Bambola (film 1996)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Bambola
Titolo originale Bambola
Paese di produzione Francia, Spagna, Italia
Anno 1996
Durata 95 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico, erotico
Regia Bigas Luna
Sceneggiatura Cesare Frugoni, Bigas Luna
Fotografia Fabio Conversi
Montaggio Gianfranco Amicucci
Musiche Marco Bertoni Enrico Serotti Lucio Dalla
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Bambola è un film del 1996, diretto da Juan José Bigas Luna. È la prima prova da attrice protagonista della showgirl Valeria Marini.

Trama[modifica | modifica sorgente]

In seguito alla morte della madre Greta, causata da una cirrosi, Bambola (il cui vero nome è Mina) vive sola con il fratello omosessuale Flavio con cui gestisce una pizzeria sul Lido di Comacchio, grazie anche ai finanziamenti di Ugo, obeso e simpatico amico di Flavio innamorato non corrisposto di Bambola. Un giorno i tre vanno all'acquapark dove incontrano un ragazzo, Settimio, che rimane folgorato dalla bellezza di Bambola.

Ugo non è affatto contento delle avances ricambiate del giovane verso la ragazza e preso dalla gelosia lo aggredisce: tra i due scoppia una colluttazione che vede Ugo sbattere la testa e cadere esanime nella piscina. La morte di Ugo porta all'incarcerazione di Settimio; Bambola e Flavio vanno spesso a trovare Settimio in carcere ed un giorno la ragazza viene notata da un altro detenuto, Furio, che arriverà a far violentare Settimio dagli altri carcerati pur di incontrare di nuovo Bambola.

La ragazza, per evitare altri guai a Settimio che nel frattempo è entrato in sintonia col fratello Flavio, decide di recarsi da questo energumeno passionale e iracondo che infatti la violenta: nonostante ciò, qualcosa in lui la attira e di conseguenza continua a vederlo. Uscito dal carcere per buona condotta, Furio si reca da Bambola in pizzeria: lei prova a fuggire, ma a seguito di una lunga rincorsa viene raggiunta dall'uomo armato che la stupra con arroganza.

Ormai le violenze sessuali commesse da Furio nei confronti della donna sono all'ordine del giorno: innervosito da ciò, Flavio imbraccia un fucile e uccide Furio per poi decidere di andare a vivere insieme a Settimio, con cui ormai è fidanzato. Anche Bambola, di fronte al terzo dramma capitatole in poco tempo, medita di scappare dal luogo natio per rifarsi una nuova vita.

Vicende successive[modifica | modifica sorgente]

  • A causa delle numerose scene di violenza carnale, il film venne vietato ai minori di 18 anni: ciò causo le ire della Marini, la quale asserì che le era stato promesso il taglio delle tre scene più "forti" e un divieto per i soli under 14[1]. L'attrice pertanto fece causa contro il produttore Marco Poccioni chiedendo il ritiro della pellicola, ma il 21 novembre 1997 la sua istanza venne rigettata[2].
  • Tra le sequenze hard del film, resterà celebre (anche per le polemiche che innesterà) quella in cui Furio utilizza un'anguilla come strumento sessuale sul corpo di Bambola[3].
  • Bambola ricevette critiche estremamente negative. Morando Morandini lo definì "il più insulso, insensato e dilettantesco film del catalano Bigas Luna"[4] mentre Paolo Mereghetti fu ancora più duro, descrivendo l'uscita del film "un segnale significativo e disgraziato dello stato del nostro paese in questi anni Novanta", aggiungendo inoltre che "mai sono uscito da una sala con un malessere così profondo"[5].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Valeria vietata ai 18: ritirate la mia Bambola, Corriere della Sera, 20 settembre 1996
  2. ^ Valeria Marini ha perso la causa per "Bambola", Adnkronos, 21 novembre 1997
  3. ^ Maurizio Fantoni Minnella, Bigas Luna, Gremese, Roma, 2000, p. 86
  4. ^ Bambola, Sky Cinema
  5. ^ Bambola, MyMovies.it

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema