Baise moi - Scopami

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Baise moi - Scopami
Baise moi.jpg
Nadine in una scena del film
Titolo originale Baise moi
Lingua originale Francese
Paese di produzione Francia
Anno 2000
Durata 77 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere pulp, drammatico, erotico
Regia Virginie Despentes, Coralie Trinh Thi
Soggetto Virginie Despentes (romanzo)
Sceneggiatura Virginie Despentes, Coralie Trinh Thi
Produttore Philippe Godeau
Casa di produzione Pan-Européenne, Canal+
Fotografia Benoît Chamaillard
Montaggio Jeff Gourson
Interpreti e personaggi

Baise moi - Scopami è un film francese del 2000 diretto da Coralie Trinh Thi e Virginie Despentes, la quale è anche l'autrice del romanzo da cui il film è tratto.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Manu e la sua migliore amica tossicodipendente, vengono braccate da un gruppo di uomini, probabilmente spacciatori, che le stuprano barbaramente all'interno di un magazzino. La prima fa buon viso fingendosi indifferente alla violenza al punto da annoiare gli aggressori e indurli a infierire sull'altra. Tornata a casa, invece di trovare consolazione nel fratello, viene accusata di averli in qualche modo istigati. Tra lo sconforto e la rabbia, la ragazza finisce per ucciderlo.

Contemporaneamente la prostituta Nadine assiste impotente all'omicidio del fidanzato tossicodipendente e spacciatore nonché suo protettore il quale le aveva proposto una commissione nella regione montana dei Vosgi. Rincasata dopo la violenza, finisce per instaurare una furibonda lite con la sorella di lui con cui divide l'appartamento, la uccide e scappa via con i soldi per l'affitto.

Le due ragazze si incontrano all'uscita della metropolitana, decidono di non separarsi più e cominciano un tour per la località indicata, lavando con il sangue la minima offesa, seminando morte nella provincia francese, fino a compiere una strage in un locale a luci rosse.

Da notare la prima tappa sul mare, una volta partite da Parigi, giacché entrambe non l'avevano mai visto prima: sembra ricordare l'aspirazione del giovane personaggio Antoine Doinel, evaso da un riformatorio, nella pellicola I quattrocento colpi (1959) di Francois Truffaut. La polizia è oramai sulle loro tracce, degli agenti restano uccisi a un posto di blocco. Manu cade sotto il fuoco del gestore di un bar, Nadine viene arrestata una volta giunta nella regione montana indicata dal suo amico ucciso.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Il film ha avuto una grande attenzione mediatica per via dell'interpretazione di attori porno, delle scene di sesso esplicito e l'intensa violenza, oltre i limiti imposti dalla censura[senza fonte]. In Francia, dopo soli tre giorni di programmazione, il film è stato tolto dai circuiti cinematografici, per via di una serie di proteste, per essere proiettato nelle sale a luci rosse.

La star internazionale Lancaume, qui accreditata come Karen Bach, nonostante la discreta interpretazione, si illuse invano di un salto qualitativo nel mondo dello spettacolo, per poi morire suicida alcuni anni dopo.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]