Bahram VI

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Bahram Chobin (Chubin o Chobina; in persiano: بهرام چوبین) è stato un celebre Eran spahbod (comandante dell'esercito) persiano sasanide sotto Cosroe II.

moneta raffigurante Bahram VI

Apparteneva al Casato di Mihran, una delle sette famiglie partiche.

La sua prima grande vittoria giunse a Herat nel 589. In seguito vinse un enorme esercito göktürk nella Guerra turco-eftalita; secondo le fonti, l'esercito turco era di cinque volte superiore in numero dell'esercito persiano ma, contando sella disciplina e sella maggiore abilità nel combattimento dei suoi catafratti persiani, Bahram sconfisse i Turchi, uccidendo il Yabqu dei Göktürk. Dopo aver subito una sconfitta minore in battaglia contro l'Impero romano d'Oriente ed essere stato umiliato dallo scià di Persia che gli tolse il comando delle truppe in seguito alla sconfitta, si ribellò con l'appoggio del principale esercito persiano (spah) all'Imperatore e si diresse con il suo esercito verso Ctesifonte. Lo scià Cosroe II, incapace di combattere un esercitò di tale portata, fuggì in territorio romano e Bahram salì al trono con il nome di Bahram VI per circa un anno (590 - 591).

Bindoy, lo zio di Cosroe, che aveva seguito in esilio, fu spedito con un esercito di 70.000 romani d'Oriente inviati dall'imperatore Maurizio in Armenia per deporre Bahram e restaurare sul trono persiano Cosroe. Bahram fu sconfitto nelle pianure e perse Ctesifonte. Si ritirò in Azerbaigian ma fu di nuovo sconfitto e allora fuggì in territorio turco in Asia Centrale dove ricevette asilo politico, ma venne assassinato un anno dopo.

Bahram è il protagonista di molte opere della letteratura persiana, per esempio nel volume VIII dello Shah Nama, opera di Ferdowsi risalente all'XI secolo. Le sezioni sulla sorella di Bahram Chobina sono di particolare interesse.

Dopo il collasso dell'Impero sasanide e la conquista islamica della Persia, la dinastia samanide, una delle prime dinastie persiane indipendenti, si considerò discendente di Bahram Chobin.

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