Bakr Sidqi

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Bakr Ṣidqī (in in arabo: بكر صدقي ; Kirkuk, 1890Mossul, 12 agosto 1937) è stato un ufficiale iracheno di sentimenti nazionalistici che giunse fino al grado di generale e che morì assassinato.

Il gen. Bakr Ṣidqī

Ṣidqī era curdo di nascita e, come molti uomini ambiziosi che vivevano nell'Impero ottomano, si arruolò nell'esercito turco-ottomano fin da giovane. Di sentimenti nazionalistici e favorevole all'affrancamento arabo dal giogo turco, non di meno egli trascorse i suoi anni più formativi in quello che era essenzialmente un esercito coloniale.

Ṣidqī fu promosso generale da Re Fayṣal quando l'Iraq divenne un paese indipendente dopo la Prima guerra mondiale e trascorse gran parte del suo tempo a reprimere le rivolte tribali assire dell'Eufrate negli anni trenta. Nell'agosto del 1933 Ṣidqī ordinò all'esercito iracheno di marciare verso Nord per colpire i militanti separatisti assiri nella cittadina di Sumayl, presso Mossul, che portò all'uccisione di 3.000 civili assiri.[1]

Nell'ottobre 1936, durante il regno del figlio di Fayṣal, Ghāzī, Ṣidqī (che all'epoca era comandante dell'esercito iracheno), portò a segno un colpo di Stato militare che fu probabilmente il primo colpo di Stato militare arabo in età contemporanea. Come capo del gruppo nazionalista specificamente iracheno (in ciò allineato coi sentimenti del suo sovrano), effettuò un attacco a sorpresa dei posti-chiave governativi di Baghdad, allontanando dal potere il Primo Ministro Yāsīn al-Hāshimī per portare alla guida di un nuovo governo il nazionalista turcomanno Ḥikmet Suleymān.

Ṣidqī guidò di fatto la politica dell'Iraq, fin quando i militari (radunati nel cosiddetto "Quadrato d'oro") non gli tolsero il loro appoggio. Fu assassinato all'aeroporto di Mossul da un membro della famiglia di Ja'far al-'Askari, ucciso nel corso del colpo di Stato che l'aveva portato al potere. Come risultato di tutto ciò Ḥikmet Suleymān presentò a re Ghazi le proprie dimissioni da Primo Ministro e a lui succedette Jamīl al-Midfāʿī.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://www.fidh.org/IMG/pdf/iq350a.pdfFIDH Rapporto sulla pulizia etnica in Iraq, che descrive il massacro di Sumayl nel secondo paragrafo a pagina 17.

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