Ballarò (programma televisivo)

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Ballarò
Logo del programma Ballarò
Anno 2002 - in corso
Genere Talk show, attualità, approfondimento politico
Durata 135 min. (2002 - 2014)
180 min. (dal 2014)
Ideatore Giovanni Floris e Paolo Ruffini
Produttore RAI
Presentatore Giovanni Floris (2002 - 2014),
Massimo Giannini (dal 2014)
Regia Maurizio Fusco
Rete Rai 3 (dal 2002),
Rai Extra (fino al 2010)
Sito web http://www.ballaro.rai.it/

Ballarò è un talk show politico televisivo in onda dal 5 novembre 2002 ideato da Giovanni Floris e Paolo Ruffini. È stato condotto da Giovanni Floris fino al 2014, successivamente sostituito da Massimo Giannini. Va in onda su Rai 3 il martedì in prima serata ed è stato replicato da Rai Extra fino al 2010.

Il programma[modifica | modifica wikitesto]

Ballarò è storicamente condotto da Giovanni Floris, ideatore insieme all'allora direttore di Rai 3 Paolo Ruffini e Annamaria Catricalà. Altri autori che hanno collaborato al programma sono Lello Fabiani, Stefano Tomassini e Mercedes Vela Cossio.

Il 3 luglio 2014 viene comunicato ufficialmente che Floris lascia le reti RAI perché passa dall'emittente televisiva La7. Il programma cambia quindi conduzione dopo 12 anni passando il testimone all'ex vicedirettore del quotidiano La Repubblica Massimo Giannini.

Il nome del programma deriva dal mercato storico palermitano di Ballarò[1]. La sigla del programma è il brano Jeux d'enfants, dell'album Alegria, legato al famoso spettacolo del Cirque du Soleil, nel 2011 è riarrangiata da Alessandro Mannarino e nel 2014 da Ivano Fossati. I disegni e le animazioni sono curati da Lorenzo Terranera. Ogni puntata ospita da quattro a sei esponenti della politica, dell'imprenditoria e della società, contrapposti su vari temi di attualità.

Ospiti e sondaggi[modifica | modifica wikitesto]

Dall'elenco degli ospiti della stagione 2014-2015 riportati nelle puntate integrali di Ballarò si evince che in maggioranza gli ospiti politici sono ministri, deputati, senatori e sindaci del Partito Democratico (48,1%). Seguono gli esponenti di Forza Italia (14,8%), SEL (11,1%), Scelta Civica (7,4%), Lega Nord (3,7%), Nuovo Centrodestra (3,7%), UdC (3,7%), Fratelli d'Italia (3,7%).

Ballarò fino al luglio 2014 ha usufruito dei sondaggi della IPSOS, solitamente commentati dal suo amministratore delegato Nando Pagnoncelli. Dal settembre 2014 invece usufruisce dei sondaggi di Euromedia Research di Alessandra Ghisleri.

Studio e redazione[modifica | modifica wikitesto]

Ballarò va in onda dallo studio di via Teulada. La redazione è composta da svariati giornalisti: Vicsia Portel, Alessandro Poggi, Francesca Caria, Marzia Maglio, Vincenzo Miglino, Manuela Giovannini, Paola Baruffi, Giulio Valesini, Stefano Maria Sandrucci.

La copertina[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2004 la copertina è affidata ad un comico (che cambia ogni anno) che poi lascia la conduzione a Giovanni Floris. Si sono succeduti Paolo Hendel, Gene Gnocchi, Enrico Bertolino e Fabio De Luigi. Dal 2007 fino al 2014, è stata curata e interpretata integralmente da Maurizio Crozza: nel corso degli anni ha riscosso varie critiche, ma anche molto consenso e popolarità, diventando così uno dei principali comici televisivi italiani di maggior successo presso il pubblico e la critica. Nella puntata di martedì 25 febbraio 2014 la copertina è stata curata eccezionalmente da Virginia Raffaele perché Crozza era assente per malattia. Nella prima puntata della stagione 2014-2015 la copertina fu curata da Roberto Benigni, in seguito vi furono Paolo Rossi e Giorgio Montanini nelle puntate successive, quindi vari comici a rotazione[2]: verso fine 2014 la copertina è stata soppressa.

