Balobedu

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Balobedu
Luogo d'origine Sudafrica Sudafrica
Popolazione 40.000
(censimento 1982)
Lingua Northern Sotho (Khelobedu)
Religione lobedu
religione tribale

I Balobedu (ba Lobedu ba gaModjadji) sono una tribù bantu che vive nella provincia di Limpopo nel Sudafrica. Hanno un singolare sistema di governo matrilineare: credono che le proprie regine abbiano un occulto legame con le divinità che concedono, grazie al loro influsso, il potere di far cadere la pioggia, da cui il nome di "regina della pioggia" (rain queen).

Storia[modifica | modifica sorgente]

Elenco delle regine di Balobedu[1][modifica | modifica sorgente]

La regina di Balobedu
Makobo Modjadji VI
Titolo Nome Dal Al Consorte e Note
1 Regina Modjadji I 1800 1850 Dinastia reale Monomatapa
figlia del re Magodo
2 Regina Mankhatene Modjadji II 1850 1894
3 Regina Modjadji III 1894 1959
4 Regina Modjadji IV 1959 1982 Andrea Maake
5 Regina Mokope Modjadji V 1982 2001 Clemet Modjadji
6 Regina Makobo Modjadji VI 2001 2005 David Mogale; in attesa del compimento dei diciotto anni della figlia principessa Masalanabo (nata nel 2004), lo zio materno principe Mphaphata Modjadji ha la reggenza

I Balobedu dimorano principalmente a Modjadjkloof, città che si richiama alla dinastia reale e dà il nome alla vallata del Limpopo.
Il popolo prega con fervore la regina di turno per ottenere, con un'abbondante pioggia, la sicurezza di un buon raccolto in una terra votata all'agricoltura che assicura una decorosa vita.

Il potere regale di attirare la pioggia è una favola, con qualcosa di vero, raccontata nella metà dell'Ottocento, in un libro, dagli antropologi fratelli inglesi Kridge. Le loro ricerche, soprattutto su cronache orali, risalirono al 1500 quando la principessa Dguzini, figlia del re Monotapa dello Zimbabwe si accorse di attendere un bambino dal proprio fratello. Il sovrano minacciò di far giustiziare il colpevole, ma, in stato di avanzata gravidanza, la giovane, per salvarlo, affermò non essere stato lui. Per gratitudine la regina madre sottrasse al consorte il potere di evocare la pioggia, ma Dguzini dovette trasferirsi tra i monti del Limpopo. Qui partorì il figlio incestuoso che fu il secondo re del nuovo popolo, i Balobedu, formatosi intorno a loro.
La situazione proseguì fino al 1800: il monarca faceva subentrare nel trono il primogenito maschio, unitamente al segreto dono. In quell'anno, però, il re Magodo aveva un'unica figlia, Modjadji: la nominò, dunque, regina della pioggia, ai sensi di un'insolita successione matriarcale. La sovrana poteva avere prole solo da un membro della famiglia reale.

In Africa è diffuso l'inusuale fenomeno dei tradizionali regni (monarchie subnazionali), ancora molto potenti, inseriti nei sistemi repubblicani, dopo la decolonizzazione, e da questi tollerati e rispettati (gli Zulu e gli Ashanti ne sono un valido esempio, come il Mustang, in Nepal, e i Maori, in Nuova Zelanda).[2]


Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Motshekga, p.131
  2. ^ Kridge, p.271

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • R. Bosi, I grandi regni dell'Africa Nera, Milano 1987.
  • P. Davison, Lobedu, New York 1998.
  • S.A. Diouf, Kings and Queens of Southern Africa, New York 2000.
  • E.Jensen Krige-J.D. Krige, The Realm of a Rain Queen, Oxford 1965.
  • D. Laine, African Kings, Berkeley 2000.
  • M.K. Motshekga, The Mudjadji Dynasty, Kara Books, Johannesburg 2010.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]