Balaeniceps rex

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Becco a scarpa
Balaeniceps rex - Weltvogelpark Walsrode 09-2010.jpg
Balaeniceps rex
Stato di conservazione
Status iucn3.1 VU it.svg
Vulnerabile[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukarya
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Superclasse Tetrapoda
Classe Aves
Sottoclasse Neornithes
Ordine Pelecaniformes
Famiglia Balaenicipitidae

Bonaparte, 1853

Genere Balaeniceps
Gould, 1850
Specie B. rex
Nomenclatura binomiale
Balaeniceps rex
Gould, 1850

Il becco a scarpa (Balaeniceps rex, Gould 1850) è un uccello Pelecaniforme, nonché unico rappresentante della famiglia Balaenicipitidae e del genere Balaeniceps.[2][3][4]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Una coppia di becchi a scarpa

Il becco a scarpa si distingue per la mole notevole, il collo tarchiato e la grossa testa. L'adulto misura 115–150 cm in altezza e 100–140 cm in lunghezza, ha un'apertura alare di 230–260 cm e pesa dai 4 kg ai 7 kg.[5][6] Il suo becco potente, simile ad un grossolano zoccolo di legno, è carenato e leggermente incurvato al culmine, ha la robusta punta munita di un uncino e l'ampia mascella inferiore rivestita di una membrana coriacea. Le sue gambe sono molto alte, le lunghe dita sono munite di robuste unghie, la coda, di dodici penne, non è troppo lunga e l'occipite è marcato dalla presenza di un breve ciuffo di penne. La lunghezza del becco a scarpa raggiunge i quaranta centimetri, e naturalmente tutte le altre sue misure - della coda, delle ali e dell'apertura alare - si sviluppano in proporzione; il peso è considerevole; è colorato fondamentalmente di un bel grigio-cenere, ma le penne remiganti e timoniere sono grigio-nere, l'occhio è giallo-chiaro, il becco corneo ed il piede nero.

Distribuzione ed habitat[modifica | modifica sorgente]

Questo gigante degli uccelli palustri vive in numerose società nelle paludi e nelle più o meno grandi pozze d'acqua che segnano il corso del Nilo bianco e dei suoi affluenti tra il quinto e l'ottavo grado di latitudine nord. I vari individui che compongono la compagnia passano le giornate andando a guado nell'acqua per raccogliere cibo, camminando e volando rasa la superficie dell'acqua, con l'intenzione di ridiscendere il più presto possibile. Solo se vengono spaventati da uno sparo o da un rumore improvviso si decidono ad alzarsi notevolmente nell'aria, andando magari a cercare rifugio tra gli alti rami di qualche grosso albero: cosa veramente eccezionale, poiché essi vivono costantemente a livello del terreno, e trascorrono su di esso anche le ore di riposo notturno. L'unico, o almeno il più evidente dei suoni che è possibile percepire da questi uccelli è un forte scoppiettare del becco che ricorda quello delle cicogne.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Il cibo che nel corso delle giornaliere peregrinazioni viene raccolto, consiste in pesci di vario genere che vengono estratti dalle acque entro cui il becco a scarpa si immerge fino all'altezza del petto. Il becco a scarpa si ciba inoltre di rane, piccoli mammiferi e protopteri che vengono dilaniati sull'esempio di quel che è solito fare il marabù. La curiosa tecnica di caccia consiste nello stare immobile in attesa della preda e poi di lasciarsi quasi cadere su di essa, in un gesto chiamato "collasso", afferrandola con il grande becco, con il quale le recide la testa in un sol colpo.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Il nido del becco a scarpa, il quale apre il periodo della riproduzione con la stagione delle piogge, e perciò nei mesi di luglio e di agosto, si rinviene di solito sulle elevazioni del terreno molto vicine all'acqua, anzi, di solito circondate da essa. L'uccello scava una piccola conca nel terreno, e, senza ammorbidirla in alcun modo, vi depone le proprie uova di color verdiccio e di dimensioni abbastanza ridotte.
Il becco a scarpa è monogamo, le coppie partecipano entrambe alla cova e alla costruzione del nido. Durante il periodo di nidificazione diventano molto territoriali e aggressivi, cacciando chiunque tenti di avvicinarsi nel raggio di un chilometro quadrato. Vengono deposte da una a tre uova. Il periodo di incubazione è di circa un mese. Dal momento della schiusa passeranno circa cinque mesi prima che i piccoli (solitamente se ne salva solo uno) possano abbandonare il nido.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) BirdLife International 2012, Balaeniceps rex in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.2, IUCN, 2014.
  2. ^ (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Balaenicipitidae in IOC World Bird Names (ver 4.2), International Ornithologists’ Union, 2014. URL consultato il 6 maggio 2014.
  3. ^ Mayr G, The phylogenetic affinities of the Shoebill (Balaeniceps rex) in Journal für Ornithologie 2003; 144(2): 157-175.
  4. ^ Shannon J. Hackett, et al., A Phylogenomic Study of Birds Reveals Their Evolutionary History in Science 2008; 320: 1763.
  5. ^ BioLib - Balaeniceps rex (Shoebill)
  6. ^ ARKive - Shoebill videos, photos and facts - Balaeniceps rex

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • AA. VV. (2005), Grande enciclopedia per ragazzi, Animali, Vol. 2 Uccelli e Mammiferi, Pag. 38, Edizione Speciale per la Repubblica su licenza Mondadori. ISBN 0-390-10729-0

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