Antipapa Giovanni XXIII
L'Antipapa Giovanni XXIII, nato Baldassarre Cossa (Procida , secondo altri Ischia, ca. 1370 – Firenze, 21 dicembre 1418), è stato un cardinale italiano eletto papa dal Concilio di Pisa nel 1410 a seguito della morte di Alessandro V, con il nome (poi ignorato nella storiografia vaticana) di Giovanni XXIII.
In seguito fu riconosciuto come antipapa dal concilio di Costanza del 1415, convocato sotto le pressioni dell'imperatore Sigismondo di Lussemburgo e processato.
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[modifica] Biografia
Apparteneva alla famiglia dei Cossa, signori di Procida e Ischia, legata alla dinastia angioina. Frequentò l'università di Bologna dove si laureò in diritto e in seguito prese l'ordinazione, probabilmente per seguire il volere della famiglia. La sua carriera ecclesiastica fu rapida grazie agli appoggi influenti dei suoi familiari.
Nel 1402 Papa Bonifacio IX lo nominò cardinale diacono di Sant'Eustachio, mentre un anno dopo lo nominava legato per Bologna, dove poté entrare da trinofatore, e per la Romagna, con sede a Forlì, città che però gli oppose strenua resistenza, riuscendo a mantenere una propria autonomia.
Rafforzò comunque il potere della Chiesa nella regione e stabilì un'alleanza con la città di Firenze.
Si impegnò per ricomporre lo scisma d'occidente, cercando di fare da intermediario tra il nuovo papa romano Gregorio XII e l'avignonese Benedetto XIII, ma le sue trattative fallirono, quindi su sua iniziativa fu organizzato un concilio nel 1408 a Pisa. Fu nel maggio del 1408 quindi che uno dei sette cardinali che abbandonarono Gregorio, insieme a quelli che erano obbedienti a Benedetto, indissero il Concilio di Pisa, di cui Cossa divenne il capo. Il finanziamento del concilio di Pisa avvenne tramite i beni dello stesso Cossa e con un aiuto da parte del Comune di Firenze e di Luigi II d'Angiò, che aveva nel Cossa un importante alleato contro il suo rivale Ladislao d'Angiò Durazzo. Il concilio, che si tenne da marzo a giugno 1409, depose i due pontefici e nominò Alessandro V e l'anno dopo, dopo la sua morte il 10 maggio 1410, lo stesso Baldassarre Cossa, che scelse il nome di suo padre e divenne Giovanni XXIII.
Amico di Giovanni di Bicci de' Medici, fece accedere i Medici all'attività della Camera Apostolica, permettendo al loro Banco di riscuotere le decime e ricavarne una percentuale, un'opportunità che accrebbe notevolmente le fortune finanziarie della famiglia.
Un obiettivo importante per Giovanni XXIII era la riconquista di Roma, occupata dalle truppe di Ladislao, che furono scacciate con Luigi II (12 aprile 1411). In seguito però Giovanni perse l'appoggio di Luigi e cercò il sostegno del nuovo imperatore Sigismondo di Lussemburgo, oltre all'appoggio generale dei vari re cristiani, nominando vari cardinali per ciascuno dei regnanti.
Nel 1411, il 29 aprile, Giovanni XXIII convocò un nuovo concilio a Roma per la primavera successiva, già previsto dal Concilio di Pisa. Riuscì a trovare un'intesa con Ladislao di Napoli nel 1412, ma la pace ebbe breve durata e, dopo l'apertura del concilio (10 febbraio 1413), dovette chiuderlo solo un mese dopo e riparare a Bologna dopo l'assedio di Roma da parte delle truppe di Ladislao, comandate da Angelo Tartaglia. Fu scelta allora una nuova sede, Costanza, in territorio imperiale, quindi sotto la giurisdizione di Sigismondo del Sacro Romano Impero. Il concilio di Costanza, indetto nella città di Lodi in Italia, si aprì il 1º novembre 1414. In quell'anno Giovanni XXIII e l'imperatore Sigismondo, dopo essersi accordati a Lodi, si diressero verso Cremona, passando il primo da Castelnuovo Bocca d'Adda e il secondo da Pizzighettone. Nell'agosto del 1414 moriva re Ladislao, quindi nel Cossa si riaccese la speranza di rivedere Roma. Nel frattempo il concilio stava prendendo una piega a lui sfavorevole: spinto all'abdicazione, abbandonò Costanza e, con la protezione del Duca d'Austria Federico IV d'Asburgo, si rifugiò nel castello di Sciaffusa, poi a Laufenburg e infine a Friburgo.