Rubriche[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2007 durante Ballarò viene trasmesso il film in pillole Viaggio in Italia - una favola vera diretto da Luca Miniero e Paolo Genovese, con Licia Maglietta e Antonio Catania. Nel 2008 alla fine di ogni puntata di Ballarà viene trasmesso uno speciale dedicato alle elezioni presidenziali statunitensi del 2008.

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso degli anni Ballarò è stato al centro di varie controversie:

  • Nel corso degli anni, Silvio Berlusconi, in qualità di leader del centrodestra, ha più volte telefonato alla trasmissione[3] e molto spesso l'allora Premier e il conduttore Floris hanno avuto scontri verbali assai pesanti l'uno contro l'altro: precisamente, l'allora Premier spesso ha accusato Floris di essere un giornalista "fazioso", ovvero vicino al centrosinistra (precisamente al PD), mentre il conduttore ha sempre ribadito di essere politicamente neutrale.
  • Il 26 settembre 2012 Mario Staderini[3], all'epoca dei fatti Segretario politico dei Radicali Italiani, ha accusato Floris di aver censurato, nella puntata andata in onda il giorno precedente, un comunicato dei Radicali, ovvero omettendo sezioni del comunicato e quindi manipolando de facto il pensiero del suo partito, ovvero di aver tenuto un atteggiamento (secondo la critica televisiva[3]) lesivo del pluralismo e del diritto all'informazione: questa vicenda ha scatenato varie polemiche; precisamente Staderini ha detto che:
« Ho chiamato Ballarò chiedendo di intervenire telefonicamente per correggere le falsità che erano state dette in trasmissione. Mi hanno risposto che non prendono telefonate. Avevo premesso che non ero Berlusconi e avrei accettato il contraddittorio. A quel punto mi hanno proposto di scrivere qualcosa che leggesse Floris specificandomi "anche ampia, di considerazione politica". Dopo aver chiarito che l'indomani avrei comunque reso pubblico quanto successo, ho scritto il seguente messaggio [in tre punti ben distinti]. Hanno letto solo il primo punto e saltato gli altri [due punti] più pesanti. Non si sono chiesti neanche chi fossero i due partiti opposizione complici. Caro Floris, la tua credibilità ha iniziato una discesa capezzoniana. »
(Mario Staderini, segretario politico dei Radicali, contro Giovanni Floris, conduttore di Ballarò, il 26 settembre 2012[3])
  • Nel corso degli anni, spesso il centrodestra ha accusato Floris e Pagnoncelli di presentare sondaggi "orientati" a favore del centrosinistra: il conduttore e il sondaggista hanno sempre respinto tali accuse. Inoltre, assai spesso, nel corso degli anni, il centrodestra ha accusato tutti i comici che si sono succeduti alla guida della copertina nel corso delle edizioni di essere "orientati" a favore del centrosinistra: tutti i comici (alcuni dei quali hanno lavorato anche a Mediaset) hanno sempre respinto tali accuse.
  • Dal 2012 anche il Movimento 5 Stelle ha accusato Floris, Pagnoncelli e più in generale Ballarò e Rai Tre di aver cercato di screditare il partito in varie occasioni: fece particolare scalpore lo scontro tra Beppe Grillo e Floris a proposito delle interviste a Federica Salsi (in seguito espulsa dal partito per incompatibilità con il Non-Statuto[4]).
  • Il 23 marzo 2013, poche ore dopo l'intervista che Floris ha rilasciato a Fabio Fazio a Che tempo che fa (in onda sulla stessa rete che trasmette Ballarò, ovvero Rai Tre), gli attivisti "grillini" hanno accusato Floris di aver detto falsità a danno dei parlamentari e del programma del M5S[5], quindi Beppe Grillo ha pubblicato (tra i "minipost"[6]) un commento (scritto, in prima battuta, da un attivista del Movimento 5 Stelle) ironico contro Floris (suscitando, quindi, molte polemiche) usando le seguenti parole:
« Giovanni Floris parla molto bene, sorride sempre ed è sempre chiaro nelle sue parole. Fortunatamente [noi del Movimento 5 Stelle] non abbocchiamo al suo charme, e riusciamo a leggere bene tra le righe di quello che dice. Floris, [ti porgiamo] i nostri complimenti, però, alla tua coerenza. Verso [il centrosinistra, specie verso] il PD, si intende. »
