL consultato il 15/04/2009.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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