Balio e Xanto
Nella mitologia greca, Balio e Xanto (o Xanthe, che significa giallo) erano due cavalli immortali nati da Zefiro il vento dell’ovest e dall'Arpia Podarge. Entrambi avevano il dono della parola, concessogli da Era. Erano guidati da Automedonte, il cocchiere di Achille.
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Nel mito [modifica]
Alle nozze di Peleo con Teti, tutte le divinità fecero dono allo sposo di qualcosa di prezioso. Il dio Posidone, re dei mari, gli donò i cavalli immortali Xanto e Balio.
Troppo vecchio per partecipare alla guerra di Troia, Peleo fece quindi dono al figlio Achille di molti dei suoi tesori, fra cui i due formidabili cavalli. Tali animali faranno compagnia all’eroe fino alla fine dei suoi giorni.
Quando nella famosa guerra Achille uccise Ettore, legò il suo cadavere al proprio cocchio ed istigò i suoi cavalli, Xanto, Balio e Pedaso.
Xanto predisse ad Achille la sua morte imminente, facendolo infuriare.
Pareri secondari [modifica]
- In un'altra leggenda Xanto è una delle cavalle di Diomede, oggetto dell'ottava fatica di Eracle.
- Xanto è anche il nome di una delle divinità dei fiumi, padre di Euritemiste.
- Infine c’è chi considera Xanto come figlio di Arcade e padre di Psofide e Glaucippa.
Note [modifica]
Nel suo libro Robert Graves si confonde indicando il Xanto di Peleo e quello di Achille come due cavalli distinti, non ricordandosi che proprio Peleo regalò il cavallo al figlio.
Voci correlate [modifica]
Fonti [modifica]
- Robert Graves, I miti greci
- Pausania, Periegesi della Grecia, libro VIII
- Diodoro Siculo, libro IV
- Omero, Iliade
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