(I "minipost" del sito di Beppe Grillo, La coerenza di Floris, 23 marzo 2013[5])
  • Nella puntata di martedì 1º ottobre 2013 il conduttore Giovanni Floris non è riuscito a sedare la violenta rissa verbale, con toni molto forti, tra Alessandro Sallusti e Fabrizio Cicchitto; la critica ha quindi stroncato il programma[7] e nei giorni immediatamente successivi questa vicenda è stata al centro dell'agenda mediatica della politica italiana.
  • Nella puntata di martedì 13 maggio 2014 il conduttore Giovanni Floris e il Presidente del Consiglio, nonché Segretario del PD, Matteo Renzi si sono duramente scontrati[8] a proposito del taglio di 150 milioni di euro al bilancio RAI dell'anno in corso (il 2014) voluto dal Governo Renzi. Floris ha definito questo taglio alle risorse delle reti RAI come "un regalo" alle reti Mediaset,[8] ma Renzi ha smentito: la tesi di Floris è stata sostenuta da parte del mondo politico che collega il sostegno di Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia (all'opposizione del Governo Renzi a proposito dei temi economici) e azionista di riferimento di Mediaset, al cosiddetto Patto del Nazareno (sulle riforme elettorali e costituzionali) con questo taglio.[8]
  • Dopo la disfatta elettorale del Movimento 5 Stelle alle elezioni europee del 25 maggio 2015 vinte dal PD di Renzi, il 2 giugno 2014 Dagospia ha definito Floris e Ballarò come «l'unico bastione anti-pittibimbo»[9] (notare che Dagospia definisce ironicamente Renzi come "pittibimbo" e considera il centrodestra ex PDL come "finta opposizione")[9] a causa dei duri scontri mediatici tra Floris e Renzi (e il 31 maggio 2014 Dagospia aveva definito[10] i dipendenti delle reti RAI «come l'ultima trincea» contro il Governo Renzi dopo la disfatta elettorale del M5S).
  • Il 5 luglio 2014 il conduttore Giovanni Floris si dimette «per una scelta editoriale» perché la dirigenza delle reti RAI «non sposava le mie idee» (si noti che la dirigenza delle reti RAI però ha smentito). Precisamente l'ormai ex conduttore ha denunciato, tramite un comunicato stampa, quanto segue:
« Ho sempre saputo che lavorare per la Rai significa lavorare anche prescindendo dal mercato e ritengo giusto che il servizio pubblico segua logiche diverse: stato sempre ottimamente compensato e sono consapevole di aver ricevuto moltissimo. Invece è un problema lavorare senza progetti editoriali condivisi, e dubitando del sostegno e della fiducia dell’azienda riguardo a progetti che io non voglio imporre a nessuno e che hanno senso solo se sono sposati e non subiti. Il punto del lungo confronto è stato editoriale ed è su questo che ci siamo divisi. La Rai non sposava le mie idee e io faticavo a ritrovarmi nelle loro. Ma è legittimo avere posizioni diverse in un confronto professionale. »
(Giovanni Floris a proposito del suo addio alle reti RAI il 5 luglio 2014[11])
  • Il 6 luglio 2014 Giuliano Cazzola ha denunciato il sospetto, che circola nei corridoi delle reti RAI, secondo il quale Floris si sarebbe dimesso da Ballarò a causa di un editto bulgaro di Matteo Renzi contro di lui a causa dell'intervista-scontro del 13 maggio 2014[12]. Il sospetto appena descritto è stato condiviso[13] anche dall'ex ministro Maurizio Gasparri, mentre il consigliere RAI Luisa Todini definì[13] come "impossibile" il retroscena: notare che Cazzola, Gasparri e Todini sono esponenti del centrodestra (ex PDL).
  • In un comunicato ufficiale dell'8 luglio 2014, il sindacato Usigrai ha chiesto ai dirigenti delle reti RAI di individuare il nuovo conduttore di Ballarò tra le risorse interne[14] dell'azienda: si noti infatti che Giovanni Floris al momento della nomina (5 novembre 2002) a conduttore di Ballarò era un giornalista interno alla RAI da molti anni.
