Balze di Verghereto

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Balze di Verghereto
frazione
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Forlì-Cesena-Stemma.png Forlì-Cesena
Comune Verghereto-Stemma.png Verghereto
Territorio
Coordinate 43°48′00″N 11°58′00″E / 43.8°N 11.966667°E43.8; 11.966667 (Balze di Verghereto)Coordinate: 43°48′00″N 11°58′00″E / 43.8°N 11.966667°E43.8; 11.966667 (Balze di Verghereto)
Altitudine 1091 m s.l.m.
Abitanti
Altre informazioni
Cod. postale 47028
Prefisso 0543
Fuso orario UTC+1
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Balze di Verghereto

Balze di Verghereto è una località turistica dell'Appennino tosco-romagnolo frazione del comune di Verghereto in Provincia di Forlì-Cesena. Incastonato ai piedi di una falesia rocciosa a poca distanza dal Monte Fumaiolo (1.408 metri s.l.m.) e dalle sorgenti del Tevere, il paese di Balze (1.091 metri s.l.m.) gode di una situazione geografica particolarmente favorevole. Situato all'estremo sud della Romagna, il paese si trova sul confine di due regioni: Emilia-Romagna, Toscana e fino a qualche anno fa, Marche, e non lontano dall'apice settentrionale dell'Umbria.

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'origine del paese di Balze è incerta. Il luogo è stato sicuramente frequentato in epoca romana, e durante il medioevo vi si stabilirono gli eremiti Sant'Alberico e San Romualdo e vi furono eretti i monasteri della Pieve di Vignola, di Ocri e della Cella[1], ma le prime indicazioni di comunità stabili risalgono a non prima del XV secolo, quando piccoli gruppi di pastori e di carbonai iniziarono ad abitare nella zona, ricca di boschi e pascoli.

Altro dato storico sicuro è la presenza sul posto di una fortezza, il Castrum Cotoli, situata sulla vetta di uno spuntone di roccia ai piedi del monte Fumaiolo e tuttora conosciuto come La Rocca[2]. Il luogo si è sempre trovato nei secoli in zona di confine per la conformazione orografica di quel tratto di Appennino, che fa da spartiacque fra le vallate di tre fiumi che si dipartono in tre diverse direzioni; il Tevere verso sud, il Marecchia (con l'affluente Senatello) verso est e il Savio verso nord. Vista la posizione strategica dello spuntone della Rocca, dalla cui cima una vedetta poteva comodamente osservare due passaggi obbligati per chi volesse transitare fra la Romagna, le Marche (Montefeltro) e la Toscana (Casentino), è lecito pensare che chiunque possedesse quel territorio avrebbe avuto un enorme interesse strategico a tenerlo sotto controllo con una guarnigione armata, sia a scopi di difesa, sia a scopi commerciali per esigere diritti di passaggio.

Oggi dell'antica fortezza non rimangono che pochi resti; parti del muro della torre di guardia sulla vetta e, nel prato verso nord, le fondamenta di quello che doveva essere l'alloggio delle guardie. In seguito a scavi amatoriali, sul luogo dove sorgeva la torre sono stati rinvenuti diversi reperti d'epoca medievale, tra i quali alcune punte di frecce da balestra, che testimoniano la presenza di una guarnigione militare.

Leggenda[modifica | modifica sorgente]

La tradizione popolare fa risalire la nascita del paese di Balze alla storia di due giovani sorelle, una sordomuta e l'altra cieca, che il 17 luglio del 1494 furono testimoni di un'apparizione mariana nell'allora impervia e quasi disabitata località chiamata genericamente "le balze". Sembra che le due ragazzine, dopo avere assistito all'apparizione della Vergine sopra un grosso masso, siano guarite dalle loro menomazioni. La notizia del portento si sparse velocemente e il masso del miracolo, già vicino a diversi monasteri e luoghi di ritiro spirituale, quali Ogre (Ocri), Vignola, l'eremo di S. Alberico e la Cella, divenne meta di pellegrinaggio. Pochi anni dopo fu costruito sul posto un piccolo oratorio dedicato alla Madonna del Sasso, attorno al quale si formò successivamente il villaggio che prese il nome di Balze.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Annales Camaldulensis, cit. I, p. 179.
  2. ^ G. Marcuccini, Intorno al giogo di che Tever si disserra, 2007, Ed. Pro Loco di Montecoronaro.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]