Ballast (illuminazione)

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Ballast

Il termine ballast viene usato anche nel campo dell'illuminotecnica per indicare circuiti elettronici progettati per pilotare lampade a scarica (in genere fluorescenti) di diverse potenze.

Essi sono sostanzialmente dei convertitori AC/AC, progettati per intervalli di tensione d'alimentazione dipendente dal mercato nel quale saranno utilizzati (gli alimentatori elettronici possono però funzionare con un regime di tensioni più esteso rispetto ai ballast elettromagnetici e, in alcuni casi, non è richiesta una tensione alternata in ingresso) e, spesso, forniscono in uscita una tensione alternata che pilota una o più lampade (nelle lampade allo xeno ad alta pressione si utilizza una corrente continua).

Il ballast in origine, quando l'elettronica a stato solido non era ancora disponibile, era costituito da un induttore avvolto su un nucleo di materiale ferroso.

Reattore elettrico[modifica | modifica sorgente]

Nel caso dei tubi fluorescenti si chiamava reattore elettrico, e aveva lo scopo di limitare la corrente di accensione del tubo e di regolare l'intensità della corrente al variare della tensione di alimentazione: a questo scopo viene collegato in serie rispetto al circuito di cui si vuole controllare l'intensità di corrente.

Il dispositivo sfrutta la cosiddetta reattanza, vale a dire la proprietà di un componente di opporre resistenza al passaggio della corrente elettrica alternata.

I ballast nell'illuminazione per uso automobilistico[modifica | modifica sorgente]

Esistono particolari ballast, ad uso automobilistico, di ridotte dimensioni progettati per pilotare bulbi xeno ad arco corto. Questi ballast trasformano la corrente continua fornita dal veicolo in corrente alternata ai valori richiesti dalla lampada durante il funzionamento (picchi da oltre 30kV in fase di accensione, appena 18V a regime quando il plasma all'interno dell'arco si comporta come un conduttore)

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]