  • Il 6 agosto 2014 il CDA della RAI ha nominato[15] come nuovo conduttore di Ballarò Massimo Giannini, vicedirettore del quotidiano di centrosinistra La Repubblica (vicino alle posizioni del Governo Renzi). Il contratto[15] tra le reti RAI e il nuovo conduttore di Ballarò dura un anno per un compenso[15] (variabile secondo alcune clausole)[16] tra i 400mila e i 450mila euro: durante questo periodo Giannini si mette in aspettativa da ogni incarico presso il Gruppo Editoriale L'Espresso.[15]
  • Il 6 agosto 2014 sindacato unico dei giornalisti RAI Usigrai, visto che Giannini non è una risorsa interna (perché non è mai stato un dipendente delle reti RAI) e visto l'obbligo di risparmio che le reti RAI devono per legge rispettare (si veda la vicenda dei 150 milioni citata più sopra), ha bocciato la nomina dell'esterno Massimo Giannini a conduttore di Ballarò, accusando la dirigenza della RAI di essere prona al Governo Renzi, con le seguenti parole:
« Siamo alla spending review a giorni alterni. O più probabilmente agli spot personali quotidiani. L'ennesima chiamata di un cronista esterno è uno schiaffo ai 1.700 in forza alla Rai. E anche alla tanto decantata revisione della spesa. Il direttore generale Gubitosi riveli con massima trasparenza i contenuti del contratto siglato con Giannini: la Rai deve essere una casa di vetro, quindi parli con chiarezza. E già che c’è dica quanti giornalisti esterni (compresi i pensionati di altre aziende) sono contrattualizzati con le nostre testate e reti, e quanto costano ai cittadini »
(Il sindacato Usigrai disapprova la nomina di Massimo Giannini a conduttore di Ballarò il 6 agosto 2014[16])
  • Durante la conferenza stampa di presentazione, il nuovo conduttore Massimo Giannini promette[16] di essere imparziale e di far privilegiare i fatti alle parole adottando lo slogan «Meno parole, dunque. Meno opinionismo e più fatti»[16]. Inoltre ha dichiarato che il suo obiettivo «è fare un programma che non sia né di destra né di sinistra, ma fare buon giornalismo. È ovvio che non posso svestirmi della mia identità e del mio passato, ma non è questo quello che devo fare. Devo trattare tutti allo stesso modo, da Renzi a Berlusconi, ed è quello che facevo a Repubblica».[17] Il centrodestra però insorge perché Giannini è una delle firme di punta dell'antiberlusconismo.[18]
  • Nella puntata di martedì 16 settembre 2014 il conduttore Massimo Giannini e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Graziano Delrio (PD) hanno difeso la riforma del lavoro proposta dal Governo Renzi, mentre Renato Brunetta (FI) ha messo in discussione le tesi da loro sostenute. Le posizioni dell'ex ministro hanno suscitato qualche brusio dal pubblico: Brunetta, vedendosi impossibilitato a proseguire, ha contestato Giannini. L'ex ministro ha ironizzato sull'inesperienza (essendo Giannini al suo debutto come conduttore televisivo) rispetto all'ex conduttore Giovanni Floris dicendo quanto segue:
« Lei è peggio di Floris. Sto dicendo una cosa che nella letteratura internazionale è ampiamente acquisita. Forse lei da Repubblica questa letteratura non la legge, ma io gliela consiglio. Vedo che da come gestisce la puntata è peggio del suo predecessore »
(Renato Brunetta contro Massimo Giannini, conduttore di Ballarò, il 16 settembre 2014[19])

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Grazie ai giornalisti che compongono la redazione, nel corso degli anni Ballarò ha vinto alcuni premi prestigiosi:

Puntate speciali[modifica | modifica wikitesto]

Ballarò è sempre andato regolarmente in onda anche durante il Festival di Sanremo, ma in alcune occasioni ci sono state alcune puntate speciali:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il significato della parola Ballarò su Treccani.it
  2. ^ [1]
  3. ^ a b c d [2]
  4. ^ [3]
  5. ^ a b [4]
  6. ^ [5]
  7. ^ [6]
  8. ^ a b c [7]
  9. ^ a b [8]
  10. ^ [9]
  11. ^ [10]
  12. ^ [11]
  13. ^ a b [12]
  14. ^ [13]
  15. ^ a b c d [14]
  16. ^ a b c d [15]
  17. ^ [16]
  18. ^ [17]
  19. ^ [18]
  20. ^ [19]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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