Questa fuga contrariò l'imperatore, che si fece consegnare Giovanni XXIII da Federico d'Austria e lo fece imprigionare a Radolfzell vicino a Costanza. Fu quindi processato davanti al concilio e deposto il 29 maggio 1415. Passato nelle mani del conte palatino del Reno Ludovico di Wittelsbach, venne rinchiuso nel castello di Hausen presso Mannheim e poi, dopo una tentata evasione, a Heidelberg.
L'11 novembre 1417 venne eletto papa Martino V, il quale iniziò le trattative per la sua liberazione. Venne infine consegnato ai commissari pontifici nell'aprile del 1418, grazie all'intervento di Giovanni di Bicci de' Medici, che pagò per la sua liberazione, attraverso un suo agente, la notevole somma di 30.000 fiorini. Dopo aver tentato, in un primo tempo, di fuggire, temendo di avere, con Martino V, la stessa sorte che ebbe Celestino V con Bonifacio VIII, fu ricatturato e, con animo rassegnato, si recò a Firenze, dove arrivò il 23 giugno 1418 e, vestito come un dottore di legge, si presentò davanti a Martino V riconoscendolo legittimo pontefice.
Per i suoi meriti, il papa concesse al Cossa di rientrare nel Sacro Collegio come vescovo di Tuscolo. Bisogna dire che per quanto il Concilio lo abbia deposto ufficialmente come Antipapa, in realtà molti contemporanei, tra cui lo stesso Martino V che era stato suo sostenitore contro Gregorio XII, lo vedevano come un Papa legittimo che doveva essere deposto per il bene della Chiesa e non come un usurpatore da rimettere al suo posto. Per costoro, Gregorio XII aveva smesso di essere Papa già nel 1409, nonostante il Concilio considerasse (così come fa la Chiesa oggi) quest'ultimo ancora Pontefice valido e lo abbia convinto a dimettersi anziché deporlo con la forza. La legittimità di Giovanni XXIII, pur messa in discussione, non fu mai veramente negata sino al 1947, quando fu tolto dall'Annuario Pontificio.
Morì a Firenze il 21 dicembre 1418 e fu sepolto, come da lui richiesto, nel Battistero di Firenze, al quale aveva donato la preziosa reliquia di un dito di San Giovanni Battista (oggi al Museo dell'Opera del Duomo). Per lui fu costruita tra il 1425 e il 1430 la bellissima sepoltura opera di Donatello e Michelozzo.
[modifica] Il nome di Giovanni XXIII tra i papi e papa Roncalli
| Per approfondire, vedi la voce Papa_Giovanni_XXIII#La_scelta_del_nome. |
Egli non deve essere confuso con il papa Giovanni XXIII del XX secolo. Il fatto che per più di 500 anni non ci sia stato un Papa con il nome "Giovanni" (contro 23 in 1400 anni) è probabilmente dovuto alla figura controversa che questo antipapa ha rappresentato. Quando il cardinale Angelo Giuseppe Roncalli fu eletto e divenne Papa Giovanni, ci fu una piccola controversia per decidere se lui doveva essere Giovanni XXIII oppure Giovanni XXIV: lui stesso dichiarò che il suo nome pontificale era Giovanni XXIII mettendo a tacere la questione.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
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[modifica] Collegamenti esterni
- The Cardinals of the Holy Roman Church-Cossa
- Una biografia online
- Cardinali nominati da Giovanni XXIII
[modifica] Successioni
| Predecessore: | Cardinale diacono di Sant'Eustachio | Successore: | |
|---|---|---|---|
| vacante dal 1390 |
1402 - 1410 | vacante fino al 1408 |
| Predecessore: | Cardinale vescovo di Frascati | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Angelo Correr 1415 - 1417 |
23 giugno - 21 dicembre 1418 | Antonio Panciera 1420 - 13 marzo 1431 (Amministratore apostolico) 14 marzo - 3 luglio 1431 (Vescovo effettivo) |